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Salerno: donazioni di sangue, celebrata Giornata Mondiale

Inserito da on 14 giugno 2018 – 06:18No Comment

Anna Maria Noia

Donare sangue equivale a prorogare la vita; soprattutto nel periodo estivo – quando più si avverte la carenza di braccia “amiche”, dalle quali attingere alla fonte dell’esistenza. Diverse le “categorie” – sebbene questo non sia certamente il termine adatto a descrivere i bisognosi di plasma e trasfusioni – interessate (quasi costrette) ai travasi del prezioso liquido rosso: gli emofiliaci (cronicamente), certo, ma anche chi è vittima di incidenti stradali o sul lavoro; i sieropositivi; i dializzati… e l’elenco continuerebbe, in quanto ognuno di noi è un potenziale trasfuso. Ma, perché no?, ciascuno dovrebbe avere il coraggio – anche – di essere donatore. Sicuramente, la paura di contagi da Hiv o – comunque – proprio del donare sangue ci impedisce tale, semplice (in effetti) gesto civico… Valido, forse eroico. Eppure si possono salvare molte persone dalla morte. Per meglio comprendere il concetto, periodicamente in Italia (ed anche a livello internazionale, mondiale) vige la “giornata del donatore di sangue”. Riguardo al 2018, la ricorrenza è stata celebrata il 14 giugno. A partire dal primo pomeriggio, anche a Salerno – nella location dell’azienda ospedaliera “Ruggi d’Aragona” (meglio conosciuta come ospedale “S. Leonardo”) – si sono susseguiti interventi a cura di esperti del settore , con la collaborazione del sodalizio Avis. Ciò allo scopo di invogliare – informando – le persone comuni (trasformate – appunto – in eroi) a donare parte di sé agli altri, meno fortunati. La scaletta, o meglio: il (crono) programma, prevedeva occasioni di confronto, dibattito, formazione con alcuni responsabili del nosocomio. Svariati gli indirizzi di saluto, a cura delle autorità competenti del presidio. Tra una relazione e l’altra, i moderatori hanno funto da trait d’union coordinando i lavori ed esemplificando il perché donare il proprio plasma può rendere migliore e più utile l’esistenza. Come, d’altronde, donare gli organi una volta deceduti. Non teniamo tutto per noi, condividiamo! Nel corso della intensa giornata di studio, discussioni, tesi ed esplicazioni sono stati anche premiati associazioni e/o singoli donatori – non solo “benemeriti”. Tra costoro, anche le autorità militari come il corpo dei Carabinieri e il corpo Forestali di Stato. Organi che ben capiscono l’importanza e la preziosità delle trasfusioni; che perciò sono incentivati a sottoporsi ai prelievi con maggiore… “maturità” e senso del dovere (soprattutto) rispetto alla gente comune. Ma, anche qui, ci sono stati donatori più attivi rispetto ad altri. Comunque, la partecipazione alla campagna di sensibilizzazione in merito è sempre molto sentita – da parte delle forze dell’ordine. Nel 2017, recita una nota delle stesse forze dell’ordine, l’emergenza o acuzie si venne a creare in inverno – a causa della neve; tra l’entroterra salernitano e potentino – con intere realtà sommerse proprio dalle nevicate e dunque isolate per molto tempo dal resto delle popolazioni. In quella occasione, come in altre recenti, molti carabinieri e/o forestali (i due ambiti sono stati accorpati, secondo leggi della Repubblica, da qualche anno) hanno offerto la loro disponibilità nel recarsi a donare – presso il centro trasfusionale del S. Leonardo. A breve, si attuerà un’apposita convenzione; un protocollo d’intesa tra l’azienda ospedaliera salernitana e i carabinieri del comando provinciale di Salerno – a suggellare un discorso che – in realtà – già era avviato da tempo. Grazie all’umanità delle forze dell’ordine stesse. I donatori scelti per essere celebrati in questa giornata, come detto, sono i più “affezionati” ai prelievi; tra costoro, rientrano appunto i carabinieri del comando provinciale di Salerno: alcuni di essi si sono resi disponibili in ben due occasioni “vicine”, ovvero per le “chiamate” dell’agosto 2017 e del gennaio 2018, in momenti critici e con meno plasma donato a livello “popolare” (cioè dalle persone non appartenenti alle autorità militari). In un periodo di carenza di donazioni. I carabinieri hanno, dunque, prontamente risposto all’emergenza.

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