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Pietrelcina: a Piana Romana 107° anniversario Prime Stimmate San Pio

Inserito da on 10 settembre 2017 – 07:35No Comment

Michele Gagliarde

Si sono tenute lo scorso giovedì le celebrazioni commemorative della Prima Stimmatizzazione di San Pio da Pietrelcina, avvenuta presumibilmente il 7 settembre 1910 nella contrada di Piana Romana dove la famiglia dell’allora giovane frate cappuccino aveva un podere e dove Lui spesso si ritirava, affetto com’era da una malattia misteriosa che lo tratterrà nel suo paese natale per ben 7 anni impedendogli di condurre  vita comunitaria con i frati,  per respirare l’aria buona della campagna e per immergersi nel silenzio e nella bellezza di un ambiente naturale  che gli consentisse un  più facile contatto con il Cielo.  Ricaviamo questa data da una lettera che Egli inviò al suo provinciale Padre Benedetto da San Marco in Lamis l’8 settembre 1911, nella quale  accenna al misterioso fenomeno, manifestatosi la sera precedente, che il giovane frate afferma di non saper “né spiegare né comprendere. In mezzo alla palma delle mani è apparso un po’ di rosso quasi quanto la forma di un centesimo, accompagnato da un forte ed acuto dolore in mezzo a quel po’ di rosso. Questo dolore era più sensibile in mezzo alla mano sinistra, tanto che dura ancora. Anche sotto i piedi avverto un po’ di dolore”. Questa la descrizione del prodigio fatta dallo stesso San Pio, il quale fa sapere a Padre Benedetto che “questo fenomeno è quasi un anno che si va ripetendo, però adesso era da un pezzo che più non si ripeteva”, scusandosi col Padre Provinciale per non avergli riferito nulla in precedenza adduccendo come motivazione “la maledetta vergogna” e sostenendo che, anche in quel momento, ha dovuto farsi molta violenza per dirglielo. Conosciamo così bene la natura di queste prime stimmate avute sotto l’olmo di Piana Romana, ben diverse da quelle, comparse sotto forma di vere piaghe aperte e grondanti di sangue il 20 settembre1918 aSan Giovanni Rotondo e che il Padre porterà impresse sul Suo corpo per ben 50 anni, anche per via di alcune testimonianze orali, in primis della madre Maria Giuseppa de Nunzio e dell’allora parroco di Pietrelcina don Salvatore Pannullo. Fu lo stesso don Salvatore a  confortare il giovane frate  pregando insieme a Lui il Signore affinché togliesse i segni esteriori di tali ferite. Le stimmate effettivamente scomparvero, ma non scomparve  lo struggente dolore che Padre Pio testimonia spesso in prima persona nella sua corrispondenza espistolare coi superiori, come nella lettera del 21 marzo 1912 destinata a padre Agostino da San Marco in Lamis, suo direttore spirituale: “Dal giovedì sera fino al sabato, come anche il martedì è una tragedia dolorosa per me. Il cuore, le mani ed i piedi sembrami che siano trapassati da una spada; tanto è il dolore che sento”. A ricordare quell’evento cardine dell’ “infanzia spirituale” vissuta dal Padre nel suo paese natale, primo segno di conformazione piena, anche nel corpo, di quest’ “umile frate che prega” al Crocifisso e prima vera realizzazione della  vocazione del Santo pietrelcinese ad essere “Cireneo di Cristo” e  “vittima perfetta” per la salvezza dei fratelli come Lui stesso scrisse sull’immaginetta-ricordo della Sua Ordinazione Sacerdotale, si è tenuta in mattinata alle ore 11 nell’Aula Liturgica “Padre Pio Santo” a Piana Romanala CelebrazioneEucaristicariservata ai Gruppi di Preghiera presieduta da Padre Guglielmo Alimonti, figlio spirituale e diretto conoscitore di San Pio,  coordinatore dei Gruppi di preghiera dell’Abruzzo e Molise nonchè cittadino onorario di Pietrelcina. Alle 18:30, nello stesso luogo,  è stata  invece celebrata una Messa Solenne presieduta dal guardiano fra Forunato Grottola nella quale si è voluto allo stesso tempo ricordare il mirabile esempio di vita della famiglia di Padre Pio che in quella stessa terra ha lavorato per anni accompagnando e sostenendo con tutte le proprie, povere  forze il non facile percorso vocazionale del giovane frate.A tal scopo i coniugi presenti hanno rinnovato le loro promesse battesimali, ponendosi sotto la speciale  benedizione del Santo delle Stimmate che alla famiglia teneva moltissimo, a tal punto da esclamare profeticamente, nei primi anni sessanta: “I nostri figli non avranno lagrime per piangere gli errori dei genitori. Non vorrei trovarmi nei panni dei vostri figli e dei vostri nipoti”. Egli  così prefigurava, con sguardo lungimirante, l’odierna crisi familiare che è la base della crisi morale della società, superabile solo attraverso un fermo recupero dei valori cristiani autentici in un’ottica di totale affidamento al Signore.La Solenne Concelebrazionesi è conclusa con una breve processione eucaristica alla Cappellina “San Francesco” antistante l’Aula Liturgica, la quale custodisce come in uno scrigno il cosiddetto “Olmo delle Stimmate”, testimone privilegiato di quell’evento che ha segnatola Storiae il luogo dove, secondo le parole dello stesso  San Pio, “tutto è avvenuto”.

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