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Conosciamo i Balega (Congo Rd): il cane e…l’ingiustizia del Creatore

Inserito da on 20 agosto 2018 – 00:00No Comment

 padre Oliviero Ferro, missionario saveriano  

Ancora il cane che si lamenta davanti a Dio e grida all’ingiustizia, perché è stato trattato come l’ultimo degli esseri viventi. Dio gli dice: ”Ho sentito le tue lamentele, ma non pensare di venire davanti a me così a buon mercato: te le devi meritare”. “Che cosa devo fare?” chiede il cane “Ti do TRE prove” risponde il Buon Dio “vinte le quali, meriterai di essere accolto al mio cospetto e manifestarmi tutte le tue lamentele”. “Sono disposto a tutto, purchè giustizia sia fatta” rispose il cane. “Ecco le TRE prove” disse Dio “1° Devi portarmi un secchio pieno di mosche; 2° Devi sradicare il più grosso e grande albero che c’è nella foresta; 3° Devi trovare tu stesso il modo per salire fino a me. Vai e auguri”. Il cane comincia la sua avventura: prende un secchio e incomincia  a rincorrere le mosche, le prende, le mette dentro, ma, dopo una giornata, si trova veramente con un pugno di mosche. La notte non dorme, ma pensa come fare a riempire il secchio di mosche. Pensa che ti pensi, ed è fulminato da un’intuizione: prendi il secchio, spalma di miele l’interno, mettilo al sole e attendi. Dopo due ore, si avvicina pian piano e copre il secchio pieno di mosche. PRIMA prova riuscita.  SECONDA prova: il cane va nella foresta, chiede tutte le informazioni e finalmente raggiunge l’albero più grosso e più grande di tutta la foresta. Quando lo raggiunge, lo guarda quasi con spavento, si riprende e passa all’attacco:”Ehi tu, re della foresta: posso parlarti?” “piccola creatura ai miei piedi, dimmi” (albero) “Tu sei il più grande, il più grosso e il più resistente di tutti gli alberi della foresta” ( cane.) “Certamente, perché ne dubiti forse?(albero) “scusami, non vorrei apparire sfrontato davanti a sua maestà, ma…”(cane) “Ma, che cosa?”(albero) “Ancora una volta ti chiedo scusa, ma girando per la foresta, proprio là a oriente, ho incontrato un altro albero che si riteneva il più grande, il più grosso e il più resistente della foresta e spudoratamente diceva di essere lui il re della foresta”(cane). L’albero tagliò corto:”Conosci la strada?” “Certo, se vuoi, ti posso accompagnare e sarà un vero piacere”(cane). L’albero, detto fatto, raccolse tutte le sue forze, si sradicò e…buhah! Il cane fuggì via, contento di aver superato la seconda prova. Dopo essersi ben riposato, il cane si prepara ad un lungo estenuante viaggio, alla fine del quale, spera di poter arrivare al cospetto del Creatore. Informatosi dall’indovino più potente della terra, va a trovare il più grande ragno che esista sulla faccia della terra. Lo trova al centro di una ragnatela col diametro di parecchi metri: è là, grasso e possente e talmente grande che disprezza gli insetti, ma il suo cibo sono solo uccelli di ogni specie. Il cane si inchina davanti a tale potenza e chiede udienza a distanza sicura: ”Cosa vuoi, creatura insignificante?”(ragno) “Ho girato il mondo intero, ho incontrato tutti gli indovini e la gente più svariata. Tutti concordano che sei veramente e di gran lunga il re di tutti i ragni, ma, scusami se ti offendo, sono concordi pure nel dire che sei meschino, perché ti accontenti solo di estenderti sul piano orizzontale ed hai paura di salire in alto e di conquistare anche il cielo” (cane) “Come puoi dubitare della mia forza e potenza? (ragno). E seduta stante si preparò per la scalata al cielo “Tu,verme, mi seguirai e sarai testimone davanti ai miei denigratori” (cane) Pose il cane sulla groppa e su, su, su…Finchè non arrivò alla soglia della casa di Dio. Dio stesso si fece incontro pronto ad ascoltare il cane nelle sue lamentele. Il cane si sfogò e alla fine Dio prese la parola:”Superando le tre prove che ti ho dato, hai dimostrato che ti ho elargito tanti talenti. Ora sta a te sfruttarli e darti la vita che desideri”.

 

 

 

 

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