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Mercato San Severino: incendio tra Piazza Garibaldi e Vico delle Cretaglie

Inserito da on 25 giugno 2018 – 05:20No Comment

Anna Maria Noia

Attimi di panico, lunedì 25 giugno scorso – attorno alle 17 – a Mercato S. Severino, per un principio di incendio tra piazza Garibaldi e il vicino Vico delle Cretaglie (in prossimità, anche, del Sopportico Napoli). In fiamme (prontamente circoscritte), una mansarda – pare di proprietà della famiglia Cardaropoli, secondo i primi, concitati commenti  delle persone in questi momenti di comprensibile apprensione – comprendente un gazebo in plastica. Un acre e denso fumo ha offuscato, per almeno mezz’ora, l’aria attorno al vecchio “mercato delle vacche” (così è denominato – tra gli anziani sanseverinesi – questo luogo). La nuvolaglia, sebbene non troppo imponente, si poteva comunque notare dal palazzo delle Poste e da alcuni balconi e pertinenze sul centralissimo corso Diaz. Era visibile da diverse visuali. Sul posto, immediatamente sollecitati dalla gente che ha assistito alla dispersione del fumo, i vigili del fuoco e le altre forze dell’ordine. Con la collaborazione della locale protezione civile (Epi). Non si sono registrati, fortunatamente, danni a persone. Un gran sospiro di sollievo, dunque, per lo scampato pericolo. La notizia ha fatto ben presto il giro della cittadina, riversandosi per i canali dei social network più vicini alla realtà sanseverinese ed irnina. Si è certamente indagato sulle probabili cause, ma sembra non fossero dolose. Tutto si è risolto per il meglio, ma i cittadini temevano che si ripetesse il fattaccio del dicembre 2017 – quando, in via Tommaso Sanseverino, un distinto e colto condomino (in preda, probabilmente, a crisi depressive) appiccò il fuoco all’abitazione in cui viveva. Con madre 82enne e fratello.  L’accaduto rimbalzò per giorni sulle principali testate, sui quotidiani più quotati. Il tam tam mediatico fece sì che l’informazione fosse di dominio pubblico a livello – addirittura – nazionale. Sempre a S. Severino, ma nella primavera del 2006, il fumo si elevò al cielo in quanto saltò in aria una polveriera – una fabbrica di fuochi pirotecnici.

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