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Salerno: Istituto “Regina Margherita” Il bambino padre dell’uomo (Un’esperienza di vita alla scoperta dell’infanzia)

Inserito da on 31 maggio 2017 – 05:57No Comment

Nel 2006 una ricerca pubblicata sulla rivista Science mise a confronto i risultati ottenuti dai bambini che frequentavano una scuola montessoriana di Milwaukee con gli alunni di altre scuole materne. Da qui è nata l’idea di due docenti del Liceo Regina Margherita, la  prof.ssa Rosa Annunziata e la  prof.ssa  Rosa Comodo, di condurre noi studenti delle classi VA e VD alla scoperta dell’infanzia,  per toccare con mano i principi del metodo Montessori presso “la Casa dei bambini”,  un plesso del VI Circolo Medaglie d’oro, ubicato nel Quartiere Carmine nei pressi della chiesa dei Salesiani e del “Parco  Pinocchio”. “Non trattate i bambini come fantocci: dategli fiducia e lasciate eseguire loro anche i compiti che vi sembrano fuori dalla loro portata. Fateli stare a contatto con la natura e a prendersi cura di piante e animali. Puntate sui loro talenti e non continuate ad evidenziarne i difetti. Il bambino è come un viaggiatore che osserva  le cose nuove e cerca di capire il linguaggio sconosciuto di chi lo circonda. Noi adulti siamo i ciceroni di questi viaggiatori che fanno il loro ingresso nella vita umana…” Ciceroni che illustrano brevemente l’opera d’arte e conducono il viaggiatore a osservare le cose più belle affinché non perda tempo in cose inutili e trovi godimento e soddisfazione in tutto il suo viaggio! Sono stati scritti più di cento anni fa ma sono ancora validissimi: ecco i principi dell’educazione di Maria Montessori, capostipite della pedagogia moderna che tutto il mondo ci invidia. I tre elementi fondamentali della pedagogia scientifica di Maria Montessori sono: L’ambiente, il materiale  e  il ruolo dell’insegnante.

L’ambiente che abbiamo trovato: Un luogo in cui “stanno bene” sia i bambini che gli adulti che vi lavorano; un luogo di vita dai contorni coerenti, nel quale i piccoli hanno modo di realizzare esperienze significative, trovando ciascuno il proprio ritmo e le occasioni di condivisione, di attività, di gioco, il meno possibile promosse e/o guidate dall’adulto. Secondo il metodo Montessori, l’ambiente deve essere curato, attraente, funzionale al fare da sé; come una casa dove il bambino può ripetere a piacere le attività che gli interessano secondo un tempo personale, un ambiente promotore di crescita.

Il materiale che abbiamo visto usare: Nel metodo Montessori, una cura particolare è posta nella scelta delle attività da proporre ai bambini, tutte bene organizzate e poste in zone ben definite. Il materiale deve tener conto degli interessi esplorativi dei bambini. L’attenzione costante ad ogni tentativo di fare da sé e alla libera scelta di ogni azione, l’ammissione nelle varie attività di possibili mezzi di autocontrollo, che il bambino stesso può gestire fanno sì che ogni oggetto sia promotore di sviluppo.

La maestra si rende osservatrice:“La maestra sorveglia, è vero; ma sono le cose di vario genere che chiamano i bambini di varie età. La lucentezza, i colori, la bellezza delle cose gaie ed adornate sono voci che chiamano a sé l’attenzione del bambino. Quegli oggetti hanno un’eloquenza che nessuna maestra potrebbe mai raggiungere: prendimi dicono. L’insegnante non giudica, non incita, non promuove, non è mai direttiva. Il metodo Montessori prevede che, anziché anticipare a sollecitare, far fare e giudicare, semplicemente l’adulto deve seguire il bambino”.                       

Curiosità- Ci sono più di 1500 scuole dell’infanzia, primarie, superiori e college, ispirate al metodo montessoriano, metodo apprezzato in tutto il mondo sebbene ancora poco conosciuto in Italia. Come spesso accade, nemo propheta in patria…I fondatori di Google, Larry Page e Sergei Brin, l’ideatore di Amazon Jeff Bezos, il fondatore di Wikipedia Jimmy Wales e il pioniere dei videogiochi Will Wright hanno qualcosa in comune: hanno tutti frequentato nella loro infanzia scuole che utilizzavano il metodo Montessori, attribuendo ad esso parte del merito per la nascita di due delle più innovative società esistenti oggi al mondo, come appunto Google ed Amazon. Nasce una sorta di élite creativa, che l’autore Peter Sims, ideatore del gioco “The Sims” ha deciso di chiamare “Montessori Mafia”, in un recente articolo sul Wall Street Journal, che racconta i risultati di uno studio durato sei anni sul modo in cui manager esprimono la loro creatività sul lavoro.  La Montessori Mafia è saltata fuori dopo una  lunga ricerca scientifica, durata sei anni, sulla creatività del mondo degli affari dei manager dei quali un numero significativo, spiega la ricerca, ha frequentato in età scolare istituti che utilizzavano il metodo Montessori. Il metodo montessoriano incentiva un ambiente collaborativo senza voti ed esami, con classi di età differenti, apprendimento e nuove scoperte in autonomia, la Montessori ci insegna che modificando per gradi il nostro nuovo modo di pensare possiamo raggiungere nuovi obiettivi e nuove idee. “Le domande diventano le risposte stesse”. In un momento così difficile e complesso per il nostro Sistema educativo nazionale di istruzione e formazione certamente tale metodo potrebbe essere una resa importante per raggiungere una conoscenza contestualizzata. E’ necessaria una riforma della conoscenza del pensiero, un nuovo umanesimo globale che sappia affrontare i temi della persona e del pianeta. “I giovani oggi si sentono persi, non trovano le ragioni dell’essere, sono chiamati ad affrontare un compito ancora più ampio: la salvezza del genere umano. Siamo dunque chiamati ad educarli ad apprendere e maturare una conoscenza adeguata ad assolvere a questo compito fondamentale a cui sono chiamati”.      

                                                                                                                   Roberta Rendina  V^A

 

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