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Mercato San Severino: Movimento Civico Sanseverinese “Raccolta differenziata, “nuovo” sistema crea solo disagi e confusione!”

Inserito da on 4 agosto 2018 – 05:00No Comment

“Le “novità” introdotte dall’Amministrazione Comunale al sistema di raccolta differenziata hanno finora prodotto solo disagi per i cittadini e sembrano più rispondenti alle esigenze del gestore che alle necessità della nostra Comunità”.

Così il consigliere comunale della Lista Civica per S. Severino Eduardo Caliano e il responsabile del Movimento Civico Sanseverinese Giovanni Romano.

“Troviamo incomprensibili le scelte organizzative del “nuovo” sistema di raccolta differenziata dei rifiuti voluto dall’Amministrazione Comunale e dal nuovo gestore “provvisorio” del servizio. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: confusione e disagi che stanno provocando proteste diffuse e malcontento.

Nel corso degli ultimi quindici anni – afferma Giovanni Romano – la nostra Comunità si è distinta a livello nazionale per aver implementato un sistema efficiente ed efficace di raccolta differenziata sul quale sono stati prodotti studi e tesi di laurea. Un sistema che fa fatto scuola ed è diventato un modello da imitare, messo a punto grazie alla partecipazione dei cittadini e all’esperienza degli operatori della società municipale Ge.Se.Ma. dichiarata fallita lo scorso anno.

Sotto la spinta di un vero e proprio “furore ideologico” e di una ansia di “cambiamento” dei nostri attuali Amministratori questo patrimonio di esperienza e di buone pratiche è stato letteralmente spazzato via dalle nuove modalità di raccolta che stanno esasperando i cittadini.

Ci riferiamo – prosegue Eduardo Caliano – alla decisione di cambiare i colori dei sacchetti dopo oltre un decennio in cui si era consolidata l’abitudine a riconoscerli. Sacchetti le cui dimensioni sono inadeguate alle normali esigenze delle famiglie e che vengono forniti per un solo mese utilizzando come punto di distribuzione il solo Centro Polifunzionale Lions al Capoluogo. Con file interminabili e gravi disagi per i residenti nelle numerose frazioni della nostra Città che continuano ad essere penalizzati e mortificati da questa Amministrazione. Altra decisione inappropriata è quella di aver eliminato un turno di raccolta dell’indifferenziato per far posto alla raccolta di pannolini e pannoloni che non interessano tutta la cittadinanza. Dappertutto questi rifiuti sono raccolti in modo dedicato e al di fuori del normale turno di raccolta. Inoltre, dai prospetti informativi forniti ai cittadini per orientare la composizione dei sacchetti, non si comprende se pannolini e pannoloni possano essere comunque conferiti il lunedì, unitamente al secco indifferenziato, o soltanto il giovedì, il giorno specificamente dedicato alla raccolta dei pannolini e pannoloni. In tal caso il nuovo sistema aggiungerebbe altre difficoltà ai cittadini, già costretti a tenersi in casa un unico sacco per l’indifferenziata durante tutta la settimana.

“Oltre al caos – prosegue Romano – anche la beffa per i cittadini che con il “nuovo” sistema non riceveranno alcuna premialità per il loro impegno. Dal 2005 nella nostra Città era in vigore il sistema di sconti sulla parte variabile della tariffa che consentiva a chi differenziata di più di pagare di meno. Speravamo che la tariffa premiale, collaudata e modello di efficienza, venisse reintrodotta e, invece, è stata inopinatamente eliminato così come non hanno alcuna funzione le due isole ecologiche che incentivavano a conferire direttamente i rifiuti per effetto dei maggiori sconti.

Insomma – conclude Giovanni Romano – questo “nuovo” sistema sembra più essere funzionale alle esigenze del gestore che della nostra Comunità e anche di questo abbiamo aspetto informato le Autorità competenti. Ci risulta, inoltre, che sia stato chiesto agli ex lavoratori della Ge.Se.Ma. in cassa integrazione di aderire ad una proposta di lavoro per un mese e destinata ad un massimo di due unità. In cambio, però, gli interessati dovrebbero rinunciare ai contenziosi in corso per la salvaguardia dei loro diritti. Ci chiediamo: chi ha preso questa decisione? Questa procedura è conforme alle leggi? E, soprattutto, è legittimo sottoporre i più deboli ad un accordo così vessatorio?”.

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