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Roma: Governo, Cardiello su beni confiscati a Eboli a mafia, assegnati senza bandi di gara “Intervenga Ministro”

Inserito da on 2 settembre 2017 – 07:44No Comment

Il Sen. Cardiello interviene in merito le recenti assegnazioni effettuate in tema di beni sottratti alla mafia.”La legalità non si può soltanto predicare ma deve assolutamente essere messa in atto con provvedimenti concreti. Non è accaduto e non sta accadendo nella mia Eboli.  Con vivo dispiacere e forte rammarico, dopo molte segnalazioni giunte dai liberi cittadini, ho dovuto constatare che anche su questa tematica non vi è il rispetto minimo delle normativa in materia, ivi compreso il regolamento comunale approvato di recente dal Commissario Prefettizio. Vale la pena ricordare le tappe che hanno portato ad una proroga della convenzione scaduta, con relativo ampliamento, nei confronti di una Cooperativa Sociale. Verrebbe da chiedersi, con quali criteri è stata selezionata; perchè non è stato avviato un regolare bando ad evidenza pubblica come previsto dall’art. 5 del Regolamento sui beni patrimoniali; perchè vengono favorite attività sociali ma con scopo di lucro. Tutte domande a cui i Ministri dell’Interno e della Giustizia dovranno dare risposta e, in attesa delle verifiche, porterò il caso anche in Commissione Antimafia. Premesso che:

-      che con decreto di confisca n.36475 del 23.10.2003, emesso dalla Direzione Centrale Area Beni Sequestrati e Confiscati dell’Agenzia del Demanio, fu disposto il definitivo trasferimento al patrimonio indisponibile del Comune di Eboli di diverse unità immobiliari facenti parte di un fabbricato ubicato in loc. Bosco Grande – Corno d’Oro;

-      che tra la suddette unità immobiliari vi sono n. 3 appartamenti ubicati rispettivamente al piano 1°-2° – 3° e 4° del suddetto fabbricato, censito al N.C.E.U. del Comune di Eboli al Foglio 39 particella n. 270;

-      in tali appartamenti vengono svolti da alcune Cooperative sociali, servizi di accoglienza minori a rischio ( tribunalizzati e non), che rivestono finalità sociali ma che vengono comunque retribuiti dall’Ente ( allegate determine di liquidazione);

-      con delibera di giunta comunale n.284 del 25 agosto 2017  è stato ampliato il progetto sopra citato, concedendo sempre in comodato d’uso gratuito un’ulteriore appartamento sito al 3° piano dello stabile ritornato disponibile a seguito di rinuncia da parte dell’associazione ” CIDIS Onlus”, che, però, risultava essere assegnataria di  un appartamento al 2° piano, affidato con delibera di giunta n. 25 del 23 luglio 2017 ( allegata) per l’accoglienza di minori stranieri non accompagnati, altra attività con scopo di lucro;

-      il regolamento comunale dei beni patrimoniali, adottato ed approvato dal Commissario Straordinario con deliberazione n. 9 /C del 25/11/2014 ( allegato), prevede all’art. 5 “ In particolare, i beni confiscati alle mafie, rientranti in tale categoria di beni, sia per la gestione sia per l’assegnazione (es. Villa Maiale, Villa Falcone/Borsellino, Beni Procida, etc.), con la finalità stabilita nel relativo decreto di assegnazione emesso dell’Autorità Giudiziaria Procedente (es. fini sociali), rientrano nella sola ed esclusiva competenza del responsabile del settore Servizi Sociali, sia per l’individuazione del soggetto assegnatario sia per la scelta della procedura amministrativa da adottare per tale scopo. I beni di cui trattasi sono concessi dall’Amministrazione comunale mediante manifestazione d’interesse e/o procedura di evidenza pubblica, al fine di garantire la massima trasparenza e partecipazione”; Considerato che:

- le deliberazioni di Giunta hanno avallato un modus operandi in spregio al Regolamento comunale Beni Patrimoniali, senza favorire l’imparzialità e il buon andamento dell’Ente pubblico, oltre la dovuta trasparenza amministrativa e la  concorrenza nelle assegnazioni;

- non vi è alcun riferimento ai criteri adottati per la scelta delle associazioni e/o Cooperative, di cui una destinataria anche di provvedimenti di ampliamento dei progetti;

- inoltre, i successivi adempimenti sono stati demandati al Resp. Staff Sindaco anziché al competente Resp. Servizi Sociali;

- le attività svolte, viste le determinazioni di liquidazioni, assurgono a servizi per fini di lucro che non corrispondono alle indicazioni di cui la legge 109/96 e successive modifiche. Tanto premesso e considerato, interroga il Ministro competente per sapere quali utili interventi intenda adottare al fine di verificare il rispetto della normativa in materia da parte del Comune di Eboli, valutando ogni e più opportuno provvedimento per ristabilire la legittimità delle azioni intraprese, onde evitare una gestione opaca dei beni pubblici sottratti alla mafia e frutto di un abuso delle proprie funzioni da parte dell’organo politico, ivi compresa la revoca delle assegnazioni effettuate.

Sen. Avv. Franco Cardiello
Componente Comm. Giustizia-Antimafia

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