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Mercato San Severino: Valle dell’Irno in fiamme

Inserito da on 20 agosto 2017 – 05:25No Comment

Anna Maria Noia

Estate già calda, quella di questo torrido 2017, ma ancor più resa rovente dai focolai di incendio che – sin dai principi di luglio e per tutto agosto – attanagliano, come in una morsa, l’intera Valle Irno – ma non soltanto. In particolare, negli ultimi due mesi, colpita in maniera grave, profonda e reiterata Mercato S. Severino: nei dintorni del comprensorio occupato dalle 22 frazioni, molte colline e/o aree verdi sono ormai completamente bruciate. L’ultimo episodio, accaduto purtroppo nei giorni scorsi (per la cronaca, mercoledì 16 agosto): rivela la locale Protezione Civile, l’Epi (Emergenza pubblica Irno, retta da Mina Greco e Giovanni Molinaro), che ben 15 ettari di zona boschiva sono andati in fumo a causa di un vasto fronte di fuoco. Le fiamme hanno lambito le frazioni Carifi, Ciorani e soprattutto Torello. L’incendio è “partito” dalla cittadina di Siano (dove alcuni fuochisti, che maneggiavano razzi e biancali destinati ai festeggiamenti per S. Rocco, hanno provocato enormi danni), per poi sconfinare a S. Severino. Uomini e mezzi delle forze dell’ordine, sono stati in azione già dalle 18 di martedì 15 (cioè a ferragosto, quando anche i pompieri o i forestali dovrebbe essere in vacanza e non a rischiare la vita per l’incuria o il dolo di pochi sciagurati!). L’incendio era visibile anche da Bracigliano, e di notte – per giunta! E non è tutto: sempre a S. Severino, tra luglio e agosto, si sono segnalati focolai in località S. Vincenzo e nell’area della Sibelluccia – proprio vicino alle vasche di approvvigionamento dei mezzi aerei del corpo forestale (accorpato, con moltissimi disagi, al nucleo dei carabinieri – un altro “regalo” dovuto, probabilmente, alla spending review e ai tagli previsti dalle nuove Finanziarie). Dall’inizio della stagione, numerosi gli interventi dei vigili del fuoco. Una giovane residente di Baronissi ha lamentato, inoltre, difetti di coordinamento tra pompieri, avendo segnalato loro un incendio di medie dimensioni da ella avvistato. In questi giorni. La ragazza era ovviamente indispettita, ma sono tanti gli allarmi (e i falsi allarmi, gli “allarmismi”) cui i “poveri” vigili del fuoco devono continuamente confrontarsi muovendosi tra più località – montane o collinari. Per questo, a volte, l’intervento non è stato molto efficiente e/o mirato. Occorre tuttavia comprendere la delicatezza di certune situazioni, affidandosi sempre e con stima a questi “angeli” che – comunque sia – mostrano di saper svolgere i compiti e le mansioni loro competenti. Magari anche denunciando – da parte di privati cittadini – le persone che intendono rovinare la natura, per scopi meramente economici (ricostruzioni di edifici, preparazione dei terreni al pascolo…). E si vedrà – poi – in autunno o in inverno, quando le alluvioni torrenziali causeranno allagamenti: l’acqua delle piogge non sarà più trattenuta dalle radici degli alberi bruciati; allora i problemi saranno certamente devastanti!

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