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Salerno: Amatruda, lettera aperta a Piero De Luca “Decidi di essere grande e superiamo polemica dei figli…”

Inserito da on 1 settembre 2017 – 06:11No Comment

Caro Piero, qualcuno può immaginare che la mia sia una fissa ed invece e’ solo amore per la città. E’la voglia di lavorare ad un metodo. Sono, lo ammetto, prigioniero di una idea romantica della politica. Ancora una volta sono qui a chiederti una occasione di confronto. Questa volta uso i social con la speranza di avviare, comunque, una riflessione. E nella speranza che la condivisione del post, con quei pochi amici che mi seguono, mi aiuti. In questi giorni sei tornato ad occupare la scena. Roberto rimane sullo sfondo (lui lavora da Sindaco), Enzo Napoli subisce perché non può parlare, papà segue dalla regia. Parteciperai alla festa dei giovani a Palinuro, hai incontrato i lavoratori delle fonderie Pisano, poi ancora i portatori della processione di San Matteo. Ho difficoltà a capire, non hai un ruolo istituzionale ed essere il figlio del Presidente o il fratello dell’assessore non consegna il diritto di impegnare le Istituzioni. Eserciti la leadership politica, e’legittimo. Ma chi esercita la leadership politica ha dei doveri.  Ed il primo dovere e’quello di favorire le occasioni di confronto e, perché no, di consegnare un esempio ai più giovani, al personale politico. La tua nuova esposizione mediatica coincide con una alcune grandi questioni che interessano la città. Le inchieste giornalistiche, recentissime, raccontano della emergenza siccità in città, del dramma sicurezza nelle scuole, delle tasse più alte e della emergenza criminalità. Salerno e’ capitale del riciclaggio e la criminalità trova nuovi spazi, nuovi spazi anche perché i silenzi della politica rendano più fertile il terreno. Queste sono le vicende di questi giorni e sullo sfondo restano le questioni di sempre e l’emergenza lavoro su tutte. Sono vicende ingigantite dalla stampa o grandi temi sui quali bisogna misurarsi? Ragionare su questi temi potrebbe essere utile.  Non puoi godere del beneficio mediatico, che nasce in buona parte dal cognome, e decidere di non affrontare le questioni più spinose del dibattito salernitano. Sei stato catapultato nella politica che conta, incontri Ministri e parlamentari, eviti però i cittadini liberi. Quelli che hanno domande da fare, quelli che hanno idee diverse dalle tue ed il coraggio di argomentare. Non puoi immaginare di costruire, con la complicità di certa stampa (per fortuna sono pochi), della politica senza spina dorsale, e del servilismo culturale di certa Salerno, occasioni ovattate. Non puoi, come ha fatto papà per anni, distruggere il confronto, scappare, rinviare le questioni, ignorare i problemi. Ricordo quante volte con abbiamo chiesto, con Enzo Giordano, un confronto con il sindaco De Luca. Ricordo le scuse di papà, le paure, la voglia di cancellare un pezzo di storie e le domande impertinenti. Hai preso lo stesso bruttissimo vizio? Non è possibile, ti cito l’ultimo episodio ma potrei continuare con gli esempi, affrontare il tema San Matteo senza chiedere scusa per lo spettacolo indegno dello scorso anno. Mi potrai dire “e’colpa di papà” ed io obietterei “ma è grazie a papà che fai questi incontri”. Salerno divenne, lo scorso anno, un tema nazionale. Tu fai finta di nulla. Temo tu lo faccia su tutto. Dai, troppe volte, l’impressione di essere il ‘figlio di papà’, coccolato e predestinato. Così costruirai l’immagine della persona viziata, un po’ presuntuosa. Non è possibile sfuggire ad un riflessione sul ruolo dei partiti, sulla costruzione della classe dirigente. E’opportuna, a Salerno, una riflessione sul rapporto che deve svilupparsi fra le comunità politica e e le Istituzioni, per essere anche più diretto fra un partito ed un Comune. L’idea che consegnate, e che contesto, e’l'utilizzo delle Istituzioni per costruire consenso. Date l’impressione di decidere percorsi e soluzioni immaginando di avere un cameriere ossequioso a Palazzo di Città. Intendente le Istituzioni più a servizio del consenso e meno dei cittadini. Perché non confrontarsi su questi aspetti? Perché non lavori ad un metodo nuovo? La comunità salernitana tutta ne trarrebbe un vantaggio. Se dai te la disponibilità renderesti più libera la classe dirigente del Pd salernitano. Gli altri dirigenti evitano perché il timore e’ quello di rubare spazi a te o a Roberto, perché (non lo ammetterai mai) avete costruito una classe dirigenti di ‘Signor  si’. Servi sciocchi con poche idee, rare le eccezioni perché chi si ribella o mostra un minimo di autonomia e’fuori.Allora decidi come, quando. Ma non e’ il mio un atteggiamento spocchioso di sfida. Hai più preoccupazioni ed allora scegli la TV, la radio, il giornale, l’associazione che ritieni. Scegli i social, trova un modo. Non cerco visibilità. Non aspiro al ruolo di parlamentare, e’una sfida tua. E se ritieni che non sia all’altezza scegli un altro interlocutore più prestigioso. Ci sono personalità  libere ed autorevoli a Salerno. Incontrale. Quello che ti chiedo di non fare e di scappare dai temi e dalle responsabilità. Superiamo la polemica dei figli, facciamolo definitivamente. Puoi farlo solo te, se decidi di essere grande, se accetti la sfida e rilanci. Se vinci la paura. Se decidi di chiarire le anomalie, di spiegarle, se decidi di portare il confronto sul campo dei temi.

Gaetano Amatruda

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