Home » • Valle dell'Irno

Mercato San Severino: la vicenda di Amato Bilotta nel periodo fascista, opera di Mattia Forte

Inserito da on 14 marzo 2017 – 04:52No Comment

Anna Maria Noia

Non un’apologia del Fascismo – tiene a dire l’autore – ma una ricostruzione di uno dei periodi certamente più discussi della storia italo-europea e mondiale; una temperie non bene affrontata da molti studiosi ed esperti. E – partendo dalla “piccola” storia locale – il libro “La vicenda di Amato Bilotta. Segretario fascista e podestà di Mercato S. Severino” intende illustrare appunto il tanto contestato Ventennio. Ma con documenti nuovi, reperiti presso vari archivi: l’Archivio di Stato di Salerno, l’Archivio Storico del Comune di Salerno, la Biblioteca Provinciale in via Laspro e il Diocesano (sempre nella hippocratica civitas). Lo scrittore si è avvalso di fonti anche provenienti da Pellezzano e da S. Severino – ma non solo. Tra delibere e atti misconosciuti ai più. L’ideatore della pubblicazione è il salernitano Mattia Forte, appassionato cultore di storiografia; egli ha stampato in proprio soltanto venti copie dell’opera. Cinque di esse sono state donate ai vari enti presso i quali Forte ha effettuato le sue peculiari ricerche. Altre sono state recapitate dall’autore ad amici bibliofili. Il volume consta di 76 pagine, escluso l’indice dei nomi citati proprio nel libro. Attraverso una narrazione piana, scorrevole (non priva di sorprese e di espedienti letterari che incuriosiscono) la fatica letteraria tratta di una personalità contraddittoria ed eclettica, piena di luci e ombre: quella del Bilotta. Egli fu (come descrive Mattia Forte) podestà di Mercato S. Severino – che allora aveva assunto la denominazione di S. Severino Rota. La vicenda di Amato Bilotta è improntata all’ambiguità; tutto ruota attorno a fatti poco conosciuti ma peculiari, riguardo l’epoca. Sullo sfondo dello studio sul carismatico personaggio, il Fascismo a S. Severino: emerge dalla ricerca che esso movimento era radicato già dai primi anni in cui andavano enucleandosi le squadriglie a livello nazionale. Il testo, infatti, parte proprio da una manifestazione “patriottica” svoltasi il 26 e 27 aprile 1919 nella cittadina. Secondo Forte, quell’evento vede la presenza più remota e documentata a Mercato S. Severino di Bilotta. Lo attesta il quotidiano “Il Risorgimento Nocerino”, edizione del 3 maggio (1919). Poi il ritmo del racconto si eleva e prosegue per ventuno capitoli – ognuno incentrato su una particolare “apparizione” (nella congerie guerresca) di Amato Bilotta. Un vigliacco? Un opportunista e/o menefreghista? L’autore spiega che non è così, pur trattandosi di un personaggio eccentrico ma soprattutto sopra le righe. Protagonista di fatti eroici, ma al contempo di atti di disonore: a Piazza del Galdo, per esempio, il podestà – che ricopriva anche la carica di prefetto a Pellezzano – fece picchiare il generale Francesco Martinez y Cabrera, salvo poi recitare la parte dell’amico “per cautelarsi da un’eventuale denunzia al procuratore del re”. Bilotta soffriva di esaurimento nervoso; una “complessione” (sono parole di Forte) accentuata dall’aver visto gli orrori della guerra. Ufficiale effettivo, scrive una lettera al fratello – sottotenente a Gaeta – in cui esprime uno stato d’animo ansioso. Ma è controverso anche per altre ragioni. Nel saggio di Mattia Forte, emergono episodi curiosi e spunti di vita quotidiana. Tra i primi, quello che riguarda il sindaco Ettore Imperio: egli fu aggredito nella frazione Spiano, per aver tolto dal Comune la targa del capitano Donato Somma – nativo della frazione. Ma i reali carabinieri – invocati per difendere Imperio – equivocarono e si recarono a Siano. E di molto altro ancora è pieno questo libro, che invitiamo caldamente a leggere. Per comprendere la “nostra” storia, la nostra terra. Forte vanta all’attivo anche altri libri: “Il Fascismo salernitano attraverso uomini e vicende”; “Mario Jannelli podestà di Salerno”; “Appunti per una storia dei Fasci femminili di Salerno” e “La storia dello stemma civico di Mercato S. Severino” sono tra questi. Tutti volumi che andrebbero riletti più volte, con attenzione! Nell’opera vengono citate personalità sanseverinesi, come il maestro e poeta Carmine Manzi  – sindaco di Mercato S. Severino dal 1953 al 1956.

 

 

Lascia un commento!

Devi essere logged in per inserire un commento.