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Distretto idrico Sarnese Vesuviano, eletto coordinatore senza maggioranza. Rete comitati: “Chiudere disastrosa stagione Gori e ripubblicizzare servizio”

Inserito da on 23 febbraio 2017 – 07:08No Comment

Un coordinatore eletto senza avere la maggioranza dei componenti nel neoinsediato Consiglio del distretto Sarnese Vesuviano. Finisce così l’ultima sfida sul fronte acqua nel costituendo Ente Idrico Campano: su 30 aventi diritto nel segreto dell’urna sono usciti solo 15 voti per Felice Rainone, sostenuto dal patto trasversale PD-Forza Italia, nominato su indicazione del sindaco dimissionario di Nola Geremia Biancardi, 10 per Raffaele De Simone, sindaco di Roccarainola ed espresso dalla lista “Comuni per l’acqua pubblica”, appoggiata dai comitati civici. Quattro gli assenti alla votazione, mentre è stata registrata anche una scheda bianca. Un dato politico molto significativo, visto che sulla carta il neoeletto coordinatore poteva contare su una solida maggioranza. Anche perché il prossimo appuntamento per il Consiglio del distretto Sarnese Vesuviano, che comprende 76 Comuni delle province di Napoli e Salerno per una popolazione complessiva di un milione e mezzo di abitanti, è previsto per l’8 marzo con l’importante scelta dei quattro componenti che, oltre al coordinatore, faranno parte del comitato esecutivo regionale dell’Ente Idrico.”Alla prima seduta del Consiglio distrettuale l’accordo pseudo-istituzionale a sostegno della gestione privatizzata sembra già andato in frantumi – sottolineano gli attivisti della Rete civica per l’acqua pubblica – una vicenda paradossale, considerati i numeri a disposizione, che dimostra ancora una volta l’assoluta mancanza di credibilità e autorevolezza dei manovratori che dall’alto delle loro poltrone stanno mantenendo artificialmente in vita da anni un’azienda di fatto già fallita. Spiace che non sia stata accolta da tutti l’opportunità di scegliere Raffaele De Simone, candidato dal gruppo “Comuni per l’acqua pubblica” e conoscitore attento delle questioni relative al servizio idrico, come coordinatore di garanzia con il compito di guidare la ripubblicizzazione. In ogni caso – continuano i rappresentanti dei comitati – adesso l’unica strada percorribile  rimane la liquidazione nel più breve tempo possibile del gestore privato GORI SpA con il conseguente affidamento del servizio ad una azienda speciale consortile interamente pubblica e partecipata esclusivamente dai Comuni, nel rispetto della volontà popolare espressa con i referendum del 2011. Non è più tempo di farse e giochi di prestigio”.

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