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Mercato San Severino: nuove assunzioni all’ospedale “G.Fucito”

Inserito da on 17 giugno 2017 – 05:32No Comment

Anna Maria Noia

La dura e continua lotta, da parte dei dipendenti e dei sindacalisti del presidio ospedaliero “Gaetano Fucito” in Curteri di Mercato S. Severino, ha raggiunto alcuni risultati positivi. Si sono colti i primi frutti dell’impegno di impiegati e rappresentanti di categoria, che hanno difeso a oltranza il nosocomio. Infatti, in seguito allo sblocco del turn over per l’assunzione di centoventi specialisti – in diversi campi – all’ospedale “S. Leonardo” di Salerno, anche S. Severino è stata (per così dire) “beneficiata”: grazie all’iniziativa congiunta, da parte del governatore Vincenzo De Luca e del direttore generale dell’Asl (Azienda appunto ospedaliera) Nicola Cantone – nonché all’insistenza di esponenti del sindacato quali Gerardo Liguori – ben presto arriveranno nuove unità di professionisti. Si parla di nove Oss (operatori socio-sanitari) e di sette infermieri di alta professionalità. Già per quanto concerne gli autisti delle autoambulanze e i vigilantes, vi è stato un incremento di risorse umane e di mezzi. Si attendono inoltre i manutentori dei giardini e delle parti esterne del presidio, con l’ausilio di unità dedicate (ciò avverrà a breve). A proposito di tale notizia, il rappresentante della Cgil Gerardo Liguori afferma: “Finalmente una boccata di ossigeno per il nostro ospedale. Mortificato da troppi anni per l’incuria, l’inerzia, l’inefficienza e la quasi indifferenza da parte di talune istituzioni”.“Poco tempo fa – dichiara ancora Liguori – si paventava una progressiva riduzione del personale, invece adesso assistiamo fortunatamente ad un incremento costante soprattutto del comparto parasanitario”.“In più si sta attuando una decisa accelerazione riguardo i lavori per il pronto soccorso, languenti da tempo”. E questo dopo il tanto vituperato atto aziendale. Un documento definito, da Gerardo Liguori e dai supporter – nonché dai membri del comitato civico “Pro Fucito” e di altri sodalizi territoriali – “fondamentale” e “importante”: una delle prime decisioni concrete siglate dalla Regione Campania in questi ultimi anni. Liguori ha notato che “Le assunzioni avvengono in un periodo di crisi, di indebitamento, in piena fase di piano di rientro dai debiti che interessano la Regione. In tempo di spending review come prima. Ma la situazione è cambiata di molto, nonostante appunto lo stallo in cui l’ente vive da anni”. La Regione, con De Luca, si è messa insomma in movimento. Per il futuro immediato, ci si augura che continui il trend positivo della sanità a S. Severino. Sempre con l’attuazione del documento aziendale. Che – tra l’altro – prevede l’apertura ex novo dei promessi e tanto agognati reparti di Odontoiatria, Chirurgia Maxillofacciale e Otorinolaringoiatria. Addirittura Odontoiatria risulterebbe in Facoltà al campus di Fisciano.“Le nostre battaglie son valse a qualcosa, per i nostri figli e le generazioni che verranno – commenta soddisfatto  e compiaciuto Liguori. Vale la pena ricordare che alcune eccellenze della medicina, della farmacopea e della sanità campana (e non) erano state dismesse da S. Severino, per essere poi trasferite al “Ruggi”. Tra queste, fiore all’occhiello sicuramente è stato il reparto di Ginecologia – molto all’avanguardia per alcuni servizi, come la possibilità di effettuare il parto in acqua; si contavano oltre 500 nascite all’anno ma è stato smantellato. Per portare all’attenzione dell’opinione pubblica le gravi questioni relative al “Fucito”, si sono svolti cortei e manifestazioni varie. A cui qualche primo cittadino ha ritenuto opportuno non partecipare. Il “Fucito” è stato nel passato adibito a tubercolosario, in precedenza era la villa dei filantropi e marchesi Filippo e Maria Imperiali. Qui – pare – sia stato fondato il Partito popolare italiano, ad opera di don Luigi Sturzo. Che poi diede luogo alla Democrazia cristiana o Dc. Una querelle ha riguardato l’opportunità di intitolare l’ospedale appunto ai marchesi; si sarebbe dovuto denominare “Villa Maria” o “Villa Imperiali”.

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