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Ambientalismo a senso unico

Inserito da on 30 giugno 2017 – 09:01No Comment

I complessi rapporti tra l’ambiente e le patologie umane non sono argomenti che possono essere trattati da chiunque. Si rischia in questo momento che o per scarsa preparazione o per non specifica competenza si cade nello stesso errore del problema Vaccini. Si rischia di creare un fronte pro e altro contro l’inserimento di criticità ambientali, si rischia di difendere il lavoro o il progresso tanto sbandierato, a sfavore spesso di danni non conosciuti per ignoranza, per superficialità o anche solo per convinzione. Oggi i media e specialmente face book, sono accessibili a tutti e proprio spesso, troppo spesso, su questi canali viaggiano non solo grosse polemiche  “ da retro tastieristi più o meno anonimi “ ma anche false informazioni o informazioni non complete. Oggi forse più di prima è complesso e difficile informarsi , non per mancanza di informazione ma spesso per mancanza di fonte attendibile. Molto spesso gli stessi giornalisti credono di conoscere alcuni problemi e o omettono, o ingigantiscono o sottovalutano alcuni  aspetti di ciò che scrivono o non riescono a discernere ciò che realmente è notizia da ciò che invece è solo chiacchiera. Come ho già avuto modo di dire altrove dobbiamo partire da un punto fermo: Noi viviamo in un mezzo che chiamiamo ambiente e non è possibili scindere questo dalla qualità della nostra vita. Nessuno penserebbe di mettere in un acquario l’inchiostro, oppure  spazzatura varia , credo che penseremmo subito che “ il pesce possa morire “. L’ambiente in cui viviamo, quello che respiriamo, quello con il quale veniamo a contatto, quello che ingeriamo, può non solo crearci problemi acuti ma anche cronici e ancora peggio andare a modificare le nostre generazioni future. Argomenti di tale complessità per essere portati a tutti devono essere spiegati solo  con estrema semplicità. Non è possibile fare trattazioni scientifiche alla gente comune, potrebbe non capirle , allo stesso tempo chi capisce potrebbe dire che non è esattamente come si scrive. In un contesto del genere, tra l’altro, è complesso anche zippare le informazioni,  si dovrebbe infatti  parlare per troppo tempo. La gente o non legge o non ascolta , esistono spesso dei tempi da rispettare non sempre stretti quando si parla del rapporto ambiente patologie. Qualcuno pensa di fare come l’educazione sessuale, andare tra gli studenti, andare tra la gente come “ un novello discepolo di cristo ambiente “ . Qualsiasi stimolo esterno chimico , fisico , meccanico o anche virus , batterio protozoo, può nuocere al nostro organismo. Il nostro organismo reagisce all’ambiente esterno è indivisibile dal mezzo in cui vive. Il nostro organismo reagisce ad uno stimolo acustico, luminoso con delle reazioni così accade con uno stimolo chimico. Non sempre ciò che ci consente la vita tra l’altro non è in grado di darci anche la morte. Ad esempio il sole per noi è fonte di vita ma una esposizione sbagliata può crearci fastidiose scottature della pelle e  lesioni agli occhi. Ma l’esposizione al sole che è uno dei motivi per i quali sulla terra si ha la vita , può anche produrre alterazioni che conducono ai tumori della pelle ad esempio al melanoma. Ecco quindi venire fuori  che non sempre una cosa che ci fa vivere o fa bene o è presente non può farci anche male. Oggi non è possibile ripeto scindere spesso le malattie dall’ambiente, non è possibile fare prevenzione se non agiamo sull’ambiente in cui viviamo. I medici devono essere medici e occuparsi della salute del genere umano e avere un occhio di grande riguardo e attenzione verso la salute dell’ambiente. Il cosiddetto progresso negli ultimi 100 anni ad esempio ha prodotto tantissime molecole chimiche , che purtroppo pur dandoci  l’illusione di progresso , sono poi state bandite per gli effetti gravi che avevano sulla salute. Ricordo i policlorobifenili che abbiamo messo un poco dappertutto, gli stessi ftalati che abbiamo usato anche nei biberon dei bambini. Così anche alcuni farmaci possiamo annoverare tra ”gli errori del progresso “ ricordo ad esempio la talidomide ritenuta all’epoca un innocuo anti emetico in gravidanza e che si dimostrò teratogeno provocando la nascita di bambini con gravissime malformazioni agli arti. Molte di queste sostanze insieme ai tanto nominati “ metalli pesanti “  e che ritroviamo poi nei famosi Pm10 -2,5 ecc ecc insieme ad altre cose , agiscono in modo molto subdolo su alcuni punti del nostro organismo . Molti mimano gli ormoni,  e per questo si chiamano “ interferenti endocrini “ sostanze che agiscono in concentrazioni di milionesimo di grammo e spesso si “ bioaccumulano “ nelle persone esposte . Queste sostanze possono agire in momenti particolari delle fasi della vita, colpendo le popolazioni maggiormente vulnerabili. Una esposizione a tali sostanze può condizionare negativamente, lo sviluppo, la riproduzione, la crescita  e il comportamento sia dell’uomo che delle specie animali. Queste sostanze posso accendere o spegnere modificare i vari segnali inviati con gli ormoni , e i loro effetti insidiosi e subdoli e spesso non visibili immediatamente. Queste sostanze spesso prodotti di combustione rilasciati da auto, camion e aerei e navi, sono pesticidi, sono i pfoa e pfoas, gli Idrocarburi policiclici aromatici, e li ritroviamo nell’ambiente che ci circonda anche per  smaltimento doloso e colposo . Queste sostanze sono presenti  in concentrazioni abbastanza rilevanti un poco dappertutto e con caratteristiche diverse a seconda della criticità. La reattività personale, la genetica, la presenza di più fattori magari non prevedibili e anche sconosciuti , L’intervento di concause forse spesso ancora non note , purtroppo insieme a queste sostanze amplifica o anche   portano ad alcuni effetti che stiamo potrebbero diventare evidenti e devastanti mano mano che andiamo avanti negli anni. Ecco che abbiamo riduzioni della fertilità maschile, la  presenza di patologie nella donna, le malformazioni fetali  oltre a patologie diverse che vanno dalle patologie dell’apparato cardiovascolare, alle patologie del sistema nervoso , a patologie a carico del sistema endocrino, ad alcune malattie degenerative e al cancro. Non è questa una trattazione scientifica è solo “ un sasso nello stagno “ che deve o può produrre cerchi. Oggi è molto diffuso tra l’altro quello che io chiamo “ ambientalismo a senso unico “  . A questo termine io associo alcuni comportamenti  che appartengono a diversi gruppi ambientalisti o meno, politici e non politici. Questi comportamenti  creano molta confusione sia nella gente comune che negli stessi  gruppi, spesso anche in contrasto tra loro e in diverse realtà Italiane. Magari in diverse città italiane si conducono battaglie anche politiche su argomenti identici e con non identiche posizioni. Tutto questo spesso conduce ad ulteriore confusione mediatica. Spesso scriviamo ad un sindaco, o facciamo una protesta, un corteo o anche un atto politico o un intervento di legge  perché abbiamo paura di spazzatura abbandonata , di una discarica a cielo aperto, di un fiume inquinato, di un tetto che contiene amianto o perché preoccupati  dal fumi di una fabbrica  o di ansia per quell’opera che introduce una qualche criticità e quindi un azione negativa sulla popolazione. Ma dimentichiamo che  gli inquinanti spesso sono “ sempre gli stessi “ , sono prodotti anche da quella strada troppo trafficata, da quegli  aerei che ci passano sulla testa , da quell’aeroporto che si vorrebbe ingrandire o che già esiste,  dalle navi che in porto stazionano con i motori accesi , dai motoscafi che usiamo per la passeggiata in barca la domenica. Spesso non associamo ciò che è ludico a ciò che inquina. Spesso associamo invece molto stupidamente il progresso con l’inquinamento. Lo riteniamo  un prezzo da pagare, una tassa una “nobile conseguenza “. Vedo combattere dallo stesso schieramento politico o gruppo una fonderia e non un aeroporto ,Una discarica e non l’amianto,  altri magari si occupano di un inceneritore in un porto  e non  delle navi che nel Porto hanno i motori accesi. Non possiamo volere le trivellazioni petrolifere e poi non volere il  …“pizzaiolo nello stabile “ con il suo caminetto  o fare la lotta al  sacchetto della spazzatura in strada. Non esiste ciò che fa bene e ciò che fa male, ne dobbiamo incorrere nell’errore di ciò che fa male poco e ciò che fa male molto, o ciò che fa male “ conveniente ” per politica, per convinzione errata  o per profitto personale. Ancora peggio non dobbiamo incorrere nell’errore di sommare una criticità a quelle già esistenti. Non bisogna usare questa cosa come lasciapassare per aggiungere. Esiste una grande confusione  che non giova affatto all’attuale  momento critico ambientale mondiale. Ogni criticità qualsiasi essa sia solo per il fatto di aumentare il carico sull’ambiente andrebbe evitata, oggi siamo quasi al punto di non ritorno. Certamente non è cosa facile ma almeno iniziamo a provarci, è un obbligo morale un principio che dovrebbe essere di non discussione. Molte cose ci orientano e ci stanno mettendo in guardia, abbiamo delle spie , dei segnali  spesso chiari spesso meno chiari. Dai cambiamenti climatici all’aumento di alcune patologie, dalla diminuzione della fertilità alla presenza di alcune malformazioni sospette e direi superiori al caso. Questo non significa che bisogna fermare il progresso, però bisogna certamente iniziare ad invertire la rotta e avere:  “ rispetto per l’ambiente e per chi ci vive che sia esso  umano, animale o pianta “. Iniziamo a rispettare ogni forma di vita , evitiamo di calpestare i fiori per poi trovarci senza colori. Capisco che chi ha uno stabilimento balneare vorrebbe acqua pulita, strade pulite e  non spazzatura, ma lo stesso ad esempio non deve desiderare  tanto traffico di auto,  o un aeroporto sulla testa.  Chi vuole che non si costruisca una fonderia , chi non vuole che si riversano  nel fiume i metalli pesanti, non può pensare che sia poi  “ in nome del  progresso  o degli investimenti “  cosa giusta costruire  altre opere più o ugualmente inquinanti. I prodotti della combustione ad esempio  da qualsiasi parte giungono, auto, moto, camion, aerei, elicotteri o navi  “ non portano la firma del produttore “ ma sono gli stessi. Ecco quindi venire fuori  la confusione , le misure , le perplessità, le centraline che non funzionano o che funzionano ma la gente teme che si alterano i dati. Le eterne lotte per stabilire se quel metallo ad esempio viene dalla strada o dalle auto o da altra criticità. In Italia tra l’altro si misura e si monitora molto , come ho scritto altrove, monitorare non è un “lasciapassare per la coscienza di chi approva e consente opere “. In italia esistono è vero dei limiti di legge, spesso vengono anche superati, ma non è detto che un limite di legge è garanzia di  buona salute, non sono boccate di ossigeno. In moltissime realtà Italiane il problema è costituito non da un solo inquinante ma da un Mix di sostanze , purtroppo non abbiamo limiti di legge per mix di sostanze. E’ proprio questo problema  che spesso ha effetti imprevedibili e difficile da studiare per i molteplici meccanismi che innesca e per i molteplici siti di attacco. Insomma la materia è complessa e moltissimi studi che piano piano si stanno affacciando in più parti del mondo , non sono proprio da sottovalutare o peggio da  ignorare. Io sostengo che il sano e giusto principio della precauzione va sempre applicato. Magari ci potrà costare un sacrificio, ma bisogna accettare anche questo se vogliamo davvero fare un passo indietro tutti e dare prova tangibile di cambiamento. Inutile mettere sulle sigarette “ il fumo fa male “ e poi fare subire al cittadino la “ terra dei fuochi “ . Inutile continuare a tenere in vita impianti che hanno emissioni in atmosfera preoccupanti e prendercela con la prevenzione e le ASL . Il messaggio dovrebbe essere chiaro e forse è volutamente semplice nella sua complessità. Guardo spesso complessi  progetti di opere da ampliare o costruire, leggo di calcoli, modelli e statistiche. Tutto ingegneristicamente perfetto e complesso,  però al di là delle  statistiche formule e modelli matematici, quando si parla di salute, il solo pensare, che costruendo quella cosa o modificando altro possa indurre o  contribuire ,  ad un solo caso di cancro, di malformazione o di infarto  mi impedirebbe di andare avanti. Ovviamente la soluzione sarebbe al  momento quella di migliorare ciò che abbiamo, chiudere ciò che è palesemente inquinante e fuori controllo, evitare con buon senso e saggezza  di costruire altro fino a soluzioni realmente di minimo impatto. Siamo un popolo ricchi di  contraddizioni, andiamo a comprare  “alimenti biologici “ e poi crediamo che il  progresso e il motore dell’economia sia magari la mega struttura inquinante. Pensiamo di curarci con il  “naturale “,  evitiamo i farmaci e poi magari siamo per le perforazioni petrolifere o per gli inceneritori. Vogliamo dire no ai pesticidi e magari si al nucleare, ci preoccupiamo di un metallo presente in tracce in un vaccino e magari siamo per il si ad inceneritori, aeroporti e ferriere, combattiamo l’amianto e fumiamo le sigarette. Insomma innanzitutto l’ambientalismo non è ne una moda e ne un termine dispregiativo, è solo a mio giudizio la presa di coscienza che il mondo in cui viviamo è la nostra culla  per un tempo limitato. Siamo solo semplici ospiti momentanei , come una multiproprietà che abbiamo il dovere di lasciare “ pulita” alle nostre generazioni future. L’inquinamento è una delle cose che stanno  cambiando le generazioni future, l’ambientalismo spesso a senso unico,  sta peggiorando la visione e la percezione dello stesso.

Dott. Vincenzo Petrosino Medico Chirurgo

Specialista in chirurgia Oncologica

 

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