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Vaticano: incontro Trump con Papa Bergoglio

Inserito da on 26 maggio 2017 – 00:00No Comment

Mentre l’Europa è scossa dall’attentato terroristico di Manchester, Donald Trump arriva a Roma dove la mattina del 24 maggio incontra Papa Francesco al Palazzo Apostolico. L’incontro, che si svolge in una capitale blindata e in massima allerta, dovrebbe durare circa 20 minuti. Si tratta di un colloquio dall’alto valore simbolico, viste le divergenze che in più occasioni si sono manifestate tra il nuovo inquilino della Casa Bianca e il Santo Padre. Prima di lasciare il Vaticano, il presidente USA incontrerà il Segretario di Stato Pietro Parolin e l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i rapporti con gli Stati. Terminata la visita presso la Santa Sede, Trump si recherà al Quirinale, dove incontrerà il Presidente della Repubblica Mattarella, e infine a Villa Taverna, residenza dell’ambasciatore americano, dove è previsto un incontro con il premier Paolo Gentiloni, prima di partire alla volta di Bruxelles. La prima visita di Donald Trump presso la Santa Sede e l’incontro con le massime cariche dello Stato italiano avvengono in occasione del suo primo viaggio all’estero, dopo le tappe mediorientali ( Arabia Saudita, Israele e Palestina)) e nei giorni che precedono il vertice NATO a Bruxelles e quello del G7 a Taormina.  Anche la prima visita di Barack Obama a Roma avvenne in coincidenza con il soggiorno italiano dell’ex presidente USA per il suo primo G8 nel 2009. Nei mesi scorsi, si era speculato su un possibile passaggio di Trump in Italia senza fare tappa dal Papa, cosa che non accade dai tempi di Roosevelt, proprio per evitare un incontro che potrebbe mettere a nudo ancora una volta le differenze tra i due. All’interno dell’amministrazione statunitense si è però lavorato affinché ci fosse, almeno nelle intenzioni, un faccia a faccia sincero e chiarificatore dopo mesi di schermaglie a distanza. Proprio per provare a inaugurare una nuova stagione di buone relazioni diplomatiche con il Vaticano, poco prima della partenza dagli USA, Trump ha nominato la nuova ambasciatrice USA presso la Santa Sede. Sarà Callista Gingrich, terza moglie dell’ex presidente del Congresso e membro influente del partito Repubblicano Newt Gingrich (cristiano battista convertitosi al cattolicesimo). Gingrich si insedierà a Roma dopo la conferma del Congresso. L’udienza papale concessa a Donald Trump ha dunque l’obiettivo di stabilire dei punti di contatto tra due dei leader più assertivi del pianeta in questo momento. Dal canto suo, il Vaticano aveva fatto sapere che si  sarebbe trattato di un’udienza formale, non diversa da quella che viene concessa a ogni capo di stato che ne fa richiesta. Dopo l’incontro con il Papa, mentre il presidente USA aveva incontrato  Mattarella e poi Gentiloni, la first lady Melania è stata in visita all’ospedale pediatrico Bambin Gesù sul Colle Gianicolo, mentre la figlia Ivanka incontrava la Comunità di Sant’Egidio nella sua sede del quartiere Trastevere. Al momento i punti di contatto tra Trump e Papa Francesco erano apparsi  pochi, mentre sono state  numerose le divergenze che si sono già palesate nei mesi scorsi. Primo fra tutti il tema dell’ immigrazione, con Donald Trump che ha annunciato il rinforzo del muro che già separa il Messico dagli Stati Uniti – nonché la stretta sui visti alle persone provenienti da alcuni paesi musulmani e la riduzione del numero di rifugiati accolti negli paese – rispetto a un Papa che in innumerevoli occasioni si è espresso a favore dell’accoglienza dei migranti. Lo scorso novembre, tre giorni prima del voto, Papa Francesco aveva esortato i fedeli, con un chiaro riferimento alla proposta politica di Trump, dicendo “cari fratelli e sorelle, tutti i muri cadono. Tutti. Non lasciamoci ingannare”.Inoltre, a febbraio, il malumore di Bergoglio è arrivato al punto da fargli sottolineare che “una persona che pensa soltanto di fare muri” e “non a fare ponti, non è cristiana”. Nel corso del mese di marzo, gli USA hanno peraltro accettato soltanto 2070 migranti, , il numero più basso di ingressi dal 2013. La nomina di Scott Pruitt alla guida dell’agenzia USA per la protezione dell’ambiente (EPA), un fervente negazionista dell’esistenza stessa del cambiamento climatico, ha evidenziato un altro punto di frizione, dato il risoluto richiamo del Papa a preservare il pianeta e mitigare il cambiamento climatico (tesi centrale anche dell’enciclica “Laudato si’”).Anche la pena di morte, della quale il Papa chiede l’abolizione, è un tema di divisione. Se Donald Trump si è detto favorevole alla reintroduzione della pena per alcune tipologie di reato per cui questa non è prevista nell’ordinamento giuridico statunitense, Papa Francesco è da sempre un fervido oppositore della pena capitale. Infine, l’altra questione che nelle scorse settimane ha alimentato i dissapori tra il Papa e il neo Presidente riguarda la parola “madre”, usata per descrivere la potentissima bomba ( mother of all bombs, MOAB) lanciata dall’aviazione USA in Afghanistan per neutralizzare un covo dello Stato Islamico. Un uso esplicitamente criticato da Bergoglio, che infatti ha dichiarato “L’hanno chiamata la madre di tutte le bombe. La mamma dà vita e questa dà morte, e noi diciamo mamma a quell’apparecchio. Mi sono vergognato…”.Il presbiteriano Trump ha conquistato la maggioranza (52%) del voto cattolico del paese che invece nelle due passate elezioni si era schierata con Obama. Questo in apparenza perché le posizioni progressiste di Hillary Clinton in materia di diritti civili (dall’aborto al matrimonio tra persone dello stesso sesso) non hanno aiutato la candidata democratica a convincere i cattolici della bontà della sua proposta politica, spingendoli verso il candidato repubblicano, che ha cercato durante tutta la campagna l’appoggio della Chiesa. Il forte legame che esiste tra Trump e la parte più conservatrice dei cattolici americani è testimoniato dal fatto che, una volta insediatosi a Washington, ha voluto inserire nella sua amministrazione una folta schiera di cattolici, tra i quali Steve Bannon, l’influente capo stratega della Casa Bianca, Sean Spicer, ovvero il portavoce della Casa Bianca, così come anche Kellyanne Conway, consigliera del presidente e noto volto televisivo. L’incontro con il Pontefice è  stato dunque chiave anche in funzione politica, visto che i cattolici statunitensi sono più di 50 milioni e, stando ai sondaggi, in 7 su 10 si riconoscono nel messaggio di Francesco.

 Ellera Ferrante di Ruffana

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