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La pace sociale

Inserito da on 16 settembre 2017 – 00:01No Comment

Giuseppe Lembo

Il nostro Paese politicamente, umanamente e socialmente è fortemente confuso; non si può assolutamente parlare di coesione e di pace sociale. La causa di questa grave perdita, con conseguente malessere diffuso, è da ricercare nell’aggravarsi delle condizioni socio-economiche della popolazione, con la punta dell’iceberg nella diffusa disoccupazione ed inoccupazione che hanno regalato al nostro Paese, alle famiglie italiane in crescente povertà, milioni di italiani senza lavoro con gli adulti cacciati senza speranza di rientro nel mondo produttivo in forte crisi ed i giovani rassegnati a vivere la loro condizione di disoccupati, una condizione centrale per l’inevitabile crisi della pace sociale e dell’equilibrio generazionale ormai del tutto indifferente al sistema Paese, che naviga a vista, senza quelle certezze necessarie a costruire insieme il futuro. L’Italia è il Paese della pace sociale sempre più negata, perché gli italiani sopportano tutto; perché accettano tutto dal potere; perché il popolo suddito (il popolo di Franceschiello) è contento quando vede godere chi li governa. Il primo responsabile dello sfascio e del malessere infinito che attraversa la società italiana, una società ormai gravemente ammalata è il  mondo della politica insieme a magistratura, tecnocrati, burocrati, boiardi di Stato, potenti dell’economia e della finanza, una cordata solidale d’assalto contro la gente comune, aggredita da tutte le parti ad un punto tale da arrivare nelle condizioni odierne di assoluta insopportabilità ed ormai sulle barricate in difesa dei diritti umani traditi. Abbiamo una consolidata situazione politica che, così com’è, non promette niente, ma proprio niente di buono. È necessario un progetto di profondo cambiamento umano, sociale e politico che riaccenda la speranza, con rapporti di reciproco rispetto e di un forte impegno istituzionale per il buon funzionamento del Paese. Per non morire, occorre cambiare. I diritti umani, il sacro rispetto per l’uomo non vanno affidati in modo falsamente ipocrita ai soli proclami; sono diritti sacri che richiedono da tutti, ma proprio da tutti della società, il massimo rispetto, senza inopportune deviazioni e/o gattopardismi che non giovano alla coesione ed alla pace sociale. Le cose terrene, tutte le cose terrene, sono assolutamente legate alla temporalità terrena; chi le considera eterne, sbaglia e sbagliando non agisce correttamente al fine del bene comune e della democrazia che da noi è, purtroppo, per colpa dei tanti percorsi politicamente deviati, fortemente ammalata per aver dimenticato l’importante ruolo della coesione e della pace sociale ed essersi abbandonata nelle mani rapaci e spesso violenti degli egoismi sfrenati, di una diffusa mancanza di legalità, di crescente assenza dello Stato e di un profondo e diffuso malessere che spinge a forme di ribellismo forcaiolo che rendono difficile il futuro dell’Italia, cancellandone la coesione e la pace sociale.

 

 

 

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