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Cava de’ Tirreni: Anpi a Macerata

Inserito da on 9 febbraio 2018 – 04:00No Comment

Noi militanti dell’ANPI di Cava de’ Tirreni, in controtendenza rispetto alle indicazioni dell’ANPI Nazionale, saremo a Macerata il 10 febbraio 2017.
Crediamo che sia necessario annunciare la nostra partecipazione al corteo perché manifestare contro i neo-fascismi non è mai un errore ma, anzi, un atto necessario in difesa delle istituzioni democratiche. In tempi (vecchi e nuovi) di violenza e confusione, chi può, deve prendere parola, chi può, deve dichiararsi fiero antifascista e antirazzista
Quanto è accaduto nella città marchigiana è un fatto inedito e gravissimo. L’ideologia fascista e il fanatismo razzista si sono saldati alla pratica terrorista. La violenza su una giovane donna è diventato motivo e giustificazione per la violenza di Luca Traini nei confronti di: Wilson Kofi, Gideon Azeke, Jennifer Otiotio, Mahmadou Touré,Omar Fadera e Festus Omagbon. E’ un costruito politico inedito che chiede riflessione e presa di parola pubblica, non certo retoriche di ordine pubblico e chiusura delle pubbliche piazze. La richiesta del Sindaco di Macerata andava respinta immediatamente in ogni ordine e grado istituzionale. Un evento terroristico non può essere mai trattato come una questione di pubblica sicurezza, evitando così di appurarne le cause e i mandanti, le responsabilità e i giovamenti politici. Il fatto avrebbe anzi richiesto gesti e parole da parte di tutto l’arco costituzionale a difesa dell’antifascismo e una più sollecita richiesta di piena applicazione della Carta costituzionale. In merito a questo, si ricorda che le norme in essa contenute obbligano agli organi amministrativi e politici un’attenta sorveglianza culturale e simbolica. Attività di sorveglianza rivolta all’impedimento della costruzione/ricostruzione di movimenti e avanguardie neo-fasciste, attività –che a noi pare- indirizzata più all’oppressione discorsiva delle plebi che alla repressione organizzativa di tali avanguardie.
Le stesse dichiarazioni e adempimenti burocratici del Ministro Minniti non sembrano essersi orientati a tale obiettivo. Il ministro, ma anche esponenti di primo piano dei partiti, sono apparsi più volte smemorati rispetto al solco geografico –tra fascismo e antifascismo- tracciato dalla Magna carta italiana. E’ utile ricordare in questo senso, i numerosi momenti di apprendimento e approfondimento tra nuovi e vecchi parlamentari e formazioni neo-fasciste. Scambi socio-culturali che ne hanno legittimato la presenza nello spazio politico addomesticando i principi contenuti in una carta redatta con le parole e il sangue degli antifascisti. Scambi socio-culturali che hanno favorito l’accantonamento – nei fatti – di un documento giuridico, poi maldestramente ripudiato dagli stessi politici italiani.
In merito all’oggi, temiamo che il nome dello stesso Ministro Minniti sarà nei prossimi anni ricordato e rievocato per “l’affollamento” delle carceri libiche, e non certo per la ricerca di opportune parole tese al ripudio di ogni violenza e all’accoglimento di tante donne e di tanti uomini
che scappano quotidianamente da guerre e povertà.
La postura militare e l’atteggiamento guerrafondaio appaiono caratterizzare l’operato politico del Ministro. La stessa gestione del disagio sociale come questione di ordine pubblico appare un’inedita strategia di tensione tesa a reprimere i movimenti sociali e come tecnica di dissuasione e colpa nell’accoglienza a poveri e migranti. Alla luce dello scenario descritto, è grave l’accoglimento di parti della CGIL, ANPI, ARCI delle richieste del Sindaco maceratese in difesa degli spazi di città.
Tale presa di posizione (fuori da qualsiasi dibattito interno) rivela una scarsa memoria organizzativa e una forte confusione politica. L’atto di Luca Traini -ripetiamo- è un atto di terrore, non una improvvisa nevrosi esistenziale. Tale gesto avrebbe richiesto una ferma condanna e una ripresa della piazza da parte delle principali associazioni antifasciste. Temiamo che il sottrarsi alla partecipazione è parte della confusione attuale, eppure, NOI crediamo che l’esserCI può scongiurare altre e inedite pulsioni politiche.
In virtù di quanto scritto finora, L’Anpi di Cava de’ Tirreni ribadisce la propria partecipazione alla Manifestazione di Macerata. In tale occasione la stessa esporrà simboli e ripeterà parole d’ordine proprie dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. , L’Anpi di Cava de’ Tirreni lo farà in
piena consapevolezza e in memoria degli insegnamenti antifascisti.

Presidente
della Sezione di Cava de’Tirreni
Anna D’Ascenzio

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