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Baronissi: ospedale “Fucito”, incontro con direttore generale Cantone

Inserito da on 8 aprile 2017 – 04:54No Comment

Anna Maria Noia

Si è tenuto in questi giorni, al Comune di Baronissi, un importante convegno sull’ospedale “Gaetano Fucito” di Mercato S. Severino. L’incontro è stato fortemente voluto e propugnato sia dai dipendenti del nosocomio che dalle sigle sindacali attente alla delicata condizione in cui versa – mortificato – l’ex tubercolosario e villa dei filantropi Imperiali: il marchese Filippo e la figlia Maria. Che avrebbero dovuto essere ricordati nel titolare il presidio: non sarebbe stato male denominarlo “Villa Imperiali” o “Villa Maria”! Comunque, tornando a noi, il dibattito è stato interessante e animato. Sul piede di guerra, anche, gli agguerriti membri del civico comitato spontaneo “Pro Fucito” – costituitosi nel 2008 – assieme ad altri sodalizi territoriali. Presenti, tra i più combattivi esponenti del “Pro Fucito”: il dipendente Giuseppe Saggese; Luca “Enzino” Picarella – dell’associazione “Alfonso Gatto” – e molti altri. Tra i sindacalisti, invece, annoveriamo Gerardo Sessa e Gerardo Barrella. Quest’ultimo, segretario provinciale Cgil Funzione Pubblica Spi – a tutela dei pensionati italiani. Non sono mancati, poi, funzionari ed impiegati al “Fucito”: ricordiamo Antonio Rocco, che nel suo intervento non ha esitato a illustrare delle slide da lui preparate, un compendio della storia “burocratica” dell’atto aziendale. Già, proprio l’atto aziendale! Un fattore decisivo, fondamentale! Ed infatti vi era un ospite prestigiosissimo: niente meno che Nicola Cantone, l’attuale dg (direttore generale) dell’ospedale “S. Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” (meglio noto quale “Ruggi” o “S. Leonardo”, dalla località in cui sorge). Ed è stato, almeno in apparenza, disponibile al dibattito – snocciolando dati alla mano. Non è mancato al pubblico incontro neanche il direttore sanitario Generoso Conforti. Hanno partecipato poi il consigliere regionale Tommaso Amabile e il primo cittadino di Siano, Giorgio Marchese. Nonostante fossero stati sollecitati anche i sindaci dei principali Comuni afferenti all’ospedale, quelli dell’ex comparto F 138, non era in sala (o almeno chi scrive non lo ha notato) il commissario straordinario di S. Severino, Fulvia Zinno. E veniamo alla discussione, moderata dal cronista di Lira Tv Andrea Siano e presieduta dal sindaco anfitrione (cioè ospitante), Gianfranco Valiante. Il meeting è stato organizzato dai soggetti sopracitati (ossia coloro che hanno a cuore le sorti dell’ospedale) per ragionare insieme sul nuovo atto aziendale. Che non è osteggiato tout court (interamente) dai soci del “Pro Fucito” – si badi bene! – anzi: è sicuramente un primo passo verso una risoluzione celere delle tantissime problematiche e criticità del “Fucito”. Che è stato, però, vituperato da politiche probabilmente errate e offuscato nelle sue eccellenze. Tra i fiori all’occhiello del complesso, infatti, citiamo Ginecologia, Ostetricia, Pediatria, Oncologia e Medicina Interna. In alcuni di questi reparti e/o padiglioni sono stati appaltati lavori di riqualificazione, ma attualmente tutto è fermo, al palo. Invece Ginecologia, Ostetricia e Pediatria sono stati chiusi nonostante vi fossero stati più di 500 parti all’anno – standard fissato dai vertici istituzionali della Regione Campania e/o a livello nazionale – che ne consentissero la fruizione. Prima dell’incontro, alcune settimane precedenti, il comitato e i suoi “supporter” hanno stilato un documento da sottoporre e far visionare a Cantone. Che certamente non si è sottratto al fuoco di fila delle richieste degli interessati – pur salvaguardando la sua carica istituzionale – e anzi ha (come sopracitato) parlato con competenza e dati alla mano. Oltre a Cantone, era atteso il preside della facoltà di Medicina e Chirurgia (Salerno), Mario Capunzo; è stato sostituito dal professore Paolo Remondelli. E quindi, nuovamente, l’atto aziendale. Già nel mese di febbraio si era tenuta una riunione, alla sede della “Gatto” di Curteri. Padroni di casa: Luca Picarella con il figlio Daniele. Tantissimi gli astanti, tra politici, amministratori, rappresentanti sindacali e medici. Vi era ad esempio il cardiologo Carmine Landi, mancavano – come al solito – i vertici più vicini ai cittadini di S. Severino. Tra ragazzi con le idee chiare che intervennero in tal occasione, assieme agli adulti che avevano voglia di capire, si pensò a redigere un atto da mostrare a Cantone. Intervistato, dunque, il dg nel corso di questo recente incontro (6 aprile) – ha dichiarato: “Questo atto aziendale è stato adottato dopo molti anni di assenza. Stiamo andando verso la piena attuazione. Con questo abbiamo salvato i posti letto del presidio, da 85 a 83. È il risultato di una razionalizzazione, non di tagli indiscriminati – ha espresso – in linea con gli obiettivi nazionali e con quelli della Regione Campania. Sono stati effettuati progressi enormi, per quanto riguarda il “Fucito” ma anche per gli altri ospedali del circondario [che stanno comunque protestando e che rivendicano, anch’essi, un miglior funzionamento del neonato atto aziendale, nota dell’autore]”.“Non dobbiamo essere apodittici – rivela il direttore – l’offerta sanitaria esiste e vogliamo che migliori”. “Siamo passati dal record negativo dei 60% di parti in meno in Campania agli attuali 35%, sebbene il livello preveda almeno il 25%”. “Stiamo raggiungendo tutti gli obiettivi – puntualizza – e stiamo lavorando anche sul problema dell’organico”. Infatti, a proposito di questo – il dipendente Antonio Rocco ( e – dai giornali – il sindacalista Gerardo Liguori) afferma che in dotazione mancano ben venti operatori sociosanitari e venti infermieri. “Una criticità gravissima – nelle parole di Rocco – segnalata più volte a Nicola Cantone. Inoltre abbiamo ribadito che su sedici unità presenti oggi a Curteri, e la cui età media è di 58 anni, molti sono prossimi alla quiescenza”. Altre negatività, nei pensieri di altri illustri intervenuti, sono i lavori appaltati per alcuni padiglioni. Sembra che il Pronto Soccorso sia già terminato, mancano solo le attrezzature. E parlando, pure, dei tanto declamati reparti di Odontoiatria e Maxillofacciale si sa che l’amministrazione Romano – prima dello scioglimento del consiglio comunale e del conseguente commissariamento – aveva stanziato la somma di 179mila euro. Che ora saranno coperti dall’azienda (Asl) e dall’ateneo. Insomma, una figura barbina. Ma tant’è. Dai discorsi di Cantone emerge ed è emerso che da quando egli è manager straordinario per la Sanità le cose – almeno nelle intenzioni – il “Fucito” ha visto ricostituirsi i posti letto e ampliato l’offerta delle discipline presenti all’ospedale. Comprese proprie le specialità di Odontoiatria e Maxillofacciale. Per quanto concerne Ginecologia, infine, Cantone ha asserito che è stato direttamente il Ministero della Sanità a fissare il “tetto” dei 500 parti all’anno in più o in meno, e ciò per motivi di sicurezza.“Da parte mia, sforzi enormi per Curteri – ha spiegato il direttore generale – e mi impegno personalmente al reclutamento del personale a tempo indeterminato o determinato. Impiegheremo h24 gli Oss e le altre professionalità”. Altre cose sono state espresse al convegno di Baronissi, ma lo spazio è quel che è. Approfondiremo le questioni prossimamente.

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