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Cava de’ Tirreni: Cavesi 5 Stelle, reddito cittadinanza locale

Inserito da on 4 aprile 2018 – 04:00No Comment

Nessuno resti indietro, questa la frase ricorrente nel corso dell’assemblea di CAVESI 5 STELLE tenutasi ieri nella Biblioteca comunale di Cava. L’esame del voto cavese del 4 marzo, svolto con dettagliate elaborazioni, rivela un consenso per il Movimento 5 Stelle in tutta la città. Però il consenso è grandissimo, con punte di oltre il 50%, nelle aree periferiche e nelle frazioni, dove è maggiore il disagio e scarsa è l’attenzione del centro-sinistra, al governo di nazione città e Regione.
Da questa considerazione nasce la proposta di CAVESI 5 STELLE: un Reddito di cittadinanza locale che si distingue da quello nazionale, al quale non si cumulerà, perché sarebbe destinato a soggetti temporaneamente o definitivamente in situazione di disagio, indipendentemente dalla circostanza che si sia perso il posto di lavoro o lo si stia cercando.
Questo perché in alcuni casi si è costretti a fare un lavoro fortemente sottopagato e che non consente il sostentamento proprio e dei familiari. In altri casi non si è nemmeno in condizione di svolgere un lavoro. La città dovrebbe dare un aiuto a queste persone e la proposta di CAVESI 5 STELLE prevede un sostegno medio di 5.000 € all’anno. Non ci
sarebbe alcun aggravio per il bilancio comunale, perché l’uscita prevista sarebbe coperta da economie di spesa e da efficientamento delle entrate.
Tra le entrate da aumentare, sono stati già individuati il miglioramento dei contratti di locazione di 200 immobili comunali e un incremento della percentuale di copertura delle spese per l’uso di palestre e altri impianti sportivi di proprietà comunale.
Tra le spese da ridurre, si è posta l’attenzione sul recupero degli oneri di esproprio dei suoli per le cooperative edilizie, oltre che sui premi assicurativi per garantire le inefficienze e le incompetenze degli amministratori e sui compensi a assessori e consiglieri.
Altre uscite da tagliare dovrebbero essere i contributi ad associazioni di dubbia utilità sociale. Ha suscitato scandalo – ad esempio – il finanziamento di un progetto di 30.000 € approvato con un emendamento al bilancio di previsione 2018. Progetto presentato da un’associazione che fa riferimento al consigliere comunale che ha proposto l’emendamento
e che lo ha votato pur essendo formalmente all’opposizione.

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