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Salerno: Adinolfi su articolo incontro presbitero anglicano scrive al direttore de “La Città”

Inserito da on 5 ottobre 2017 – 05:43No Comment

Caro Direttore, nel Suo giornale di ieri un’intera pagina con titoli ad 8 colonne esalta un incontro di preghiera con un presbitero anglicano che ha convocato un raduno per gay e divorziati. Non sono un teologo né un sacerdote e non entro, quindi, nei dibattiti teologici sugli insegnamenti del catechismo della Chiesa, della dottrina sociale della Chiesa, né sulle analisi ed interpretazione dell’enciclica ‘amoris laetitia’ (anche se soffro nel veder ‘tirare la giacchetta’ al Santo Padre) ma non riesco a leggere senza commentare un articolo, quasi una predica, in cui si spazza via, con un colpo di penna, il significato dei Sacramenti cattolici. Non ho mai espresso un giudizio negativo su una persona gay o su una lesbica (e mai lo farò), non ho mai espresso un giudizio negativo su un divorziato o un separato (e mai lo farò) ma non posso consentire che un quotidiano dedichi una pagina intera ad esprimere, e senza contraddittorio, sentenze negative sulla comunità cattolica salernitana, di cui sono parte, che non comprenderebbe il messaggio del papa a differenza dell’illuminato presbitero anglicano.

Ed a proposito di giudizi negativi sarei curioso di conoscere le opinioni degli organizzatori, presbitero incluso, circa il volantino blasfemo che rappresentava Gesù in un’orgia gay diffuso proprio nel giorno del Giovedì Santo a Salerno e strenuamente difeso dalla comunità gay salernitana (almeno quella organizzata). Forse, dopo aver omaggiato della locandina gli organizzatori, dovrei chiedergli la loro opinione, chissà!
Spero che questa lettera possa servire, e mi scuso per i toni talora un po’ polemici (li comprenderà) ma sempre rispettosi, ad aprire un dibattito serio e laico (quello religioso lasciamolo ai religiosi) su temi che interrogano la nostra società dalla nascita (aborto libero e divieto di obiezione di coscienza versus diritto universale a nascere, adozione gay o diritto ad avere una mamma ed un papà), alla crescita nei corpi sociali (famiglia versus famiglie, predominio educativo delle famiglie o della scuola) all’esercizio ed ai limiti delle libertà individuali (libertà di disporre del proprio corpo o divieto di concedere l’utero in affitto) fino alla morte dat ed eutanasia o predominio della vita.
Concludo informandoLa che insieme ad un pastore evangelico abbiamo organizzato, per parlar di questi temi un incontro concerto con ingresso libero, sabato 14 all’hotel Mediterranea con il presidente nazionale dei giuristi per la vita Gianfranco Amato ed il cantante Giuseppe Povia che dopo aver vinto Sanremo è scomparso dai radar televisivi per aver cantato una canzone non ‘politicamente corretta’.
Con stima
Raffaele Adinolfi, coordinatore Regionale Popolo della Famiglia

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