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Pietrelcina: grande partecipazione a 6° anniversario morte fra Modestino

Inserito da on 16 agosto 2017 – 00:00No Comment

Michele Gagliarde

Ampia l’affluenza di fedeli giunti a Pietrelcina domenica scorsa in occasione del 6° anniversario della morte di Fra Modestino, al secolo Damiano Fucci, compaesano e discepolo di San Pio.La ChiesaConventuale“Sacra Famiglia” dove riposano le spoglie di quest’umile cappuccino, da tutti considerato l’erede spirituale del frate stigmatizzato,  era gremita di devoti fin dalle ore 18, quando l’Adorazione Eucaristica animata dal Gruppo di Preghiera guidato dal dott. Giuseppe Villani, responsabile S.S. di Endoscopia Ginecologica presso Casa Sollievo della Sofferenza che ebbe il privilegio di assistere fra Modestino nei suoi ultimi istanti di vita terrena, ha dato il via alla Solenne Commemorazione. L’incontro personale con Cristo Eucarestia, vissuto con  un profondo approccio interiore al Mistero e condito da intensa preghiera, ha fatto dunque da preludio alla Solenne Concelebrazione Eucaristica delle ore 19 presieduta da fra  Marciano Guarino, guardiano uscente della comunità cappuccina residente a Pietrelcina, al fine di ottenere suffragi per l’anima dell’umile concittadino e seguace del Santo delle Stimmate. Facendo riferimento al Vangelo del giorno, riguardante il famoso episodio della tempesta che sorprende i discepoli e di Gesù che, camminando sulle acque, salva Pietro dall’annegamento (Mt 14, 22-33), fra Marciano  ha ricordato come anche San Pio e fra Modestino abbiano avuto le loro tempeste, superate sempre attraverso il loro sguardo fisso in Dio, stella polare e ancora di salvezza.  Tante le persecuzioni subite da San Pio durante tutta la sua vita, anche da parte della stessa Madre Chiesa: così fu anche per fra Modestino al quale in alcuni periodi fu ritirata la facoltà di incontrare  i pellegrini alla portineria del Convento di San Giovanni Rotondo. «È il Signore stesso che permette la tempesta- sottolinea tenacemente fra Marciano- per far capire a Padre Pio, a Fra Modestino, a ciascuno di noi che Lui  è sempre vicino a noi e noi non dobbiamo temere che Lui ci abbandoni, mai! Vediamola Paroladi Dio di questa sera alla luce della vita di questi due fratelli, la cui fiducia in Dio non è mai venuta meno. In questo sesto anno in cui ricordiamo la beata morte di Fra Modestino, vogliamo  anche invocare il Signore affinché al più presto si possa aprire il processo di beatificazione per questo nostro confratello. Anche noi, dunque, sulla scia di San Pio e Fra Modestino dobbiamo essere gente che sa testimoniare la propria fede, soprattutto quando infuria la tempesta. Grazie, Signore, per il dono e l’esempio di questi nostri fratelli che ci hanno preceduto: fa’ che anche noi possiamo seguirne umilmente le orme!». Al termine della Celebrazione il sindaco di Pietrelcina Domenico Masone ha  rivolto il suo personale saluto al guardiano uscente ringraziandolo per il servizio svolto in questi sei anni nei confronti della comunità pietrelcinese e ricordando la sua grande devozione verso fra Modestino e l’impegno profuso a favore dell’amato confratello attraverso la raccolta delle numerose testimonianze dei fedeli che l’hanno conosciuto o hanno ricevuto per sua intercessione ingenti grazie dal Cielo. Padre Marciano ha  a sua volta replicato raccontando con viva commozione di come gli fu predetto dallo stesso fra Modestino ancora in vita che proprio lui, in qualità di guardiano della comunità cappuccina di Pietrelcina, avrebbe avuto l’onere e l’onore di accogliere e far seppellire il suo corpo nell’ amata terra natale.  Dopola Benedizionefinale il corteo dei fedeli si è diretto proprio verso la tomba dell’umile frate situata nella Sala Confessioni adiacente alla Chiesa Conventuale per la benedizione e l’omaggio floreale alla salma. Presenti alle funzioni anche i nipoti di Fra Modestino e Consiglia de Martino, la donna guarita per intercessione di San Pio mediante il miracolo che portò il frate stigmatizzato alla beatificazione e per il quale anche quest’altro figlio prediletto della terra pietrelcinese che all’epoca ancora in vita, si prodigò attivamente.

 

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