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Vinitaly: non solo Campania, non solo vino

Inserito da on 13 aprile 2017 – 06:50No Comment

Alberto De Rogatis

Si è chiusa una straordinaria 51^ edizione di Vinitaly, nei numeri con 4.270 aziende espositrici, nel business con notevole incremento da USA e soprattutto dalla Cina per un totale di oltre 30.000 buyer stranieri, nella visibilità internazionale e nell’affluenza di pubblico, complice un clima gradevolissimo da inizio estate. E la Campania con le sue eccellenze vinicole ha fatto per intero la sua parte, confermando una posizione di assoluto prestigio riconosciuta anche dai buyer più esigenti. Grande efficacia nella comunicazione del proprio brand garantita anche da cartelloni pubblicitari giganti posti all’ingresso della stazione di Verona che è stata letteralmente invasa da migliaia di visitatori per un’intera settimana; meno impattanti, invece, le luminarie “stile natalizio” sistemate nel padiglione Oltre duecento le cantine della regione che hanno calamitato l’attenzione degli addetti ai lavori con i loro eccellenti vini, di produzione docg e doc, ed una serie di degustazioni e incontri a tema. Ma da anni Vinitaly è anche riferimento d’interesse internazionale per tutte le produzioni tipiche italiane, e in particolare per l’olio extravergine di oliva con il salone dedicato Sol & Agrifood. Due eventi su tutti: l’appuntamento fisso da sette anni con la guida Oli d’Italia realizzata da Gambero Rosso, la novità rappresentata dall’incontro-degustazione degli oli di oliva giapponesi.  La Gambero Rosso ha selezionato quest’anno 379 oli extravergini di eccellenza attribuendo alla Campania 14 Tre Foglie, e 12 Due Foglie, oltre ai premi Miglior Blend (Fattoria Ambrosio), Frantoio dell’Anno (Nicolangelo Marsicani), Qualità/Prezzo (Torre a Oriente). Di notevole spessore il convegno che ha preceduto la premiazione, dove non sono mancate le opportune provocazioni, grazie soprattutto a Paolo Cuccia presidente Gambero Rosso Spa, che ha lanciato la sfida “Carta degli Oli” invitando caldamente il mondo della ristorazione ad adottarla. In ogni ristorante, infatti, basterebbero solo 5/6 etichette di olio di pregiata qualità italiana 100% a fare la differenza e a dare il giusto valore ad un prodotto principe della dieta mediterranea che, clamorosamente, viene ancora poco considerato dalla maggioranza dei ristoratori italiani. Per aspetti diversi ha destato curiosità e interesse l’incontro promosso da JOOTA Japan Olive Oil Taster Association e da VeronaFiere sul mondo nipponico dell’olio extravergine di oliva. Himeyo Nagatomo, presidente di JOOTA, ha illustrato le principali caratteristiche degli oli giapponesi, generalmente più delicati rispetto a quelli italiani, e la loro crescente cultura per l’utilizzo in cucina dei migliori oli di oliva. Presente la delegazione di Olive Oil Kansai International 2017, l’expo famosa in Giappone e dedicata all’olio, guidata da Tomohiro Hiwatashi direttore Osaka International Business Promotion Center, che nel 2016 ha visto proprio ad Osaka la partecipazione di produttori provenienti da oltre 20 nazioni.

 

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