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Salerno: rottura tra Uil Fpl provinciale e dirigenza “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”

Inserito da on 24 marzo 2017 – 06:31No Comment

Rottura tra la Uil Fpl e la dirigenza del “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno sui fondi contrattuali di bilancio del 2017. A denunciarlo è il segretario Biagio Tomasco, dopo l’incontro tenutosi nella giornata di mercoledì. “Mi corre l’obbligo di rimarcare il comportamento tenuto nell’occasione dal dottore Oreste Florenzano, direttore amministrativo del “Ruggi”, poco adatto al mantenimento di sane e corrette relazioni sindacali. Nel corso del mio intervento mi sono sentito accusato di aver proferito insulti verso la sua persona. Tutto ciò non mi appartiene per cultura, estrazione sociale e comportamenti che da una vita mi rendono una persona onesta e rispettosa. Questo mi ha profondamente offeso e chiederò conto nelle sedi dovute”, ha detto. Da qui, la volontà di mettere nero su bianco e spiegare ciò che, secondo la Uil Fpl, non va al “Ruggi”. “A seguito del parere negativo espresso dal Collegio Sindacale, il 9 marzo scorso, in ordine all’Accordo di preintesa sulla corresponsione della progressione economica orizzontale agli aventi diritto, constatiamo che il direttore Florenzano abbia bluffato in continuazione in sede di contrattazione in quanto non poteva non conoscere i dettami del Decreto legislativo 165 del 2001. Questo anche in virtù del fatto che lo stesso Florenzano, come da lui stesso più volte affermato nel corso di varie riunioni, faccia parte della commissione regionale fondi. Tale comportamento, di sottovalutazione della preparazione della controparte, è per la Uil Fpl inaccettabile ed inqualificabile e non degno di un alto dirigente di un’azienda importante che, tra l’altro, sta faticosamente ritrovando un’ immagine di trasparenza e legalità, qualità che non vengono assolutamente aiutate da siffatti comportamenti che, proprio per l’impatto che hanno avuto nei rapporti con questo sindacato, inducono a chiedere le dimissioni del direttore come atto di coerenza”. Il sindacato di categoria, dunque, contesta in maniera assoluta quanto certificato dal Collegio Sindacale in merito al continuo sforamento dello straordinario, visto che, secondo la Uil Fpl, i manager del “Ruggi” abbiano voluto intavolare con la Rsu e le parti sociali la dovuta sessione di bilancio per arrivare a quanto auspicato dal Collegio Sindacale: un piano di rientro che abbatta in percentuale il ricorso al lavoro straordinario e possa permettere la dovuta corresponsione della progressione economica orizzontale al personale avente diritto. “Se tanto non è avvenuto, di certo non si può scaricarne la colpa sui lavoratori”, ha continuato Tomasco. Poi l’analisi sul lavoro straordinario, che nel periodo 2011-2015 supera i 33 milioni di euro. “C’è stato un continuo aumento della spesa, mai concordato tra le parti e che oggi si assume a pretesto per non assegnare la progressione economica. La cifra che fa facilmente capire che per coprire le carenze di organico, a vario titolo, si sia ricorso al lavoro straordinario per garantire i livelli essenziali di assistenza alla popolazione. Per questo chiediamo ai manager un’assunzione di responsabilità politica”. Da qui la richiesta di trasparenza per fare luce sulla vicenda. “Come sindacato chiediamo di avere l’elenco analitico, in forma anonima e con le sole iniziali di nome e cognome, di tutte le quote di lavoro straordinario pagate a ogni dipendente differenziandole per qualifica ricoperta, Unità operativa di appartenenza, macro-centro di appartenenza, oltre  a copia autentica di tutte le autorizzazioni di pagamento, ossia le determine dirigenziali che hanno autorizzato le ore di straordinario rese.  Se non le riceveremo,  si procederà, come Uil Fpl provinciale, per comportamento antisindacale. Infine, considerato che mai si sia potuto interloquire con l’azienda per l’utilizzo dei tre fondi contrattuali,  chiediamo anche  l’apertura  di  singole  sessioni  di  bilancio  su  ogni  istituto contrattuale e direttamente connesso all’utilizzo dei tre fondi contrattuali, con un cronoprogramma da voi predisposto. Speriamo che le nostre proposte non siano di secondaria importanza, come da qualcuno affermato in sede di trattativa”.

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