Home » Arte & Cultura

Pietrelcina: ministro De Vincenti alla III Summer School CIVES per sostenere “l’impresa di creare lavoro al Sud”

Inserito da on 18 settembre 2017 – 07:49No Comment

Michele Gagliarde

Si è tenuta al Palavetro di Pietrelcina il 15 e 16 settembre scorsi la terza edizione della Summer School CIVES promossa dall’Ufficio Problemi Sociali e Lavoro della Diocesi di Benevento, dal Centro Nazionale per il Volontariato e dal Comune di Pietrelcina. L’iniziativa, ricca di relatori di elevata caratura, tra esperti del settore, studiosi,  rappresentanti di successo del mondo imprenditoriale del Sud Italia ed esponenti del Governo, quest’anno ha avuto come tema fondante “l’impresa di creare lavoro al Sud”, un argomento senz’altro complesso e di non facile risoluzione ma col quale  si è voluto dare, in particolar modo ai giovani, un messaggio di coesione e sviluppo che, partendo dalle potenzialità del Mezzogiorno, avrà il compito di rinnovare la fiducia nel futuro.  La prima giornata è stata aperta dai saluti di Ennio Graziano, presidente del consiglio comunale di Pietrelcina e delegato alla cultura, e dalla riflessione di S. E. mons. Felice Accrocca, Arcivescovo di Benevento, il quale ha messo in luce l’annosa questione della carenza di infrastrutture che rischiano di minare i buoni propositi di sviluppo del Sannio e del Mezzogiorno tutto,  perché  «chi viene deve poter contare su una rete viaria consona allo sforzo imprenditoriale». È stata dunque la volta dell’on. Edoardo Patriarca, Presidente del Centro Nazionale per il Volontariato,  il quale ha riportato la cifra drammatica di oltre centomila giovani che hanno lasciato l’Italia negli ultimi dieci anni, sostenendo  la necessità di superare una concezione meramente capitalistica del lavoro orientata al solo prodotto per ridare finalmente dignità ai dipendenti che devono essere visti dall’azienda come una risorsa preziosa, sottolineando inoltre che senza la capacità di investire sui giovani  non può esistere impresa. Il dott. Ettore Rossi, Direttore dell’Ufficio per i problemi sociali e il Lavoro  dell’Arcidiocesi di Benevento, ha dunque ripreso le considerazione dell’on. Patriarca mettendo in evidenza  la necessità di attivare politiche di sviluppo che facciano incontrare domanda ed offerta, ripartendo dalla scuola come luogo di orientamento dove valutare, anche attraverso il nuovo sistema di alternanza scuola-lavoro, le potenzialità e le richieste del territorio per investire su una formazione che risponda alle esigenze dei luoghi in cui si vive. L’esperienza vissuta nella Locride, territorio difficile a causa della massiccia presenza della ‘Ndrangheta  raccontata dal Dott. Vincenzo Linariello, Presidente del Gruppo Cooperativo Goel, è un esempio concreto di come si può vincere la cultura del fatalismo e l’assoggettamento a logiche malavitose anche in una terra ostile, caratterizzata da un tasso di disoccupazione giovanile del 75 per cento,  attraverso un’idea di   impresa che deve essere sociale, che deve partire dalla comunità e alla comunità deve tornare mettendo in atto quelle buone pratiche che sole sono capaci di favorire lo sviluppo economico del territorio.  Di buone pratiche ha parlato anche il prof. Giuseppe Notarstefano, Vice Presidente Nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, che ha annunciato ampio spazio allo story–telling nella prossima Settimana sociale dei Cattolici italiani di cui è ideatore e organizzatore, per testimoniare l’esportabilità dei migliori modelli del fare impresa e per diffondere la cultura della positività. Ha chiuso la prima giornata di intervento  il prof. Amedeo Lepore, Assessore Regionale della Campania alle Attività Produttive il quale ha indicato nella conoscenza e nella competizione i due fattori fondamentali per la crescita economica. Dopo aver elencato  importanti iniziative legislative di semplificazione burocratica e di decontribuzione per le nuove assunzioni che hanno fatto sì che nel 2015 la Campania avesse una crescita pari al doppio di quella registrata da Lombardia e Liguria, l’assessore ha ribadito l’urgenza per le imprese di puntare su giovani e donne favorendo la nascita di industrie 4.0, a patto di uscire da certe logiche politiche di clientelismo e assistenzialismo che sono nemiche dello sviluppo. L’assessore ha infine elogiato la rapida ripresa delle imprese sannite devastate dall’alluvione, le quali hanno ben investito la somme di risarcimento ricevute per favorire un veloce recupero. La seconda giornata è stata invece decorata dalla presenza del prof. Claudio De Vincenti, Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno, accolto dal sindaco di Pietrelcina Domenico Masone, dall’on. Edoardo Patriarca e da Ettore Rossi. Il ministro si è detto molto colpito dalle professionalità imprenditoriali presenti al Sud e, in particolare, nel Sannio, emerse in seguito alle esperienze raccontate dagli stessi professionisti, a partire dal Dott. Riccardo Stocco, Presidente della Cooperativa di comunità “Scherìa” di Tiriolo in provincia di Catanzaro, per finire con gli exempla beneventani narrati dal dott. Pasquale Addonizio, Coordinatore dei Progetti di Agricoltura Sociale della Caritas di Benevento, dal dott. Luigi Micco, direttore dell’ Iper Conad beneventano e dal dott. Filippo Liverini, Presidente della Confindustria sannita, imprenditore pluripremiato per la sostenibilità della sua azienda. A questi racconti di impresa vissuta si sono aggiunte le riflessioni del dott. Marco Bentivogli, Segretario Generale della Fim Cisl, il quale ha asserito che fare impresa in Italia è difficile perché lo Stato non dà i giusti input e che il maggior ostacolo è la burocrazia, facendosi interprete della necessità di supportare chi utilizza la tecnologia per dar vita al modella della “fabbrica intelligente”, la quale ha a sua volta bisogno di un territorio che sia in grado di recepire e accogliere queste vocazioni individuali, le quali vanno coltivate con appositi corsi di formazione di cui l’impresa si deve far carico. L’intervento successivo della dott.ssa Linda Laura Sabbadini, esperta di statistica sociale di fama internazionale, nota in particolare come pioniera europea delle statistiche per gli studi di genere, si è invece focalizzato sulla crescita, lenta ma costante, del PIL italiano,  interpretando questo dato  come una progressiva uscita dell’Italia dalla regressione che aveva avuto il suo picco nel 2014. A fronte di ciò la dott.ssa Sabbadini ha però lamentato una forte riduzione dell’occupazione, soprattutto giovanile e in massima parte al Sud, da contrastare con un maggiore impiego di giovani e donne nelle attività produttive. Anche l’analisi del prof. Pasquale Pazienza, economista dell’Università di Foggia, ha segnalato un trend in crescita, mettendo in evidenza come tra le regioni virtuose distintesi per sviluppo economico vi siano proprio le regioni dell’area del Centro-Sud:  Puglia, Campania e Sicilia. Un segnale di ripresa che, come era già stato sottolineato dalla Sabbadini, non corrisponde paradossalmente ad un aumento di occupazione. Il prof. Pazienza ha rilevato la causa di questo fenomeno nella frammentazione del lavoro dovuto al proliferare, soprattutto nel Mezzogiorno, di  piccole imprese a carattere individuale e familiare, in particolar modo nei settori della ristorazione, dell’artigianato e del commercio, che non prevedono assunzioni e dunque producono una crescita solo illusoria che tenta di rispondere al declino, ma in effetti lo aggrava. Il Prof. Maurizio Del Conte, Presidente dell’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro  ha dunque sottolineato il forte impegno dell’ANPAL  nell’incentivare le imprese all’assunzione attraverso  una quota dei fondi  per le politiche del Lavoro destinata alla decontribuzione per chi assume al Sud disoccupati, soprattutto se a tempo indeterminato. «Abbiamo fatto uno sforzo- ha evidenziato Del Conte- per orientare la domanda del lavoro soprattutto su quelle fasce svantaggiate che hanno bisogno di essere rimesse nel circuito dell’inclusione lavorativa. L’Italia purtroppo non ha investito, come altri paesi europei, in una rete di sportelli di prossimità per i cittadini che cercano lavoro e che cerchino anche di orientarsi nel mercato. È invece necessario un servizio che parta dalla dimensione individuale della persona: non a caso una delle linee di intervento che come ANPAL abbiamo preteso è la presa in carico individuale attraverso un percorso personalizzato di accompagnamento. Personalizzazione e presa in carico  sono infatti le due parole chiave per dare una risposta a un bisogno esistenziale della persona in un momento di particolare difficoltà che è quello della perdita del lavoro». L’arcivescovo di Benevento, S. E. mons. Felice Accrocca, è poi intervenuto ribadendo la necessità di porre una rinnovata attenzione al problema dell’assenza di adeguate infrastrutture nel Mezzogiorno, a partire dalle vie di comunicazione. «Come già sottolineai nella lettera pastorale dello scorso anno- sostiene mons. Accrocca- è necessario creare sinergie tra le varie istituzioni convergendo su un progetto comune, tenendo conto anche della bassa popolosità che caratterizza il nostro territorio. Il nostro entroterra è fatto di piccoli paesini che rischiano di spopolarsi. È chiaro che se li vogliamo mantenere in vita, dobbiamo essere disposti a pagare dei prezzi al fine di raggiungere il bene comune». La conclusione dei lavori è stata affidata al ministro De Vincenti il quale, ricordando la figura di San Pio da Pietrelcina che con la sua semplicità sapeva entrare in empatia con tutti riuscendo ad attivare manodopera per la costruzione di Casa Sollievo della Sofferenza, e citando Bertold Brecht, il quale sosteneva in una delle sue poesie che “la semplicità è difficile a farsi”, ha individuato proprio  nella “semplicità difficile” il leitmotiv che lega le buone pratiche ascoltate dalla voce degli imprenditori sanniti ascoltati precedentemente.  «Nel Mezzogiorno d’Italia – ha evidenziato De Vincenti- stiamo assistendo al risveglio della società civile. Non ci si rassegna al fatto che venga chiusa una struttura, ma si lotta e si trova la strada per costruire lavoro. Quello che ci è stato detto oggi ci ricorda che possiamo fare della spinta al bene comune un asso nella manica per essere competitivi». A questa voglia del Mezzogiorno di prendere in mano il proprio destino, il ministro ha risposto elencando le azioni di supporto politico ed economico alla rinascita del Sud che hanno già favorito l’assunzione di 74000 lavoratori (25000 in Campania) di cui circa un quinto sono passaggi da contratti  a tempo determinato a forme stabili di assunzioni. Il recente Decreto Legge “Resto al Sud”, ad esempio,  vuole incentivare i giovani che abbiano voglia di fare impresa con un finanziamento fino ad un massimo di 50 mila euro per ciascun richiedente, con una quota a fondo perduto del 35 per cento e il restante 65 attraverso un prestito a tasso zero da restituire in 8 anni. C’è poi il progetto “La Banca delle terre”  che mira ad incrementare la produttività dei terreni abbandonati e a favorire il ricambio generazionale in agricoltura. Prima di darsi appuntamento al prossimo anno, il sindaco di Pietrelcina Domenico Masone ha invitato il ministro ad apporre un suo pensiero nel Registro dei Visitatori Illustri donandogli allo stesso tempo una copia autenticata del certificato di nascita del Santo delle Stimmate.

 

Lascia un commento!

Devi essere logged in per inserire un commento.