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Roma: Camera, Deiulemar, M5S “Nuove ipotesi accusa delineano sistema marcio”

Inserito da on 23 febbraio 2017 – 08:53No Comment

“Il coinvolgimento di molti grandi gruppi bancari nazionali nella vicenda giudiziaria legata al crac Deiulemar, la ‘Parmalat del mare’, dimostra che siamo di fronte a un sistema che vendeva e acquistava ‘Fontane di Trevi’ con i nostri soldi e con la complicità del sistema finanziario. E’ sempre troppo tardi per le dimissioni di Ignazio Visco, governatore della Banca D’Italia, e di Giuseppe Vegas, presidente della Consob”. Lo commentano i deputati M5S in relazione agli sviluppi del processo romano d’appello sul fallimento da 800 milioni della compagnia di navigazione di Torre del Greco, fallimento che ha messo nei guai 13mila risparmiatori e che ora vede entrare in scena istituti come Unicredit, Cariparma e Mps negli spostamenti di danaro in favore degli armatori inquisiti. Il deputato M5S Luigi Gallo, che dall’inizio segue le vicissitudini della Deiulemar, rincara: “Ora emerge pure l’ipotesi di riciclaccio e non è coinvolta nell’indagine solamente la Banca di credito popolare. Ormai si riesce difficilmente a distinguere l’operato di governi, partiti, intermediari del credito, istituti di vigilanza e imprenditoria stracciona: sembrano tutti legati da un unico sodalizio”.“Il M5S ha avuto la lungimiranza di chiedere da subito, nel 2013, una commissione d’inchiesta sul caso. E abbiamo acceso un faro in Parlamento sugli illeciti e sulla scarsa vigilanza con una raffica di atti di sindacato ispettivo, per gran parte dei quali aspettiamo ancora una risposta – spiegano Gallo e i colleghi M5S della Commissione Finanze – Adesso appaiono, dunque, delinearsi le varie ramificazioni di un sistema in cui tutti gli elementi si tengono”. “Se le ipotesi accusatorie fossero dimostrate, sarebbe evidente che gli obbligazionisti Deiulemar sono rimasti schiacciati in un enorme meccanismo truffaldino su cui l’intero apparato dei regolatori bancari e finanziari italiani ha chiuso vergognosamente non uno, ma entrambi gli occhi”, chiudono i portavoce Cinquestelle.

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