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Commemorazione solenne della Passione

Inserito da on 9 febbraio 2018 – 00:00No Comment

Padre Giuliano Di Renzo

Oggi nelle case religiose dei Padri Passionisti la liturgia fa la “Commemorazione Solenne della Passione”, non potendosi in Quaresima. “La Passione di Gesu’ – diceva San Paolo della Croce – e’ l’opera stupenda e massima dell’Amore di Dio”. Essa e’ viva nell’Eucarestia che e’ la Santa Messa e rimane nell’Eucarestia che la Santa Messa continua nel silenzio dell’annullamento e dell’offerta nel tabernacolo che la ospita. L’Eucarestia non è una res, una cosa, ma una Divina Persona e merita la considerazione, il rispetto e l’evidenza che di deva a una persona che è per di più ospite e Divina.Passione ed Eucarestia sono la stessa, stessissima cosa, lo stessissimo Amore opera dell’Amore, dell’Ampore che opera Amore. e gloria di Amore Pensiamoci quando partecipiamo alla Santa Messa e quando andiamo a ricevere Gesu’ nella comunione. Pensiamo alla purezza, riverenza e compostezza di atteggiamenti del corpo e dello spirito necessarie per ricevere il Corpo e il Sangue del Signore per noi immolato nel mistero del pane e del vino consacrati dallo Spirito Santo mediante la parola del sacerdote da Lui a ciò consacrato. Quanta purezza dovette avere la Madonna perché potesse ricevere nel suo seno il Verbo di Dio e poi portarlo! Noi invece non ci rendiamo conto dell’eccezionalità del dono, della sublimità del mistero e andiamo a ricevere la Ss.ma Eucarestia distratti e superficiali e molti con l’anima immonda, perché tanto Dio e’ buono e perdona e quindi ci si può avvicinare a Lui con sciatteria e con sprezzo. Non pensiamo che Dio e’ Santo, che è il Santo. Non facciamo alla parabola del pranzo delle nozze regali al quale si prende parte non con abito sciatto, tanto più che l’Eucarestia non è un banchetto qualunque ma banchetto sacrificale, comunione a una Vittima divina che si offre per noi essendosi caricato della nostre sozzure e malvagità, Lui che non solo è innocente, ma l’innocenza medesima. Ché questa e’ la Santa Messa, il Corpo e il Sangue di Gesu’ immolato per noi. E allora pronunciamo con serietà il pentimento dei nostri peccati con il confiteor, per venire ammessi al Santo dei Santi che appunto è la santa Messa.Evitiamo lo scomposto saluto da bar con il quale ci si dà la pace. Quella pace deve esprimere la nostra riconciliazione con il fratello e la sorella, perché “se hai qualcosa contro tuo fratello e stai per fare l’offerta, lascia lì la tua offerta e riconciliati con tuo fratello e poi torna all’altare a fare la tua offerta”. Perché non si può ricever la pace di Dio e Dio non la dona se si ha il cuore occupato dal risentimento e dal rancore. La pace tra noi e il fratello o la sorella non è un trattato di pace, ma è amore di chi è stato graziato dall’Amore che sull’altare si è offerto al suo posto e lo ha riconciliato con la Giustizia delll’Amore che è Dio.



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