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Cava de’ Tirreni: Comitato per Sacrario Militare, presentate al sindaco 2 targhe commemorative caduti in guerra

Inserito da on 22 ottobre 2017 – 04:00No Comment

Mostrata, ufficialmente, stamattina a palazzo di città di Cava de’ Tirreni dal presidente del comitato per il Sacrario Militare Daniele Fasano e dal grand’ufficiale Salvatore Fasano al primo cittadino metelliano Vincenzo Servalli la bozza delle lapidi che verranno inaugurate giovedì 2 novembre alle 15 nel cimitero di Cava de’ Tirreni. L’opera ideata dal comitato cavese in collaborazione con il comune conterrà i nominativi di 713 eroi morti in guerra. La parte più numerosa con quasi 500 caduti della prima guerra mondiale sarà disposta a sinistra della chiesa madre quindi a destra le oltre 200 denominazioni dei morti durante la seconda guerra mondiale per un totale di 712 persone cui è stato aggiunto Massimiliano Randino, scomparso tragicamente nel 2009, come “caduto in missione di pace”. E così pochi minuti fa nel corso della riunione straordinaria del comitato con il sindaco Vincenzo Servalli, il presidente Daniele Fasano, il grand’ufficiale Salvatore Fasano, il tesoriere Roberto Catozzi ed il colonnello Carlo De Martino dopo l’incontro di venerdì sera alla presenza dell’assessore Enrico Polichetti per mettere a punto l’organizzazione dell’evento, si è parlato dell’innovativa realizzazione. “Ci sarà una venatura come di marmo celeste – chiarisce Daniele Fasano- Una sorta di cornice in plexiglass. E’ qualcosa che non ha precedenti, capace di resistere al trascorrere del tempo. Non ce ne sono altri così. Constatata l’adesione preannunciata, dovrebbe essere un momento da ricordare per la nostra città”. All’inaugurazione delle due lapidi delle dimensioni di 2 metri per 1 prenderà parte anche monsignor Orazio Soricelli Vescovo della Arcidiocesi Amalfi-Cava. “Un impegno doveroso – annuncia il sindaco – ne sono felice”. Quindi un rimando alla chiesa madre. “Spero che diventi presto il nuovo sacrario cavese – aggiunge Daniele Fasano- Per fare questo ovviamente bisognerebbe riformare l’ossatura laterale della chiesa madre stessa. Sarebbe anche più logico perché qui c’è l’ossario che fu la prima opera di Salvatore Fasano”. “Ci stiamo pensando – fa trapelare il primo cittadino – Dobbiamo infatti trasferire l’ossario in una sede più adeguata con una disponibilità sul bilancio 2018 per lavori complessivi di circa 90.000 euro. Sono tanti soldi ma l’ossario è una questione di civiltà”.

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