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Giovedì Santo: Gesù… li amò sino alla fine

Inserito da on 29 marzo 2018 – 00:00No Comment

Padre Giuliano Di Renzo

“Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua Ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato il suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.

Mentre cenavano, quando già il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscarota, figlio di Simone, di tradirlo, Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti e preso un asciugatoio se lo cinse alla vita.

Poi versò dell’acqua in un catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugatoio di cui era cinto”.
(Gv 13,1-5)

“Dette queste cose Gesù si commosse profondamente e dichiarò: In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà….I discepoli si guardarono gli uni gli altri…”
E Gesù “intinto il boccone (nel piatto, il boccone dell’amicizia) lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone. E allora dopo quel boccone Satana entrò in lui…”. “Egli – Giuda – preso il boccone uscì. Ed era notte!”
(Gv 13,21-30)

Il Vangelo, come tutti i libri delle Sacre Scritture, non va semplicemente scorso, ma meditato e gustato.
Le parole appena nominate e introducono nell’Ultima Cena di Gesù sono di una struggente bellezza umana, spirituale e letteraria. Ogni commento ad esse è superfluo, ne distrugge il fulgore. Tanta luce e sublimità di amore chiedono all’anima lo stupore del silenzio e dell’adorazione.

Specialmente l’incipit. “Gesù avendo amato i suoi che erano nel mondo li amò sino alla fine!”
Un attacco di limpida bellezza, purezza di suprema felicità di amore.

L’amore di Gesù va, si può dire, oltre se stesso, oltre il limite naturale dell’amore e giunge sino a donarsi in cibo per poter riversare in noi che ama la sua stessa vita, sino a venire vivere in noi per far vivere noi in Lui.

Il Giovedì Santo si ricordano e onorano l’istituzione insieme della Ss.ma Eucarestia e del sacerdozio cattolico ad essa connessa.

Gesù associa al suo sacerdozio uomini peccatori e fragili vasi d’argilla, e di essi si serve misericordiosamente per continuare ad offrire nel tempo l’unico eterno sacrificio del suo Corpo e del suo Sangue, pone essi, uomini peccatori e fragili vasi d’argilla quali sui sacerdoti con Lui, amici che fa custodi dei tabernacoli per cui si costruiscono le chiese nei quali Egli riposa e si accompagna con noi e per mezzo di essi donarsi alle stanche nostre anime umane assetate e affamate di Lui, che è il solo nostro vero pane e vera bevanda di Vita.

Ed è per questo che “il demonio, il quale come leone ruggente va in giro cercando chi divorare.” (1 Pt 5,8-9) si accanisce contro la Santa Chiesa di Dio e i sacerdoti corrompendo a volte alcuni pochi sacerdoti, la gente e la società intera.

Fa riflettere che ovunque nel mondo ci si giri, ieri come oggi, ogni ideologia politica o religiosa, pur divise tra loro convergono nell’accanirsi di odio contro Cristo e la sua Croce, mentre essi parlano a tutti di redenzione e di perdono.

Al di là di ogni disquisizione sarebbe il caso di prendere in seria considerazione di come mai ogni ideologia e religione si accaniscano tanto contro Cristo, la sua Croce e il cristianesimo, mentre delle altre se ne minimizzano gli orrori e le disumanità che pure sono il contenuto proprio del loro religioso messaggio.

Nessuna religione ha tanto elevata la ragione e la libertà e arricchito il mondo e tuttavia nessuna è tanto combattuta e calunniata.

Ecco, l’accanimento del Male contro la Croce anche come simbolo e immagine è il drappo rosso che fa scatenare le sue furie al toro che è nel mondo e permea apparentemente quieto più che mai l’anima dei tanti uomini e istituzioni di oggi.

Il demonio infatti odia l’uomo, e l’uomo che lo segue come induzione acquisice quell’odio e odia a sua volta, odia il Bello, odia il Bene, odia la Vita.

Questo nostro mondo divenuto ottuso e malvagio è rancoroso contro il cristianesimo. E lo è pure contro se stesso, probabilmente per il dispetto che sente di dover tutto sé al cristianesimo, che perciò vorrebbe ora scrollarsi.

Sono tutti sotto la Croce gli spiriti illuminati del mondo e si avventano contro di essa come di cencio impuro e coprono di sberleffi l’agonia di Cristo innocente, la cui vendetta è solo il perdono.

Il mondo non sa che cosa sia il perdono, non conoscendo l’amore. Il mondo può forse sapere che cosa sia la clemenza, – il Dio clemente e misericordioso – non il Dio che soffre e perdona, perché perdono è amore.

Sotto e contro la Croce così ieri, così oggi, così nei tempi che verranno, sino al chiudere quel Cristo rifiutato e irriso proprio nel segno della sua Croce di tutti e di tutto la Storia.

Preghiamo per la Santa Chiesa di Dio. Preghiamo per i pastori preposti dallo Spirito Santo a reggere la Chiesa di Dio (cfr At 20,28), preghiamo per i nostri sacerdoti, sentinelle sui bastioni assediati del mondo, buoni samaritani inviati a curare le piaghe dei feriti e a risuscitare a sicura speranza i morenti.

 

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