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I giovani e l’ambiente

Inserito da on 25 agosto 2017 – 00:00No Comment

Ylenia Sabato

Il nostro è un mondo che risente dell’azione distruttrice della mano dell’uomo. Mari e strade inquinate sono all’ordine del giorno, così’ come tutti gli altri problemi legati all’errato smaltimento dei rifiuti tossici e non e dell’effetto serra. Interrogando un gruppo di giovani, possiamo capire quanto il problema sia fortemente sentito. Sono in molti a sostenere che la raccolta differenziata, nel suo piccolo, aiuta ma non completamente. Bisogna, innanzitutto, partire da un miglioramento del proprio comportamento, evitare di buttare cartacce in terra, provvedere alla pulizia degli animali domestici, non sprecare le risorse a nostra disposizione, ridurre il consumo della macchina a quando strettamente necessario, così come quello di cosmetici, spray, detersivi e simili. In secondo luogo, visitare siti naturalistici potrebbe portare allo sviluppo di una coscienza ambientalista in grado di valorizzare e salvaguardare l’ambiente. Non sono rari i giovani che ritengono la conoscenza una preziosa alleata contro l’inquinamento, pertanto aumentare il carico informativo sulle problematiche che affollano il pianeta, potrà permettere, fin da subito, ai ragazzi di interessarsi  e promuovere soluzioni che riducano la preoccupazione. Laboratori dove vengono illustrati i danni che, a lungo andare, l’errato atteggiamento umano nei confronti della natura potrà provocare, sensibilizzare al riciclaggio, alla protezione del verde attraverso gite e filmati,sono alcuni dei suggerimenti pervenuti per invogliare l’attenzione dei più a mantenersi attiva, evitando la “noia della retorica”. Iscriversi a club ed organizzazioni che trattano questa delicata tematica è anche un’opzione, dipendente soprattutto dalla determinazione e dal quantitativo di tempo che una persona vorrebbe dedicare alla causa.  Le stesse istituzioni potrebbero svolgere un ruolo fondamentale in ciò, diffondendo programmi di sensibilizzazione e magari invogliando i cittadini ad esprimere le loro opinioni su possibili risoluzioni, stanziando progetti e piani di approfondimento. L’informazione sembra essere la base primaria su cui poggiare le solide fondamenta della ricostruzione e di una riappacificazione con la natura che ci circonda.

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