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Salerno: Alternanza Scuola-Lavoro al Liceo “F.Severi”

Inserito da on 14 febbraio 2018 – 06:14No Comment

      INTERVISTA ALLA PRESIDE BARBARA FIGLIOLIA

Dopo l’esperienza da docente nella Scuola Primaria a Torrione Alto, è diventata dirigente in seguito alla vincita di un concorso, che l’ha vista prima a Firenze per un paio di anni, dopo è tornata a Salerno presso una scuola di Battipaglia, infine nell’ I.C. di  Giffoni Sei Casali.

Risponde ad alcune domande poste da due alunne della 3 Cs.a. riguardo la gestione della scuola, e di come potrebbe migliorare quest’ambiente

Cosa insegnava prima di diventare dirigente scolastico?

Inglese.

Dove?

Ho iniziato come maestra presso una Scuola elementare di Torrione Alto.

Come è iniziata la sua carriera?

Come ho già detto, a Torrione presso una Scuola Primaria, come maestra. Di seguito ho lavorato come dirigente scolastico all’ I.C. di Giffoni Sei Casali.

A diciannove anni, appena diplomata – perchè prima si poteva insegnare senza la laurea – ho vinto il concorso per insegnare nella scuola elementare, oggi chiamata scuola primaria. Dei miei diciannove anni di insegnamento, per sedici anni, ho insegnato prima tutte le discipline nella primaria e poi mi sono specializzata nella lingua inglese. In seguito ho partecipato al concorso come dirigente scolastico, che ho vinto, e sono stata due anni a Firenze. Sono ritornata, prendendo servizio e lavorando per due anni a Battipaglia, poi cinque anni all’ I.C. Rita Levi Montalcini, e ora sono approdata qui al Liceo Severi.

 Questo è il mio undicesimo anno di dirigenza; praticamente io dalla scuola non me ne sono mai uscita!

Perchè ha deciso di diventare preside?

Penso che non avrei potuto fare un altro lavoro se non quello di insegnare. Sedici anni di insegnamento mi hanno portato a dire che  – afferma sicura di sè, mostrandosi soddisfatta dei risultati ottenuti – bisognava essere anche un dirigente per poter dare a tutti i ragazzi quello in cui credevo. Era un sogno nel cassetto che conservavo già da piccola – dice con occhi pieni di emozione -.

In che consiste il suo lavoro? È difficile?

Il mio lavoro consiste nell’aiutare i ragazzi a raggiungere il successo formativo ed aiutarli nella crescita, per costruire soprattutto un percorso di vita valido; e sì, è abbastanza difficile: occorrerebbe avere collaborazione da parte di tutti ed è quindi un lavoro che va fatto tutti insieme, all’unisono. E la mia difficoltà è proprio questa.

Come la fa sentire dirigere una scuola ?

Preoccupata da una parte, perchè ci sono tante responsabilità e tanti problemi a cui offrire una soluzione. Occorrerebbe avere per esempio più tempo per ricevere, o tempo pure per poter stare con voi nelle classi… ma mi fa sentire anche orgogliosa, perchè faccio una cosa che mi piace, e devo dire che secondo un mio parere sta dando  i suoi frutti positivi.

Qual è stata per lei la prima impressione di questo liceo?

Sicuramente positiva,per tanto io volevo già venire in questo liceo; e a domanda fatta ho deciso di accettare ed ecco perchè mi ritrovo qui come dirigente scolastico al liceo Severi.

In seguito ai cambiamenti attuati,come il badge,ce ne saranno altri?

No, momentaneamente penso proprio di no. Il badge era solo un modo per garantirvi più sicurezza, per evitare situazioni spiacevoli con persone esterne, e quindi tutelare in primo luogo la     vostra incolumità. In poche parole, vorrei cercare di farvi sentire a scuola come in una seconda casa, un posto sereno dove quando entrate la mattina state tranquilli e vi sentiate a vostro agio. Per la vostra sicurezza vorrei cercare di rendere agibile il campetto di calcio, così come ho già provveduto a far asfaltare la stradina sotto al ponte ferroviario per far sì che nessuno possa farsi male. E quindi voglio realmente mettervi in condizioni di vivere questa scuola  bene. Pulita, sicura e serena.

Lei cosa fa nel tempo libero?

Quando posso gioco a tennis anche perchè a me piace molto fare sport, oppure leggo, anche se devo dire che di tempo ne ho davvero poco.

Porta mai il lavoro a casa?

Io? Sempre. E devo dire che è una cosa più che negativa, anche per la famiglia. Però lo faccio con piacere soprattutto per voi e quindi l’impegno da parte mia c’è sempre. È impensabile che si possa risolvere tutto la mattina, infatti la mattina gestisco per lo più le          emergenze che mi si presentano davanti e lascio indietro le cose più importanti così da potermele portare a casa per leggerle con più attenzione.

Per concludere, ci vuole dire una frase che utilizzereste per incitare i ragazzi del Severi?

C’è una frase che io ricordo molto bene e che mi ha accompagnato sin da quando sono diventata dirigente scolastica e che mi ha colpito, detta dal Giudice Antonino Caponnetto, che è morto. Egli andava per le scuole dicendo sempre ai ragazzi questa frase: “Siate sempre sentinelle di legalità, non temete nulla, denunciate ogni aggressione, ogni violenza o atti di bullismo”. E  infine consigliava di impegnarsi e di studiare per se stessi e non per gli altri per creare ognuno un proprio futuro, di essere felici e di innamorarsi.

 

Intervista a prof. Luigi Lanzalotti

Oggi, siamo in compagnia con Luigi Lanzalotti, docente di lettere nel liceo scientifico F. Severi. Abbiamo posto varie domande al professore, sia di etica professionale e sia personale. Lanzalotti ha ventitré anni di servizio sulle spalle, tra cui tredici al Severi. Da giovane il suo sogno non era diventare un insegnante, ma dedicarsi alla medicina ed aiutare il prossimo. Frequentò il liceo classico, è sempre stato un ottimo studente e, grazie alle basi del suo piano di studi, Luigi imparò tecniche di apprendimento che colpirono molti suoi amici, inoltre, conquistò sua moglie anche grazie a queste doti. La sua infanzia non fu delle migliori, perché è figlio di un noto maresciallo dei Carabinieri, quindi ha vissuto tutta la sua infanzia e la sua adolescenza con molti limiti. Lui approfittò del suo tempo libero per dedicarsi alla lettura, un hobby abbandonato a causa della mancanza di tempo. La sua “libertà” avvenne quando il padre andò in pensione. Lui, così iniziò a girare, sempre in compagnia. La sua esperienza peggiore fu a Torre Orasia, dove si trovò davanti una civiltà un po’ ambigua. Oggi il suo hobby per la lettura si è trasformato in quello per la scrittura, infatti si può vantare dei suoi premi vinti grazie al suo hobby. Il professore si definisce “aperto a 360°” perché ha una mente pronta ad accettare ed aiutare il prossimo, chiunque lui sia. Ha avuto sempre un ottimo rapporto con tutti i suoi alunni. Prima abbiamo detto che il suo sogno era diventare un medico, dunque abbiamo chiesto a Luigi, se diventare docente fosse stato per lui un rimpianto. Lui rispose con testuali parole:” Per me non è un rimpianto, perché nel mio piccolo posso comunque dare una mano agli altri”. Dunque il messaggio che il professore ci vuole mandare, è quello di cercare di aiutare il prossimo e di non abbatterci se non riusciamo in ciò che amiamo.

Raffaele Pellegrino, Gabriele Cimmino

Ha 17 anni ed è già una stella

Salerno approda a Sanremo

I fiori di Sanremo sbocciano come la passione e il talento del cantante prodigio della città delle luci.

 Ha quasi 18 anni, frequenta la classe 5H del Liceo Scientifico F.Severi e vive a Salerno.

È questo l’identikit di Rocco Scarano, la nuova stella della nostra città.

Emergente cantante che ha raggiunto la prima tappa del percorso che lo porterà alla realizzazione del suo sogno. È stato infatti uno dei 12 cantanti, fra i 1137 ed aver fatto i provini, selezionati dalla commissione artistica di Sanremo Young.

Il 10 febbraio è salito per la prima volta sul palco dell’Ariston, in occasione della nomina dei vincitori del Festival di Sanremo e racconta così l’esperienza, sottolineando il divertimento provato: “È stata un’emozione unica, nessuno fra noi dodici aveva ansia, fino al momento in cui siamo arrivati dietro le quinte ed hanno iniziato a microfonarci: lì n’è iniziata un po’. Dopo quest’esperienza non vedo l’ora di ritornare su quel palco per averlo tutto per me.” Alla domanda riguardante le sensazioni che prova per il suo primo debutto, Rocco risponde: “Sono carico ed eccitatissimo e assolutamente non ansioso. Per me non conta se davanti ho due persone o duemila, canterò sul palco dell’ Ariston così come canto su un piano bar perché l’emozione che mi dà è la stessa. Cantare è l’unica cosa di cui mi importa.”

Nonostante ciò, è una persona con i piedi ben piantati a terra, consapevole e matura. È cosciente della difficoltà del mondo della musica e, infatti, definisce quest’esperienza come un “trampolino di lancio”, senza lasciar che ciò lo distragga dallo studio, soprattutto in vista dell’esame di maturità e della scelta dell’università.

Rocco infatti è sicuro di sé stesso e delle sue capacità, vive le emozioni a pieno e si gode i momenti per quel che sono; chi è  attorno a lui ama in particolar modo il suo costante sorriso e lui stesso si considera una persona molto ottimista e positiva.

Così, in compagnia della sua voce e della sua chitarra, si prepara a vivere quest’avventura e la nostra città non può che supportarlo, fiera di essere portata in alto da un vero sognatore.

Alessandra Maio

Grande scandalo ad Acerra 

Professoressa viene accoltellata sul volto da un suo alunno ma lo assolve: “È stato un mio fallimento.”
Il tragico avvenimento prende luogo ad Acerra, all’istituto superiore “Ettore Majorana”, dove la docente di lettere Franca Di Blasio subisce un’aggressione da parte di un suo stesso alunno. La donna chiede al ragazzo di recuperare un voto basso e, dopo aver ricevuto una risposta negativa, lo minaccia di mettergli una nota. Il 17enne, sentendosi offeso, decide allora di alzarsi e colpire la sua insegnante con un coltello a serramanico, trovato davanti alla scuola secondo una sua successiva affermazione. La professoressa 54enne, rimasta ferita alla guancia, viene giudicata guaribile in 15 giorni e dichiara alme padre dell’accusato: “Non faccia del male a quel ragazzo, non ce l’ho fatta a cambiarlo. Ho cercato di spingerlo a fare di meglio, ma non ce l’ha fatta.” Ed il padre, che non si sottrae alla giustizia: ” Mio figlio ha fatto una stupidaggine.”
Camilla De Marinis
Giulia Anna Turco 

 

           Salerno-Ascoli: l’asse campione

Zizzania il prodigio salernitano approda all’Ascoli

Il portiere, classe 2001, difenderà i pali degli Allievi Nazionali dell’Ascoli nella seguente stagione calcistica

Nunzio Zizzania indosserà finalmente la casacca bianconera dopo aver superato le varie prove atletiche, facendo notare le sue capacità. Originario di Torre del Greco, dopo essersi trasferito a Caserta, inizia a praticare sport presso il Macerata Campania allenata dal mister Sebastiano Palmiero. Zizzania nasce come difensore centrale, ma poi, decide di spostarsi in porta sotto suggerimento del mister. Da qui grazie anche all’aiuto del preparatore dei portieri Carlo Mercorio, inizia a crescere e a vincere i primi premi nei tornei. All’ età di 9 anni inizia a fare diversi provini e partecipa anche al torneo ”Chievo Verona junior cup” con il Chievo Verona dove i ragazzi vinceranno 2-0 contro il Pordenone grazie anche alle sue miracolose parate. Successivamente si trasferisce a Salerno dove giocherà nella scuola calcio Picentia allenata dal mister Davide Pierro. Vestirà la maglia della Picentia per 5 anni e con il lavoro compiuto insieme al preparatore atletico Domenico Torre, vincerà il campionato provinciale con gli esordienti e arriverà alle semifinali regionali con gli allievi. L’esperienza più significativa arriva però quando viene convocato dalla Rappresentativa regionale Campania, dove insieme ai ragazzi di mister Orlando Cegli, arriverà terzo al torneo delle regioni. L’estremo difensore si metterà in risalto grazie ai numerosi interventi prodigiosi che vengono ammirati anche dagli osservatori dell’Italia under 16. Da questa avventura si susseguono vari provini al Pescara, alla Salernitana e infine all’Ascoli, compagine che è riuscita ad accaparrarsi il giovane mostrandogli un progetto a lungo termine molto efficiente. Il ragazzo ci ha rilasciato delle dichiarazioni in esclusiva:<< Sono molto entusiasmato di far parte dell’Ascoli. Quando mi sono state presentate le varie offerte, non ho esitato a scegliere la squadra bianconera che è riuscita a convincermi fin dal primo momento dimostrandosi una società molto seria e che punta a valorizzare i giovani. Penso che questa sarà un’esperienza che mi permetterà di crescere sia calcisticamente che umanamente, visto che per me è la prima volta che mi ritrovo a vivere lontano da casa. Ho tanti obbiettivi prefissati per quest’anno, uno di questi è sicuramente quello di essere riconfermato in Primavera, aspettando la tanto attesa chiamata in Nazionale under 17>>.

Domenico Danilo Grimaldi

 

BOOM DI ASCOLTI – I GIOVANI AMANO SANREMO
Sanremo riconquista il pubblico giovanile grazie ai social networks.
Da alcuni giorni si è conclusa la 68º edizione del festival di Sanremo condotta dallo straordinario Claudio Baglioni, dalla radiosa Michelle Hunziker e dal poliedrico Pierfrancesco Favino. Ascolti da sogno sin dalla prima puntata, seguita da 13 milioni e 776 mila spettatori pari al 51,4% di share. Anche la scorsa edizione condotta da Carlo Conti e Maria De Filippi aveva superato il 50% di share dopo ben 12 anni. Durante lo scorso secolo il pubblico del festival raggiungeva vette altissime, ma con l’avvento del nuovo millennio e la nascita di nuovi canali televisivi dedicati ai più giovani, è andato scemando il numero degli ascoltatori. Negli ultimi anni però, i giovani si sono riavvicinati al festival grazie anche a dei loro coetanei che lavorando sul web hanno unito la tradizione italiana all’innovazione dei giorni nostri. Un esempio sono i “The Jackal”, un gruppo di ragazzi napoletani che sono riusciti a coinvolgere due grandi personaggi dello spettacolo come Claudio Baglioni e Pippo Baudo nella realizzazione di un video che ha spopolato tra i ragazzi.
Letizia Barbarito
Naomi Ferrara

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