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Papa Francesco “I giovani camminano velocemente; ma sono gli anziani che conoscono il cammino”

Inserito da on 24 aprile 2018 – 10:01No Comment

Giuseppe Lembo

Purtroppo, oggi come non mai, il nostro Paese vive tempi tristi. Vive i tempi di quelle false certezze che fanno male non solo e tanto al presente, ma soprattutto al Futuro italiano che diventa, facendo un male da morire all’Italia che verrà, il tempo triste del Futuro negato.

Questo nostro triste presente, privo di identità, ci fa capire che, così come stanno le cose italiane, siamo orfani di Futuro; siamo un Paese sempre più tristemente dal Futuro negato.

Con quest’Italia dalla devastante fragilità, siamo tristemente in una condizione di Futuro negato. Occorrono attente riflessioni, per altrettanti saggi e responsabili interventi per un cambiamento sempre più necessario; tanto, al fine di evitare i gravi e crescenti rischi di un razzismo strisciante che sta cambiando, facendo tornare indietro la gente italiana, confusamente in cammino verso il NULLA ESISTENZIALE, per essersi votata al mondo delle cose dell’avere-apparire e ad un consumismo che, come non mai prima, è il primo protagonista di un’Italia diffusamente dismessa ed ammalata di Uomo non più centrale che si nega tristemente al Futuro.

Un tragico prodotto di questa nostra Italia delle sofferenze infinite, oltre alla dismissione e delocalizzazione che stanno facendo morire la gente italiana, negandola tristemente al Futuro, è la falsa Buona Scuola con la Sanità – salute, indifferente alla prevenzione che si nega sempre più all’Uomo ammalato e ad una prevenzione capace di prevenire i mali prima della loro insorgenza, con cure farmacologiche ed ospedaliere non sempre capaci di garantire il Diritto alla salute e con questo, il Diritto alla Vita, universalmente riconosciuto all’Uomo della Terra, come nei trattati dei Diritti dell’Uomo a tutela dell’umanità.

Intanto le sofferenze italiane crescono, sia dal punto di vista materiale che immateriale.

I territori italiani, soprattutto al Sud sono ammorbati da forme di un malessere giovanile diffuso, conosciuto come baby gang.

Con il nascere del malessere umano e sociale, gli anziani, la grande anima italiana, assolutamente necessaria al Futuro, sono sempre più indifferenti all’Italia, abbandonandoli come i giovani, al loro triste destino di degrado e di abbandono.

Tanto facendo un male da morire all’insieme italiano; a quell’insieme giovani/anziani, a chiare lettere presente nelle parole preoccupate del Papa Francesco “I giovani camminano velocemente; ma sono gli anziani che conoscono il cammino”.

Oltre a ridare all’Italia le sue tante certezze, materiali ed immateriali che, purtroppo non ha, è urgente e necessario più umanesimo. È urgente e necessario più umanesimo per dialogare, per produrre idee condivise e per trasformare, come insieme italiano, le idee in fatti concreti.

L’accelerazione di sola facciata, mancando dei necessari valori umani, culturali, sociali ed economici, proprio non ci giova; proprio non giova all’Italia, dove confusamente il virtuale va sempre più cancellando il vero della vita, con un mondo reale italiano che sta morendo, avendo cancellato il passato che, così cancellato com’è, proprio non ritorna, mentre si registra, tra l’altro, l’assenza di un utile pensiero evolutivo, assolutamente necessario ad un presente che tarda a realizzare quei sistemi complessi funzionali all’Uomo e non pericolosamente contro l’Uomo.

Ben venga, se ha al centro l’Uomo, la tecnologia digitale capace di una comunicazione utile all’accrescimento delle relazioni umane che, prima di essere virtuali, devono, come una volta, essere concretamente umane ed avere, come una volta, al centro l’Uomo e non la fredda e spenta tecnica del comunicare che ha in sé il grave rischio di far crescere l’isolamento e la solitudine umana. Tanto, facendo correre il grave rischio di ammalarci e ridurci ad “italiani comparse”, come nell’attuale politica, dove il voto del 4 marzo 2018 è un voto del “niente italiano”, avendo una rappresentanza di governanti nominati, sempre più lontani dai bisogni reali della gente.

Occorrono, per il bene dell’Italia e più in generale, per il bene del mondo, percorsi nuovi con alla base tanta, tanta umanità creativa; tanto, mettendo al centro dei processi e della vita, l’Uomo, così com’è giusto che sia, al saggio fine umano della liberazione dai bisogni vecchi e nuovi per l’Uomo, purtroppo, soprattutto al Sud, sempre più ammalato di Uomo che, facendo male, si fa un male da morire.

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