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20ª Domenica del tempo ordinario anno A-commento al 20ª Domenica del tempo ordinario anno Vangelo

Inserito da on 20 agosto 2017 – 00:00No Comment

don Marcello Stanzione

 E’ bene scandalizzarsi dei due rifiuti che Gesù oppone dapprima alla così bella preghiera della Cananea … come se si potessero opporre certe pagine del Vangelo ad altre. No! Rimane assolutamente vero che “chiunque chiede riceve, ed a chi bussa sarà aperto” (Mt.7, 8). E noi, qui, abbiamo precisamente l’illustrazione concreta di questa affermazione di Gesù sull’efficacia della preghiera. Allora, perché questa apparente durezza? Perché questi due rifiuti?

Domenica scorsa, noi abbiamo ascoltato Gesù lamentarsi della “poca fede” di Pietro. Ed abbiamo notato che Gesù era sfuggito alla folla che pertanto Egli aveva saziata perché questa, non più degli apostoli d’altronde, non aveva capito il miracolo dei pani … la folla non aveva ricevuto il miracolo come un segno, nella fede.

Ed ecco che oggi, per opposizione alla “poca fede” – oligopistia – degli ebrei, Gesù esalta la “grande fede” – megalè pistis – di una straniera. E’ chiaro che il racconto intero sale verso questa formula finale : “Donna, la tua fede è grande, che si compia tutto come tu vuoi !”.

Sì, per Gesù, è la fede che è essenziale ! Egli non compie i suoi miracoli che per questo. Ciò è ripetuto molto esplicitamente in molteplici occasioni. Gesù rispetta totalmente la mancanza di fede, poiché egli rispetta la libertà umana, che è dono di Dio. Ma questa non fede, gli taglia per così dire le braccia, gli impedisce di diffondere a profusione dei benefici che Dio era pronto a dare, e che non trovano l’apertura del cuore per riceverli. L’esempio celebre è quello di Nazareth : “Là egli non fece molti miracoli, perché essi non credevano” (Mt.13, 58).

LE PREGHIERE APPARENTEMENTE NON ESAUDITE

Come la Cananea, noi tutti abbiamo fatto, un giorno o l’altro, l’esperienza di non vedere esaudite le nostre preghiere, secondo le apparenze. Ebbene, meditiamo profondamente su questa scena meravigliosa. Chissà se essa non contenga una risposta, a condizione di non leggere superficialmente ? Che vi vediamo ?

Noi vediamo … giustamente, che non bisogna fermarsi alle apparenze !

Gesù vi sembra senza cuore, insensibile, duro, chiuso anche. Egli inizia col non rispondere del tutto. Poi sembra opporre un rifiuto categorico : “Io non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa d’Israele”. Infine sembra prendere il giro la povera donna che lo supplica :”Non è bene prendere il pane dei piccoli, per darlo ai cagnolini”.

Ma sotto queste apparenze, tra questa Cananea e Gesù, accade qualcosa … all’interiore.

La durezza di Gesù è come la diga di alta montagna che provoca la salita delle acque. La fede della donna cresce, sale, ad ogni nuova prova, fino a costituire come un grande lago … di fiducia e di perseveranza.

Noi lo abbiamo visto, per Gesù, la fede è più preziosa di tutto. Sottomessa a tre prove successive, che sono tre preghiere inevase, la Cananea, la straniera, è divenuta un modello per i discepoli stessi, essi che non avevano che una piccola fede, e Gesù non può trattenere la sua ammirazione : “Donna, la tua fede è grande !”.

È  LA FEDE CHE SALVA

Questa pagina del Vangelo, sotto una forma molto concreta, come d’abitudine, è dunque una pagina di teologia profonda … che annuncia la famosa tesi dell’Epistola ai Romani di San Paolo : “Il Vangelo è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, dapprima ebreo – le pecore della casa d’Israele -, poi del greco – qui la straniera dei territori di Tiro e di Sidone -“ (Romani 1,16). Noi abbiamo qua l’essenziale della rivelazione evangelica. Gesù non impone a questa donna straniera alcuna delle condizioni legali ebraiche … la salute di sua figlia non è dovuta che all’umile insistenza della sua sola fede. In una epoca in cui si è tentati di accrescere l’amore a discapito della fede, è bene interrogarci sulla forza della nostra fede, che le prove della vita e la preghiera possono far crescere … senza che ciò sia automatico, evidentemente.

 

 

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