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Elezioni politiche-La rivoluzione sterile

Inserito da on 5 marzo 2018 – 00:00No Comment

Giovanni de Simone

Il 5 Marzo c’è un’Italia che si risveglia divisa in due tra populismi e nuovi paventati fascismi, per il vero non del tutto convinti. Un paese che non accetta la sua Europa, che nega tutto e vuole tutto, in una confusione mediatica che ha dell’epocale, in cui in molti si sono  auto conferiti il ruolo di porta voce del popolo, giocando sull’emotività, le paure ed i rancori della gente.

Ai giovani che si approcciano alla politica nazionale viene promessa una guerra alla casta, anche se non si comprende chi sia e dove si nasconda, una forma sterile di ribellione, perché in realtà le nuove figure che si propongono non vogliono combattere per crescere o per prendere il posto di altri, ma combattono solo per rovesciare le figure di riferimento esistenti.
La colpa va’ cercata nella totale assenza di una classe intellettuale capace di riuscire ad elaborare una cultura alternativa da lasciare ai giovani, i quali a dire il vero, non hanno trovato neanche una a cui opporsi.
Si è creato un blocco generazionale ed intellettuale nel quale chi propone il nuovo lo fa solo come proclama.
Diceva Pasolini che il vero fascismo è quello che i sociologhi hanno troppo bonariamente chiamato società dei consumi, a questo, oggi, va’ aggiunto che i figli di quella società consumistica corrono inneggiando verso il nulla…
GdS
Il 5 Marzo c’è un’Italia che si risveglia divisa in due tra populismi e nuovi paventati fascismi, per il vero non del tutto convinti.
Un paese che non accetta la sua Europa, che nega tutto e vuole tutto, in una confusione mediatica che ha dell’epocale, in cui in molti si sono  auto conferiti il ruolo di porta voce del popolo, giocando sull’emotività, le paure ed i rancori della gente.
Ai giovani che si approcciano alla politica nazionale viene promessa una guerra alla casta, anche se non si comprende chi sia e dove si nasconda, una forma sterile di ribellione, perché in realtà le nuove figure che si propongono non vogliono combattere per crescere o per prendere il posto di altri, ma combattono solo per rovesciare le figure di riferimento esistenti.
La colpa va’ cercata nella totale assenza di una classe intellettuale capace di riuscire ad elaborare una cultura alternativa da lasciare ai giovani, i quali a dire il vero, non hanno trovato neanche una a cui opporsi.
Si è creato un blocco generazionale ed intellettuale nel quale chi propone il nuovo lo fa solo come proclama.
Diceva Pasolini che il vero fascismo è quello che i sociologhi hanno troppo bonariamente chiamato società dei consumi, a questo, oggi, va’ aggiunto che i figli di quella società consumistica corrono inneggiando verso il nulla…
 

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