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Mercato San Severino: Soccorso, impianto compostaggio, opposizione comunale preoccupata per diniego

Inserito da on 20 febbraio 2018 – 05:15No Comment

“L’incontro tra i Sindaci e i rappresentanti dei Comitati Civici si è rivelato, come previsto, inutile ed infruttuoso e conferma le nostre preoccupazioni. I Sindaci di Fisciano e Mercato S.Severino hanno preso in giro tutti e non hanno intenzione, o non possono, dare davvero seguito a quanto hanno promesso rifiutandosi di realizzare l’impianto di compostaggio a Soccorso”.

È quanto affermano i consiglieri comunali di opposizione di Fisciano e Mercato S.Severino alla luce degli esiti dell’incontro di ieri sera.

“L’unica posizione veramente chiara è quella del sindaco di Montoro che ha confermato la netta contrarietà della sua Comunità alla realizzazione dell’impianto nel sito di Soccorso.

Invece Sessa si è limitato a promettere (ancora una volta!) un improbabile incontro con la Regione per ottenere una rimodulazione del progetto.

Questo significa che per il sindaco di Fisciano e per il silente sindaco di Mercato S.Severino l’impianto va rivisto, ma va comunque realizzato a Soccorso.

La ragione di questo atteggiamento, che ha deluso i rappresentanti dei Comitati Civici e che noi avevamo ampiamente previsto, va certamente ricercata negli impegni politici che i due Sindaci hanno assunto con la Regione e nella incomprensibile decisione del Comune di Fisciano di utilizzare i fondi trasferiti dalla Regione ad agosto dello scorso anno per pagare gli espropri dei suoli.

Invece di utilizzare correttamente le risorse finanziarie, pari a circa 1.900.000 euro, per sviluppare il progetto esecutivo, il Comune di Fisciano si è affrettato a pagare i proprietari dei suoli dove dovrebbe essere realizzato l’impianto di compostaggio.

Tra questi proprietari c’è anche la società comunale Fisciano Sviluppo.

Forse è proprio questa la circostanza che ha indotto il Comune ad utilizzare i soldi della Regione in modo così anomalo?

A che serve acquisire per esproprio dei suoli se non si ha la certezza di realizzare l’opera?

A che serve, ora, avere la proprietà dei suoli sui quali dovrebbe sorgere un impianto che potrebbe non essere mai realizzato?

O meglio, sarà proprio perché il Comune ha già acquistato i suoli che il Sindaco Sessa non può più fermare la realizzazione dell’impianto nel sito non idoneo di Soccorso?

E nel caso tutto si fermi, obiettivo per il quale noi ci battiamo, come fa il Comune a rivendere quei suoli per recuperare i soldi anticipati dalla Regione e destinarli a un nuovo impianto?

E, per concludere, se non riesce a recuperare le somme, coma farà il Comune di Fisciano a restituire i soldi alla Regione?

Dovremo essere noi cittadini fiscianesi a pagare per un’opera che non si realizzerà mai?

Queste domande attendono risposte chiare trattandosi di risorse pubbliche e di eventuali danni posti a carico della Comunità.

Per tale motivo porteremo l’intera vicenda all’attenzione della Corte dei Conti e all’Autorità nazionale Anti Corruzione (ANAC) chiedendo un accertamento sulla procedura seguita dal Comune e per l’individuazione delle eventuali responsabilità, partendo dal Sindaco, in relazione ai possibili danni erariali che potrebbero essere causati alle casse comunali.

Nel frattempo la nostra battaglia continua e chiediamo nuovamente al Sindaco di revocare immediatamente la delibera di approvazione del progetto preliminare dell’impianto.

La Regione Campania ha già pubblicato il bando per affidare gli incarichi per la progettazione definitiva ed esecutiva di tutti gli impianti di compostaggio da realizzare tra cui quello di Soccorso.

E’ la prova evidente che la Regione ha deciso di andare avanti comunque e a tutti i costi e solo la revoca della delibera della Giunta Municipale che ha approvato il progetto preliminare può veramente bloccare la procedura e mettere la parola fine all’ipotesi di realizzare l’impianto a Soccorso.

Per questo chiederemo la immediata convocazione del Consiglio Comunale sul tema.

Non abbiamo mai creduto alle promesse del Sindaco perché non riteniamo che sia in condizione di agire liberamente e ci dispiace se altri, in buona fede, lo hanno fatto.

Siamo pronti alla mobilitazione insieme con i cittadini per passare alle necessarie azioni in grado di scongiurare, una volta per tutte, la possibilità di realizzare l’impianto.

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