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La storia dell’uomo è anzitutto e soprattutto, una storia di coraggio – Oriana Fallaci

Inserito da on 1 marzo 2017 – 09:01No Comment

Giuseppe Lembo

La vecchiaia, come l’età della vita basata sul dolce far niente non è un modello applicabile al tempo in cui viviamo; un tempo umano che non ha limiti per il fare ed il pensare umano anche a tarda età. La vecchiaia ha le sue sagge risorse umane, soprattutto mentali, per poter vivere intensamente la propria vita. Nella terza età non tutto deve essere visto e vissuto come condizione di tranquillità a senso unico e senza se e senza ma; il vivere della terza età, può intelligentemente permettersi anche la fatica fisica e lo stress psico-mentale. Da recente ricerca americana con l’ausilio della risonanza magnetica nucleare, la conformazione celebrale di diciassette supervecchi, messa a confronto con anziani, con gravi problemi di memoria e/o attenzione, è risultata diversa e quindi differente nei comportamenti in quella parte del cervello in cui vengono elaborate le emozioni alla base della vita umana. Da questi importanti studi si evince che il segreto dell’invecchiamento con processi umanamente efficienti, non risiede tanto nelle sole regioni celebrali cognitive, come si è sempre pensato, quanto piuttosto in quelle emotive. Da tali importanti studi americani con i ricercatori protagonisti, la psicologa Feldman Barrett ed i neuro scienziati del Massachusetts General Hospital, si evince che la diversità tra gli uni (i 17 supervecchi) e gli altri (gli anziani con gravi problemi di memoria e/o di attenzione) è tutta nel sistema limbico, ossia in quella parte del cervello che genera stress e coordina stimoli sensoriali. Ne consegue che il successo nell’uomo in tutte le età della vita è possibile nonché umanamente raggiungibile, allenando saggiamente la mente a sempre nuovi e crescenti sforzi, magari ricominciando da zero, con nuovi interessi; con interessi estranei al proprio passato professionale ed attenti soprattutto a scoprire mondi nuovi; a scoprire mondi nuovi con stimoli nuovi che aiutino il cervello a rimanere giovane. È, per questo importante obiettivo di vita nella terza età, essere protagonisti di se stessi, ricercando aspetti e caratteristiche nuove che rendono la vita bella da vivere, con il cervello attivamente in funzione per conquistare nuovi interessi e nuove e sagge prospettive di vita anche nella terza età. Per vivere bene gli anni della terza età, bisogna sapersi dare prima di tutto, un modello di vita attivamente vivo e fortemente alimentato da nuovi stimoli di vita. L’uomo deve saper rispettare gli anziani, i saggi della società. Purtroppo, oggi anche di fronte agli anziani, siamo in situazioni da mondo disumanamente negato; sempre più negato, tanto che, come ha recentemente intitolato un quotidiano italiano “disabili ed anziani contano meno dei rifiuti”.

 

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