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Scoprire il tumore in un soffio…

Inserito da on 12 agosto 2017 – 10:02No Comment

 Si chiama Inside the breath, dentro il respiro, ed è il nuovo test per diagnosticare un tumore maligno con un solo sbuffo di fiato, cioè analizzando il respiro del paziente. Non più esami invasivi, ma un solo vigoroso soffio di aria polmonare, dal quale si potranno analizzare le particelle gassose presenti nell’ espirato, ed avere un responso preciso in tempo reale, di benessere o di malattia. Un nuovo spirometro, un apparecchio fino ad ora utilizzato per misurare la capacità respiratoria polmonare, è stato dotato di un software, il quale analizza, attraverso gli algoritmi dell’ Intelligenza Artificiale, le componenti atipiche dell’ aria che esce dai polmoni, e che rivela immediatamente se vi sono segnali sospetti di una patologia neoplastica. Il primo dispositivo, finora testato in via sperimentale, ha permesso diagnosi precise, tutte confermate istologicamente, ed è pronto per essere sul mercato tra sei mesi, nel 2018, e sarà in uso inizialmente al Policlinico di Bari in collegamento con l’ omonimo ateneo, per poi approdare nei maggiori ospedali pubblici italiani. In una prima fase il prototipo sarà utilizzato per lo screening di massa del tumore maligno del polmone e del carcinoma colon-rettale, una patologia particolarmente aggressiva in aumento tra gli over 65, ma la macchina è stata programmata per riconoscere altre neoplasie, come quelle dell’ intero sistema gastrointestinale (faringe, esofago, stomaco, duodeno, ileo, colon e retto), di quello respiratorio (polmoni, bronchi, laringe, trachea e pleura), del sistema nervoso (encefalo, meningi e midollo spinale), del cancro della mammella, dell’ apparato genitale (utero ed ovaie), della prostata e della vescica. I dati trasmessi dall’ apparecchio ad una centralina “intelligente”, se positivi per la diagnosi neoplastica, verranno analizzati dal medico, che a quel punto richiederà nuove e più accurate analisi. Quest’ innovativo metodo diagnostico in pratica sfrutta le nuove nanotecnologie, ovvero le tecnologie dell’ infinitamente piccolo, che consentono di individuare l’ esistenza di prodotto biologici del cancro, chiamati VOC (composti organici volatili) presenti in piccolissima quantità nell’ aria espirata dei soggetti affetti da tumore, che dai capillari dei polmoni vengono appunto eliminati attraverso particelle gassose negli alveoli polmonari. Il test del respiro è stato messo a punto partendo da studi precedenti, che avevano messo in luce, nei pazienti affetti da neoplasie, la presenza di specifiche sostanze chimiche (i composti butanale, decanale, acido butirrico, valerico o pentanoico, e acetico o etanolo) che erano invece assenti in persone senza malattie oncologiche. Il test si esegue respirando e soffiando in un boccaglio, collegato all’ apparecchio rilevatore, che è in grado di individuare le nanoparticelle, e di distinguerle tra i diversi tipi di neoplasie maligne, indicandone l’ origine, cioè il tessuto istologico e quindi l’ organo dal quale sono derivate. Una novità assoluta nel campo della ingegneria medica, che utilizza le enormi potenzialità dell’ IA (Intelligenza Artificiale) e le mette al servizio della diagnostica, la quale fino ad oggi, per rilevare od escludere la presenza di un tumore, usava sistemi di analisi tradizionali e decisamente più invasivi. È noto da sempre che la migliore strategia per battere il cancro consiste nella sua precoce diagnosi, quando ancora non sono presenti i sintomi, e quando ancora le sue dimensioni consentono un trattamento chirurgico radicale, in molti casi risolutivo. Inoltre ”dentro il respiro” è risultato in grado di segnalare le piccole lesioni ancora non chiaramente individuabili con le classiche indagini radiologiche, ed ancora prima che i marcatori tumorali siano dosabili con le analisi del sangue. E dalle notizie filtrate pare che questa nuova tecnologia sia esente dai falsi positivi o i falsi negativi, cioè che confermi od escluda con certezza la presenza o meno del cancro in via di sviluppo nel 95% dei casi. Come sottolineano gli autori dello studio, questi risultati vanno confermati su un numero più ampio di persone, prima che il test entri a far parte della pratica clinica. Con tali percentuali di precisione lo spirometro digitale sarà molto utile nella fase di pre-screening, perché sarà possibile fare già una prima importante scrematura tra i pazienti che hanno bisogno di ulteriori accertamenti e chi invece non ne ha, contribuendo quindi a decongestionare i tempi e le liste di attesa, con costi ridotti e risparmi evidenti per la Sanità pubblica. Questa tecnologia, infatti, eseguendo diagnosi immediate, positive o negative per la malattia, favorirà una importante riduzione dei costi. Non a caso il progetto si è aggiudicato finanziamenti da parte del ministero dell’ Istruzione e della Regione Puglia per un totale di 750mila euro. Inside the breath è stato presentato al recente Congresso Europeo sul Cancro ad Amsterdam da ricercatori britannici, che lo hanno messo a punto, e come ha spiegato Sheraz Markar, studioso dell’ Imperial College di Londra, tra i responsabili della sperimentazione, questo esame, oltre a non essere invasivo, non avere alcun rischio di complicanze e non essere costoso, nel lungo periodo potrebbe portare a miglioramenti della sopravvivenza, passando attraverso diagnosi e trattamenti più tempestivi. In medicina si dice che finché c’ è il respiro c’ è speranza.Oggi quel respiro può dare non solo speranza, ma garanzia e certezza di lunga vita, semplicemente soffiando via il sempre temuto cancro.

Ellera Ferrante di Ruffana

 

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