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Salerno: Comitato “Salute e Vita” in lotta contro inquinamento “Fonderie Pisano”

Inserito da on 28 ottobre 2017 – 06:15No Comment

Anna Maria Noia

Il comitato o movimento “Salute e vita”, sorto pochi anni fa per salvaguardare le istanze di tanti ammalati – a causa delle polveri emesse dalle arcinote fonderie “Pisano” (assieme a tante famiglie) – è di nuovo sul piede di guerra; semmai non vi fosse mai stato. Lo attesta, da sempre e di continuo, uno dei promotori: Lorenzo Forte. In questo lungo arco di tempo, Forte e i suoi hanno dato battaglia – coinvolgendo la stampa, i media e i social network – per vedere i propri diritti finalmente rispettati e presi in considerazione. Sono stati momenti e tempi di grande azione, che non pochi dissapori hanno creato – ed attriti – tra membri del civico comitato e gli operai, giustamente a favore del proprio posto di lavoro. E non solo, in quanto “l’affaire” Fonderie Pisano è stato “cavalcato” dai politici (o politicanti) di turno; vanificando così una questione attuale e – apparentemente – senza soluzioni condivise. Tutti i governanti si sono riempiti la bocca di “Vedremo” e “Faremo”. Ma la questione è complessa, atavica e inerisce un braccio di ferro (forzoso) tra i lavoratori che – giustamente – invocano la tutela del loro mestiere e i parenti di tante, tantissime (troppe) persone che muoiono a causa dei fumi pericolosi che promanano dalle fonderie. Certo, si dirà, sono stati i residenti a voler acquistare le loro dimore in via dei Greci o giù di lì; pare che inizialmente le fonderie fossero isolate. Dunque, nessun problema, nessun disturbo. Ma il tutto appare più complicato, più difficoltoso… E comunque, almeno adesso, la problematica esiste e prolifera sul territorio. A chi dar ragione o torto: ai lavoratori o ai sofferenti di malattie terminali, quali tumore (ai polmoni o non) o altri malanni “professionali” (come silicosi, asbestosi…)? La colpa non è di nessuno, se non di una politica demagogica che dapprima permette di individuare suoli “incontaminati” per costruirvi e realizzarvi le case, poi non si preoccupa di far qualcosa di veramente importante per gli ammalati. Si è parlato, da tempo, di una delocalizzazione dell’apparato industriale, tra l’altro vanto di Salerno e del Meridione – in quanto i tombini prodotti dalla “Pisano” sono presenti in tutta Italia (se non, addirittura, nel mondo). Tutti (i soggetti amministrativi, trasversalmente) a promettere di individuare siti dove ospitare l’industria metallurgica. Ma nei fatti? Niente. Ed è per questo che Forte e i suoi cercano – disperatamente – di suggerire al meglio cosa attuare per fermare lo stillicidio di vite umane colpite dal cancro (veicolato dalle sostanze chimiche emesse nell’aria), pensando contemporaneamente a una professione sicura (in questo tempo di crisi) anche per i “poveri” metalmeccanici. Che non intendono arrendersi. Neanche loro… Che fare? Ai posteri l’ardua sentenza, direbbe il poeta (Manzoni, “Il 5 maggio”). Però occorre dare atto che “Salute e vita”, sodalizio “imitato” da altri ma per altre ragioni (anche nella Valle Irno e nel Sanseverinese), non rimane certo indietro nel porre all’attenzione generale (opinion leader ed influencer) tutto questo cumulo di difficoltà – tutt’oggi irrisolte. Tanti gli interventi, molte le interviste sia di Forte – alle tv o sui social – che di altri volontari dell’associazione. Si è discusso parecchio, in termini di occupabilità e di stop alle produzioni, peraltro con molte commissioni (o commesse) che determinano il funzionamento della realtà industriale “Pisano”. Eppure, tutte le soluzioni presentate e oggetto di incontro tra i vertici aziendali e gli enti sono state disattese. Si è parlato, anche, delle decisioni della Corte di Cassazione e delle possibilità di intervenire da parte dello Stato o di privati, ma tutto è – attualmente – allo stallo. Cosa ci porterà il futuro, non si sa. C’è “solo” che a via dei Greci, ove sorge il complesso industriale, si continua a morire. E “Salute e vita” continua, prosegue, la sua (quasi solitaria, dal punto di vista politico) lotta. Affinché si arresti non il sistema di produttività, bensì venga attuata una politica – anche ambientale ed ecologica – che prenda a cuore le esigenze di tutti e faccia quadrare il cerchio. Accontentando tutti, abitanti e operai. A tal uopo (scopo), il 27 ottobre corrente anno si è tenuto un incontro informale, un presidio – fortemente propugnato da “Salute e vita” e dal “Presidio permanente” – che avrebbe dovuto interessare il governatore della Campania Vincenzo De Luca col suo vice – Fulvio Bonavitacola. Il sit-in si è tenuto presso il Genio Civile, in via Porto (Salerno). i componenti del sodalizio citato tirano in ballo, oltre alla Regione Campania, anche l’Arpac – azienda preposta al disinquinamento dell’ecosistema circostante – e altre entità territoriali. In ballo, la salute e gli “interessi” non solo dell’area ove insistono le fonderie, ma tutta Salerno, insieme a Baronissi e Pellezzano. Colpite da una grave situazione, emergenziale. Gravi le responsabilità – a detta del comitato. Intervistati, molti responsabili di “Salute e vita” affermano di essere “soddisfatti” a metà per le continue promesse da parte dei vertici istituzionali. Tanti tavoli tecnici e provvedimenti inefficaci. Almeno per adesso. E nel futuro? Cosa accadrà? È quanto preoccupa, spaventa sia le famiglie degli impiegati che tanti bambini, ragazzi e adulti (anziani…) che sono a rischio, in pericolo di morte.

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