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Salerno: Comunità Sant’Egidio, Memoria di Felix e dei poveri morti per strada

Inserito da on 25 febbraio 2017 – 05:47No Comment

Sono oltre 270 i senza fissa dimora morti per strada in Campania negli ultimi anni. Ben 28 nell’ultimo anno. A cavallo tra il 2016 e il 2017 si sono contati quattro morti tra Pontecagnano, Battipaglia ed Eboli, in provincia di Salerno. Da più trent’anni la Comunità di Sant’Egidio ricorda le vittime della vita in strada, a partire dalla morte di Modesta Valenti, un’anziana senza fissa dimora, di 71 anni, che viveva nei pressi della Stazione Termini a Roma. Il 31 gennaio 1983 Modesta si sentì male proprio alla Stazione Termini e l’equipaggio dell’ambulanza che accorse alla chiamata non volle prenderla a bordo perché era sporca e aveva i pidocchi. Modesta morì dopo ore di agonia, in attesa che qualcuno decidesse di prestarle soccorso. La sua morte ha segnato profondamente l’amicizia della Comunità di Sant’Egidio con chi è senza dimora. Per questo, ogni anno si fa memoria nella liturgia di tutti gli “amici per la strada” a cui la Comunità si è fatta prossima che hanno perso la vita, ricordando ciascuno per nome. A Napoli e in Campania si terranno 7 celebrazioni liturgiche che vedranno la partecipazione di oltre 500 senza dimora, di tanti volontari e associazioni. A Salerno la cerimonia si terrà domenica 26 febbraio, alle ore 11.15, nella Chiesa dell’Immacolata di Piazza San Francesco. Sarà dedicata simbolicamente a Felix, rumeno morto a soli 40 anni il 21 agosto 2014 dopo essersi sentito male sul vagone abbandonato nel quale dormiva in Stazione. Per Felix e per ogni nome che sarà ricordato sarà accesa una candela, segno di una memoria cittadina, che deve restare viva. La Comunità di Sant’Egidio esprime la sua preoccupazione per l’aumento della povertà e per le condizioni di isolamento in cui vivono tanti senza dimora e tante famiglie. Lancia un appello perché vengano aperte nuove strutture di accoglienza diurna e notturna e chiede che ognuno compia gesti di solidarietà, come Papa Francesco ha invitato a fare:Siamo chiamati a far crescere una cultura della misericordia, basata sulla riscoperta dell’incontro con gli altri: una cultura in cui nessuno guarda all’altro con indifferenza, né gira lo sguardo quando vede la sofferenza dei fratelli.” Dopo la celebrazione liturgica nella Chiesa dell’Immacolata, verrà offerto un pranzo ai senza dimora presso il Centro Don Tonino Bello, che si ringrazia per la collaborazione, così come la Parrocchia di Maria SS. dell’Immacolata.

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