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Pagani: XXI ediz. “Scenari pagani”

Inserito da on 14 dicembre 2017 – 03:47No Comment

Presentata la ventunesima edizione del festival di teatro e musica “Scenari pagani”. Moni Ovadia, Peppe Servillo, Rosaria De Cicco e compagnie giovani, pluripremiate.

Terzo Tempo è il tema che accompagna i sette spettacoli in programma al teatro del Centro Sociale di Pagani, a partire dal mese di dicembre. Nicolantonio Napoli dichiara: “ Abbiamo preso il concetto di Terzo Tempo dallo sport, nel quale è un tempo che non appartiene al gioco ed è dedicato al fair play, alla pacificazione, al dialogo. Nel teatro, il concetto di Terzo Tempo si sposa con il teatro che non è canonico, che investe su di sé, che spesso non è conosciuto, che costituisce il 70% del teatro italiano. È il Tempo dei gruppi di teatro contemporaneo, che prima di essere riconosciuti ed entrare nei grandi circuiti hanno fatto, o stanno facendo, i circuiti off. In questo Tempo il teatro è impegno civile, grandi temi, interrogativi forti. È il teatro che ti fa venire una scossa sulla sedia, che ti fa uscire dalla sala a fine spettacolo soddisfatto di aver visto qualcosa di nuovo, che sulla scena rappresenta poeticamente la modernità.”

Gli spettacoli

Il 16 dicembre l’apertura con Rosaria De Cicco in Regine. L’attrice, alla quale Ferzan Ozpetek ha affidato ruoli di successo in film come Le Fate Ignoranti e La Finestra di Fronte, si muove tra quattro monologhi, che sono le voci di eroine all’inverso, in disgrazia, rappresentative della società contemporanea e delle sue nevrosi e contraddizioni, e ne raccontano la quotidianità drammatica, surreale, simbolica, ironica. La Regina di Quadri, nuova prostituta e boss di camorra; la Regina di Picche, ragazzina persa nella modernità arida e bruciata dei social network; la Regina di Fiori, eroina migrante che ha attraversato il mare e non capisce perché l’Occidente si rifiuti di aiutare lei ed il figlio; la Regina di Cuori, lesbica che in una società ancora omofoba non può opporsi al desiderio di famiglia e figli della donna che ama.Sabato 27 gennaio con Maurizio Igor Meta in Ellis Island. Lo spettacolo è figlio del viaggio della vita di Meta. Tutto parte da un‘esperienza reale: un pezzo di terreno ereditato dal nonno, che lo aveva acquistato dopo aver lavorato negli Usa come emigrante. Meta decide di dover meritare quel lascito, e nel novembre 2015 compie lo stesso viaggio che il nonno aveva fatto nel novembre 1890. S’imbarca, senza smartphone né tablet né pc, compie la stessa traversata in mare e poi vive gli stessi luoghi del nonno. Da quella esperienza, nasce Ellis Island  Partendo dalle sensazioni avute nel ripercorrere il suo cammino, e combinandole con le ricerche storiche sulla vita degli immigrati italiani, nasce una drammaturgia che evoca un Viaggio epico e poetico che usa, in particolare, gli antichi e “semplici” strumenti della voce e del corpo, coniugando la dinamica del movimento con la musicalità della parola.Sabato 3 febbraio 2017 la Piccola Compagnia Dammacco è in scena con Esilio, spettacolo vincitore tra l’altro del  Last Seen 2016, miglior spettacolo dell’anno su KLP, del Festival Teatrale di Resistenza – Premio Cervi Teatro per la Memoria 2017. Sulla scena l’autore Mariano Dammacco e Serena Balivo en travesti (seconda classificata al Premio Ubu 2016 nella categoria “Nuovo attore o attrice under 35”). La Balivo interpreta un uomo che ha perso il lavoro ed, assieme ad esso, gradualmente perde un proprio ruolo nella società fino a smarrire la propria identità. Gli spettatori possono partecipare al goffo e grottesco tentativo di quest’uomo di venire a capo della situazione dialogando con se stesso. Spettacolo di un’ironia icastica, con vividi sprazzi di comicità. Quarta serata con un grande del teatro, per il quale “Scenari pagani” si sposta al teatro Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. Torna un buon amico di Casa babylon: Moni Ovadia in “Cabaret Yiddish”. Giovedì 22 febbraio 2018 appuntamento con uno spettacolo che da 25 anni fa il tutto esaurito in giro per l’Europa. Filo conduttore  è la tradizione composita e sfaccettata, il “vagabondaggio culturale e reale” proprio del popolo ebraico, del quale lui si sente figlio e rappresentante. La cultura Yiddish, la condizione universale dell’Ebreo Errante, il suo essere senza patria sempre e comunque, sono al centro di “Cabaret Yiddish” spettacolo da camera da cui è poi derivato il celebre Oylem Goylem..Peppe Servillo & Solis String Quartet con “Presentimento” sono le colonne dell’appuntamento musicale della rassegna, venerdì 2 marzo 2018. Il concerto si terrà presso il teatro Sant’Alfonso. Attenzione e cura per le parole, pathos, abilità nei chiaroscuri, teatralità nel canto avvolgono; pause e note si rincorrono ed incalzano. Il cantante e frontman della Piccola Orchestra Avion Travel, si cimenta con successo con la ‘parola’ napoletana. Nella ricerca di una rinnovata espressività l’offre su un piatto d’argento facendola risplendere anche grazie all’asciuttezza ed all’incisività con cui le reinterpreta, lavorando alla pari con arrangiamenti squisiti, messi a punto da un Solis String Quartet in forma smagliante.Sabato 10 marzo c’è lo spettacolo vincitore del premio In-box 2017: il Collettivo Controcanto in “Sempre Domenica”  Per In-Box sono “emergenti” le compagnie le cui opere hanno un alto livello artistico, al quale non corrisponde ancora un’adeguata visibilità presso pubblico, operatori e critica.  Così è per Sempre Domenica. Lo spettacolo di questa giovane e valente compagnia è un lavoro sul lavoro.  È un lavoro sul tempo, l’energia e i sogni che il lavoro quotidianamente mangia, consuma, sottrae alle vite di ognuno, affaccendate nei quotidiani affanni; vite che si arrovellano e intanto si consumano, che a tratti si ribellano eppure poi si arrendono, perché in questo carosello di moti e fallimenti è il lavoro a suonare la melodia più forte.La chiusura è con un altro spettacolo che ha vinto tra l’altro il Premio In-box ed il premio Scenario Per Ustica: “Due passi sono” della Compagnia Carullo/Minasi in programma sabato 24 marzo 2018. Due passi sono è uno spettacolo molto poetico. In scena la quotidianità faticosa di una coppia (Pe e Cri) alle prese coi problemi, piccoli o grandi che siano, del rapporto con la realtà e con la distorsione, spesso comica e paradossale, che questi problemi subiscono nel contesto di un ménage di coppia. Il ritmo di scena, sempre brioso, valorizza anche i silenzi e tutto parla e si ribalta in ironia, un’ironia tanto sottile e delicata. Lo spettacolo s’impone immediatamente, già dalle prime battute, agganciando il pubblico, costringendolo a capire quanto accade in scena, ben oltre l’immagine sacra, surreale e festosa del lieto fine.

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