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Gribaudi stampa libro su Teresa Neumann

Inserito da on 19 febbraio 2017 – 00:00No Comment

A Febbraio del 2017 l’editrice milanese Gribaudi ha inviato in tutte le librerie cattoliche d’Italia un libro sulla mistica Teresa Neumann scritto da don Marcello Stanzione. Teresa nasce  in  Baviera  nel  1898.   Nasce,  cioè in  quella  regione  tedesca  che,  per  la  sua  fedeltà  al  cattolicesimo  si  contrappone  idealmente  al  profilo  culturale  dettato  dalla  Prussia protestante,  maggiormente  interessata  dallo  scisma   luterano.  Da  non  dimenticare,  inoltre,  che  la  Baviera  stessa  ha  dato  i  natali  al  Papa emerito  Ratzinger,  personalità  eletta  nella  storia  della  Chiesa.  Come  sovente  accade  nell’ampia casistica  di  santi  e beati,  Teresa  trae  le  sue  origini  da  umile  famiglia  ed   è  la  prima  di  undici  figli. Il  padre  Ferdinand  è  sarto  e  la  madre,  Anna  Grillmeier,  coltivatrice.  La  piccola  Teresa  è  alunna  diligente  alla  scuola  primaria.  Riceve  la  Cresima  a  10  anni  e  la  Prima  Comunione  a 11.  A  14  anni,  la  situazione  familiare  le  impone  di  iniziare  a  lavorare  come  domestica,  ma  la  ragazza  insiste  comunque  a  frequentare  con  zelo  la   scuola  domenicale  del  catechismo.  Aspira  sinceramente  alla  consacrazione religiosa  e  all’impegno  nelle  Missioni estere,  ma  il  suo  sogno  è  stroncato  dal primo   conflitto  mondiale.  Un’immaginetta  di  Teresa  di  Lisieux  portatale  dal  padre  durante  una  licenza  dal  fronte  desta  in  lei  devozione  e  interesse  profondi  per  la  vita  e  l’operato  dell’insigne    carmelitana    che  eserciterà  un ruolo  determinante  nel  corso  dell’esistenza  della Neumann.  A  cominciare  dall’incidente  accadutole  all’età  di  vent’anni  quando,  soccorrendo  i  vicini  per  un  incendio  nella  loro  cascina,  riporta  una  lesione  alla  seconda  e  terza  vertebra  lombare  con  compressione  del  midollo  che  la  riduce  all’immobilità.  Per  un  ulteriore trauma  cranico  subentrato  nello  stesso  periodo,  Teresa  rimane  in  coma  per  alcuni  giorni;  si  riprende,  ma  una  grave  lesione  al  nervo ottico,  dovuta  allo  stesso  incidente,  la  riduce  alla  cecità totale. La sua esistenza sembra arrestarsi irrimediabilmente qui, ma la fiducia nella futura santa carmelitana di Lisieux convince Teresa  a  non  demordere  mai,  con  una  fede  che  non  resterà  delusa. Due avvenimenti singolari, infatti rispondono alla preghiera inesausta della giovane inferma: il 29 aprile del 1923, a cinque anni dal primo  incidente,  proprio  nel giorno  della  beatificazione  della   suora carmelitana,  Teresa  riacquisisce la  vista.  Il 17 maggio del 1925, nel giorno della canonizzazione della Patrona delle Missioni ad opera di Papa Pio XI, la  giovane  tedesca ritrova il  perfetto  uso delle  gambe.  Ma è dall’anno successivo che iniziano a manifestarsi nella vita e  nella  persona  di  Teresa Neumann  quei fatti  inspiegabili  alla  scienza  umana  che  condurranno  il  suo  caso all’esame delle  massime autorità mediche ed  ecclesiastiche. Si tratta di segnali inequivocabili negli schemi della  fede.   A  partire  dal  1926 nel  periodo  pasquale, la giovane  contadina  tedesca  scopriva  che  nella sue mani, nei  piedi,  nel  costato  e  anche  sul  capo  le  erano  apparsi  i  segni  della  Passione  di  Gesù:  da  allora  per  36  anni,  nella  notte  di  giovedì  entrava  letteralmente  nei  racconti  evangelici  a  partire  dall’Ultima Cena; e,  come  in  tempo  reale  accompagnava  Gesù  fino alla  morte  nel  primo  pomeriggio  del  venerdì,  mentre  le  ferite  si  aprivano  sul  suo  corpo  e  sanguinavano; alle  ore  15  del  venerdì  cadeva  in  un  sonno  profondo  dal  quale  si  risvegliava  gioiosa,  con  le  ferite  rinchiuse,  il  mattino  della  domenica.  Da  quando   cominciarono  questi  fenomeni,  Teresa Neumann  per  trentasei  anni  non  mangiò  né  bevve  nulla,  assumendo soltanto  ogni  mattina  la  Santa  Comunione.  Oltre ai  puntualissimi  riferimenti tra  le  esperienza  di  Teresa  e  quelle  delle  grandi  mistiche,  si  nota  anche  nella  mistica  tedesca  una  capacità  dialettica  d’efficacia  tale  da  indurre  alla  conversione  i  più  scettici  uomini  di  scienza.  Munita  di  un’istruzione  poco  più  che  elementare,  Teresa  è  in  grado  di  convincere  scienziati  perfettamente  laici  sui  dogmi  della  fede,  anche  con  esempi  di  xenoglossia  greco, aramaico, latino  non solo citando  frasi  bibliche,  ma  anche  corredandole  d’appropriate  osservazioni, confermando così  le  parole  di  Cristo: “Quando sarete  condotti  per  essere  giudicati,  non vi preoccupate  di  quello  che  dovrete  dire,  ma  dite  ciò  che  in  quel  momento  ci  sarà  dato,  poiché  non  sarete  voi  che  parlerete,  ma lo  Spirito  Santo” . Lo stesso padre francescano minore Agostino Gemelli, medico e psicologo sperimentale e fondatore dell’università cattolica del Sacro Cuore di Milano, incaricato da Pio  XI  di  visitare  la  mistica  quale  medico  e  commissario,  dichiara  che  in  Teresa “ non c’è alcuna traccia  d’isterismo  e le  sue  condizioni  non  sono  scientificamente  spiegabili”. Tenendo presente che padre Gemelli non credeva alle stimmate di san Pio da Pietrelcina e neppure ai doni mistici di Natuzza Evolo, il suo parere è molto confortevole a favore della Neumann. Senza contare che  la  mistica  si  rifiuta  di  ricevere  anche  una  sola  particola  che  non  sia  consacrata.  La  risposta  più  efficace  che  l’esperienza  di  Teresa  può  dunque  fornire ai  dubbi  del  mondo  contemporaneo si  riassume  in  ultima  sintesi  nella  schiacciante  domanda  desunta  ed  espressiva  ancora  una  volta  quale  monito  dal  cardinale  Comastri: “ La vita di  Teresa  Neumann  è  stata un  messaggio  rivolto a  noi  cristiani   scandalosamente  indifferenti  di  fronte  al  dono  dell’Eucarestia:  prenderemo finalmente  sul  serio  il  grande  dono  di  Gesù?”. Il gesuita Carl Strater, che fu incaricato dal vescovo di Ratisbona mons. Graber di raccogliere materiale biografico in vista di una possibile beatificazione scrisse che il significato del  digiuno di Teresa Neumann è stato quello di dimostrare agli uomini di tutto il mondo il valore dell’eucarestia, far capire che Cristo è veramente presente sotto le specie del pane e che attraverso l’eucarestia può conservare anche la vita fisica.

Cosimo Cicalese

 

 

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