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La devozione a San Giorgio

Inserito da on 24 aprile 2018 – 00:00No Comment

don Marcello Stanzione

 La straordinaria devozione della cristianità e il ricorso a San Giorgio che si festeggia il 23 aprile  sono un’indicazione della stima della Chiesa per il suo nome e i suoi trionfi, ed essa lo onora come uno dei suoi più illustri martiri di fede.

La Chiesa orientale presto  lo ha incluso nella lista dei più grandi martiri e i greci lo identificano con il nome di  “Grande Martire”.

In pochi anni  l’imperatore Costantino fece costruire sei chiese che dedicò a lui e, secondo  l’autore di “Gesta Francorum” costruì anche la chiesa di San Giorgio che si trova sulla tomba del martire a Ramleh  in Palestina.

Molto prima della fine del quarto secolo gli eserciti bizantini stavano affidando le loro imprese e le campagne alla speciale custodia di S. Giorgio, e i loro storici registravano le numerose battaglie che stavano vincendo e i miracolosi eventi che ebbero luogo mediante la sua intercessione.  Durante il V e VI secolo un numero sempre crescente di pellegrini si incamminavano verso la terra Santa per visitare i luoghi santificati da nostro Signore e camminare sulle sue  orme. Essi erano commossi dalle storie sul valore di San Giorgio e sulla sua morte edificante, visitavano le sue chiese e la  tomba, e avendo appreso il suo culto, portarono la devozione in Occidente, in particolare in Francia.

Santa Clotilde, 457-545, che fu la moglie di Clodoveo, il primo re cristiano dei franchi, eresse molti santuari e altari a San Giorgio, e Clodoveo stesso costruì un monastero in suo nome a Baralle  nel 512 circa.

L’eminente  scrittore di inni  Venanzio Fortunato, 530-609, acui dobbiamo tesori letterari come Vexilla Regis (Avanzano gli stendardi del re), Pange lingua gloriosi (Canta, o mia lingua, il mistero del corpo glorioso), Quem terra Pontus sidera (il Signore che terra mare e cielo) e O gloriosa virginum (Regina sulla cui fronte stellata riposa), scrisse versi epigrammatici di preghiera a San Giorgio   per la sua chiesa costruita a Mentz.

Nella metà del VI secolo, l’imperatore bizantino Giustiniano I commissionò una nuova chiesa in onore del santo da costruire a Bisanzio,  nella bassa Armenia, e l’imperatore Maurizio fondò un altro edificio maestoso a Costantinopoli. Secondo il suo biografo lo storico Eleusio, il monaco San Teodoro di Sikeon, 540-613, che diventò  vescovo di Anastasiopoli, ebbe un’ardente devozione per San Giorgio, lo pregava frequentemente e ferventemente in una cappella a lui  specificamente dedicata, e incoraggiò l’imperatore  Maurizio a seguire il suo esempio e a chiedere la sua intercessione. Per  una fortunata coincidenza la festa di San Teodoro è il 22 aprile, il giorno prima di quello di San Giorgio.

 

 

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