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Salerno: al Liceo “Alfano I” presentazione liriche Adele Denza

Inserito da on 14 febbraio 2018 – 06:34No Comment

La poesia nella raccolta di Adele Denza, docente di lettere presso il Liceo Statale “Alfano I” di Salerno; ha sempre scritto poesie e presentato libri, partecipato ad eventi culturali.

La copertina del libro è opera di Mariarosaria Palmieri,  scrittrice, poetessa e artista salernitana.

. La raccolta è dedicata al padre – un amore di altro tipo, che è venuto a mancare – e a tutte le donne vittime di violenza, ma la prima sezione s’intitola “In un angolo del cuore” e con ogni evidenza è dovuta all’amore per un uomo, come tutta la raccolta – e comincia a disegnare un senso generale, per cui occorre, a partire dal trionfo della sensualità e dei sentimenti, subire la caduta, per accedere a una più matura rinascita.

L’amore è passione ed è sentimento, un luogo incantato: “mi cercasti in una sera incantata/le tue mani, musica/di sensuali accordi” (Una sera incantata).

In quel luogo incantato risuona spesso il motivo, la presenza della musica, perché l’amore è musica ovvero esso è i sentimenti che la musica esprime e muove in sommo grado: “le tue mani, musica/di sensuali accordi” (Una sera incantata ma anche Ricordo); “Sento il vento/che mi porta la tua musica, /ti dimenticherai sul pentagramma solo una lacrima d’addio/e il vento mi reca le note dell’amore” (Sento il vento); Melodia; “delicati accordi” sono anche in Un tramonto.

Ma l’amore, insieme, è anche poesia. Poesia e musica andarono insieme e tuttora sono insieme, per cui si parla ancora di ritmo, di tono… sebbene l’epoca attuale sia, tutt’al più, quella del verso sciolto e non più della rima. Così poesia e musica si congiungono: “Tu sei per me poesia, /quella che non ho avuto il coraggio di scrivere, /sei una canzone che non so cantare” (Tu per me sei poesia).

L’amore presto sfiorisce.  Dall’amore-passione delle primissime poesie si passa alla delusione, al dolore.

Ci si ritrova nella solitudine, nel rimpianto, nella nostalgia (Ricordo; Illusione; Sfoglio solitudini; La solitudine; Greve mancanza; Nebbia; Quel treno che non ho mai preso…

Si vive la lacerazione.

La speranza si affaccia, ma insieme alla consapevolezza che essa è vana, un filo troppo sottile: Sei tu, Ritrovarti…

Si sperimenta la gelosia per un’altra, l’insistita presenza di un’altra donna nella vita dell’amato: “dov’è finito quello sguardo insolente/che mi innamorò allora? /chino sulle labbra di un’altra, /ahimè la tua bocca sulla sua!” (Tutto iniziò con un bacio); “Ma il tuo sguardo ormai fisso lontano/guarda altrove…/su altre labbra poserai i tuoi baci…” (Altrove); “le dici “quanto sei bella” davanti a me/senza vergogna, /e lei ti sorride ammiccante/e pronta…” (La gelosia per me); anche mista a un certo senso panico, per essere dentro tutti gli abbracci, per sempre: “Vorrei essere un oceano/per abbracciare la terra/e respirare con gli amanti/i suoi profumi. /Vorrei essere lì/e bagnare i tuoi piedi nudi/mentre, abbracciato a lei, sospiri” (Oceano).

Infine, la convalescenza, il rimarginarsi delle ferite e il riaffacciarsi alla vita sono nelle poesie come Un lampo all’improvviso, Viva la vita, Orizzonti nuovi.

Così si passa, da temi molto generali eppure vissuti in prima persona, dall’amore per l’amore, al dolore, e infine, all’amore per la poesia, che si ritiene non abbandoni ed è per sempre: una eco oraziana risuona nelle ultime poesie, che sono poesie per la poesia che non lascia ma è sempre.

“Passeranno le stagioni

L’una di seguito all’altra nel loro succedersi,

passeranno gli anni, l’uno dopo l’altro nel loro susseguirsi,

passeranno gli uomini nel loro cammino e si avvicenderanno,

Passerà la nostra vita che abbiamo combattuto…

Ma la poesia no, quella resterà eterna…”.

Con questa elegante – e, in un certo senso, effettiva – speranza, si chiude la raccolta.

Adele Denza sembra avviata verso un efficace lavoro del verso, nel senso che già si apprezza come lei lo renda essenziale, lo scarnifichi al limite, senza compiacimenti retorici.

Maria Marsicano

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