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Roma: l’uomo ritrova la natura nelle opere di Maurizio Pierfranceschi al Museo Bilotti

Inserito da on 17 ottobre 2017 – 08:37No Comment

Silvana Lazzarino

Architetture e geometrie invisibilmente presenti in natura, diventano i punti di partenza con cui Maurizio Pierfranceschi lavora ai suoi soggetti pittorici e scultorei a cercare armonia ed equilibrio proprio come in natura. Attraverso la sua opera viene indagato e recuperato quel rapporto tra uomo e natura che esiste da sempre e che qui riscopre una nuova vitalità in cui ritrovare autenticità e bellezza anche  con sguardo nostalgico al passato. A questo artista, nato a Roma dove vive e lavora, che fin dalla sua prima esposizione nel 1985 presso la Galleria Ferro di Cavallo (Roma) ha riscosso un gran successo esponendo negli anni successivi  anche all’estero in diverse città tra cui Mosca, Leningrado, New York, partecipando alla XII Quadriennale d’Arte di Roma, il Museo Carlo Bilotti di Roma dedica una suggestiva mostra  che si armonizza perfettamente con lo scenario dell’Aranciera di Villa Borghese. Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale –Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, l’esposizione “Maurizio Pierfranceschi. L’uomo e l’albero”, a cura di Fabio Cafagna, aperta dal 18 ottobre 2017, presenta circa una cinquantina di opere dell’artista tra dipinti e sculture a tracciare il suo intero iter artistico dove viene indagato il rapporto/legame tra l’uomo e la natura, tra le architetture e il paesaggio per ricercare possibili evasioni nella stessa natura, ma soprattutto punti di incontro con cui recuperare origini lontane e allo stesso tempo apprezzare la semplicità e bellezza dei quanto è intorno, Uomo e natura, nelle carte, nei legni e nelle tele dell’artista si confondono, trapassano l’uno nell’altra, si rispecchiano, fino a divenire un impasto di colore e materia che, seppur formalmente controllato, ha il dono della spontaneità e della vitalità proprie del vivente. Il trittico di grandi teleri in dialogo con l’insolita architettura che connota il luogo, introduce in questo suggestivo percorso dove il piccolo dipinto “L’uomo e l’albero”, che da il titolo alla mostra, è messo a confronto con un grande pannello in legno sullo stesso tema ripreso trent’anni più tardi e con un autoritratto in terracotta bianca. Riflessioni sul paesaggio e sulla terra di origine- le Marche-  sono descritti nel ciclo di lavori su tela disposti al piano terra, dove è anche presente un nucleo di lavori su cartone e sculture realizzate con materiali di recupero. Attraverso queste opere si entra in una sorta di microcosmi dove si intrecciano elementi eterogenei capaci di combinarsi in perfetto equilibrio diventando complementari. Nel catalogo della mostra edito da Solfanelli (Chieti), sono presenti testi di Fabio Cafagna, Alberta Campitelli, Carlo Alberto Bucci, Enrico Castelli Gattinara e Ruggero Savinio.

Per meglio comprendere l’atto della realizzazione con cui Pierfranceschi mette mano alle sue opere si può citare la frase da lui pronunciata estratta dalla conversazione con Alberto Bucci pubblicata in occasione della mostra “Cose Trasparenti” in cui afferma:  “….io mi sento un muratore. A me interessa la costruzione architettonica del quadro, che cresce con un orizzontale, una verticale, un pieno e poi un vuoto. C’è una forza costruttiva che lo anima e una forza psichica che deve abitarlo. Dipingo per far sì che la pittura stia in piedi, come una sedia o una casa”. L’energia presente nelle sue opere è data dalla forza costruttiva e da quella psichica, quella derivante dall’uomo nel suo operare e agire e quella propria della natura più intrinseca. I rami, i rovi che l’artista dipinge sono una sorta di architetture dove ricreare rispondenze di pieni e vuoti, di luci e ombre. Nei suoi dipinti si ritrovano richiami a  costruzioni architettoniche in cui si alternano verticali e orizzontali, pieni e vuoti dove recuperare un tessuto in cui uomo e natura si ritrovano e si compenetrano. In questo modo il paesaggio prende le sembianze di un chiostro oscillando tra la condizione di esterno e quella d’ interno.Tra le mostre più recenti: “Quattro passi” presso la Temple Gallery di Roma nel 2010, “Senza Specie” nel 2012 in occasione dell’inaugurazione della Galleria Porta Latina di Roma, “Cartoni Animali” nel 2013 presso la Galleria Alda Costa del Comune di Copparo (FE) e nel 2014 la mostra “Umbratilis” alla Temple Gallery di Roma e sempre nello stesso anno partecipa alla mostra “Attorno a Vermeer” presso Palazzo Fava di Bologna e al Premio Vasto curato da Gabriele Simongini.

 

 

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