Baronissi: al Palazzetto Polifunzionale Unibeat Festival 2017

Due giorni di esibizioni live e dj-set ed il campus universitario fa da cornice. Da una parte i nomi storici del panorama underground internazionale, dall’altra i nuovi talenti e alcuni musicisti campani. L’ingresso, ancora una volta, è gratuito. La sesta edizione del festival Unibeat sarà ospitata dal Palazzetto Polifunzionale di Baronissi (SA) nel campus universitario nei giorni 8 e 9 dicembre, a partire dalle 21:30. La rassegna di musica elettronica è ideata e promossa dall’Associazione Culturale SalernoInKult, in collaborazione con l’Università degli Studi di Salerno, diretta dal Magnifico Rettore Aurelio Tommasetti, polo d’avanguardia per la cultura in Campania.

Un evento ormai imperdibile per gli universitari, ora patrocinato anche dal CUS, ente sportivo votato alle attività ricreative del campus, e dalla città di Baronissi, che già ospita sul suo territorio svariate manifestazioni durante il corso dell’anno. Il ‘leit motiv’ del festival il medesimo di sempre: stimolare sia il confronto culturale che l’aggregazione dei giovani, introducendoli alle nuove arti digitali, visive e sonore e, forse, provando ad allontanarli dal loro continuo rifugiarsi nei propri ‘schermi neri’. Gli stessi di televisori, computer, tablet e, soprattutto, smartphone.

#BlackMirror è il concept della sesta edizione di Unibeat. L’uomo moderno è circondato da dispositivi elettronici, oggetti di uso quotidiano, pronti a sostituire la maggior parte delle sue attività. Un movimento generale di virtualizzazione investe non solo l’ambito dell’informazione e della comunicazione, ma anche il corpo, i parametri collettivi della sensibilità e l’esercizio dell’intelligenza. #BlackMirror rappresenta un fenomeno di attrazione e repulsione, di riconoscimento e di allontanamento. Lo specchio nero riflette l’essere umano in un modo persino deformato, seppur verosimile: ciò che siamo o ciò che, probabilmente, potremmo essere.

Un concept come #BlackMirror rinvia, inoltre, ad alcuni linguaggi sonori contemporanei, in costante mutamento, accomunati dalle diverse tonalità di nero. Main act di venerdì 8 dicembre il duo electro Aux 88. La loro carriera, al pari della loro discografia, è sotto gli occhi di tutti. Nell’arco di tre decadi, Keith Tucker e Tommy Hamilton si sono cimentati in diversi esperimenti e collaborazioni, con importanti contributi per la scena di Detroit e singolari show audio-video in tute da metalmeccanici. Una carica esplosiva propria anche di Gary Gritness, giovane polistrumentista di Nancy, armato di tastiera a tracolla e vocoder, folgorato sulla via del funk elettronico.

I due performer dal vivo saranno affiancati da altrettanti dj, pronti a movimentare al meglio la pista, cioè Rawmance e Mariiin. Il primo, parigino di nascita e romano d’adozione, ex colonna portante del negozio di dischi Ultrasuoni Records, è autore di mix in cui ambient, downtempo, drone e techno si fondono e si confondono solco dopo solco. La seconda, italiana residente a Leeds, è da sempre affascinata dal mondo della notte, ma attiva con il giradischi soltanto da qualche anno, con diverse esperienze in consolle con ‘colleghe’ del calibro di Ellen Allien, Miss Kittin e Nastia.

Sabato 9 dicembre saliranno sul palco di Unibeat gli storici Clock DVA, precursori dell’estetica cyberpunk in note, guidati da Adi Newton, fautore di un progetto tra electro, industrial e post-punk. Stili che hanno fatto anche parte del background sonoro di I-F, o Interr-Ference, una delle figure centrali dell’elettronica olandese. I suoi trascorsi con gli Unit Moebius, l’electroclash, lo studio quasi filologico dell’italo disco, la quotidianità della radio Intergalactic FM lo hanno reso celebre ben oltre i Paesi Bassi, gradita presenza nei cartelloni dei migliori festival internazionali.

Filippo Diana è, invece, un autentico outsider, con all’attivo una singolare release quali “Nemesi”, dagli immediati rimandi cinematici. Non è un compositore di colonne sonore, non è un autore di librerie musicali: la sua identità è avvolta nel mistero, così come la sua performance dal vivo. A Unibeat la prima in assoluto. Per veri intenditori. Come Francesco Leone, un collezionista di dischi wave e EBM, già collaboratore di eventi legati alle arti elettroniche, tra cui il festival Flussi.eu. I suoi dj-set spaziano dal post-punk alla synthwave, con fughe electro e altre malinconie dark.