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Salerno: 2° convegno regionale SISMED

Inserito da on 23 febbraio 2017 – 06:00No Comment

La sezione provinciale SISMED di Salerno promuove per venerdì 3 e sabato 4 marzo il Secondo Convegno Regionale SISMED. L’evento, che rientra nel Programma Nazionale di Educazione Continua in Medicina per Medici Chirurghi ed Infermieri Professionali, vedrà la partecipazione dei principali esperti della materia e metterà a confronto i medici di medicina generale con gli specialisti (territoriali, ospedalieri ed universitari) coinvolti nel percorso assistenziale del paziente con patologie croniche nell’ottica di ridurre il ricorso ad esami, visite e ricoveri impropri, migliorando il riconoscimento precoce della patologia, l’aderenza alle linee guida ed il follow-up integrato tra strutture territoriali, ospedaliere universitarie e medicina generale nel garantire una presa in carico totale e una vera continuità assistenziale (ospedale-territorio). L’opportunità di corsi di aggiornamento e confronto come questo, oltre a favorire una conoscenza sempre più approfondita delle malattie prese in esame - sottolinea Matteo Rispoli consigliere nazionale SISMED e Responsabile Scientifico del Convegno -, forniscono al clinico indicazioni chiare e orientamenti concreti con l’obiettivo dichiarato di contribuire a migliorare la qualità e l’appropriatezza dei trattamenti. Un percorso ideale non può che prevedere l’accesso al sistema sanitario sul territorio proprio presso il Medico di Famiglia che attiva lo Specialista ambulatoriale in caso di accertamenti in elezione e l’Ospedale in caso di acuzie. Due giornate di aggiornamento professionale che saranno aperte da una tavola rotonda sul tema della responsabilità e colpa professionale. Grazie alla “riforma” vengono implementati tutti quei meccanismi a garanzia del diritto al risarcimento e alla trasparenza per i cittadini danneggiati da un errore sanitario e, al contempo, aumenteranno le tutele per i professionisti che potranno così tornare a svolgere con serenità il proprio lavoro, nell’esclusivo interesse dei pazienti, e senza dover ricorrere alla cosiddetta medicina difensiva.

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