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Abramo, il fondatore di Israele

Inserito da on 15 febbraio 2017 – 00:01No Comment

 don Marcello Stanzione

 All’origine della storia di Israele vi è Abram, il cui nome significa padre elevato. Egli è, secondo i testi ebraici, un ricco allevatore della Caldea, al quale El Elyôn (il Dio Altissimo) si rivolge un giorno: Parti dal tuo paese, dalla tua famiglia e dalla casa di tuo padre verso il paese che ti farò vedere! In cambio di che Dio gli promette che la sua discendenza sarà numerosa quanto la sabbia del mare. Abram obbedisce, e riceve il nome di Abramo, padre di una moltitudine. Così è designato (verso il 1550, forse il 1350 a.C.) il patriarca mitico, fondatore di un popolo, discendente di Sem ( da cui semita), figlio di Noé, la cui storia è riportata nella Genesi (dal capitolo 11 al capitolo 25). Abramo lascia la città di Ur dove è nato e si stabilisce, dopo aver molto girovagato, a Mambre, vicino ad Ebron in Palestina, a 30 km a sud-ovest dell’attuale Gerusalemme. Vi conclude un’alleanza con l’Eterno che gli promette il paese di Canaan; la circoncisione ne sarà il segno fisico. Ebron è allora una città importante edificata dagli Hyksos nel XVII secolo avanti Cristo. Essa sarà poi occupata dagli Anachiti, poi dagli Amorini che vi si installeranno e vi regneranno fino all’arrivo degli Ebrei guidati da Giosué, di ritorno dall’Egitto. Nella grotta di Malpela, vicino ad Ebron, saranno sepolti Abramo e Sara, Isacco e Rebecca, Giacobbe e Lea. Abramo, al momento di una carestia, per trovare del grano, è andato fino in Egitto, dove il Faraone ha trovato Sara, la sposa del patriarca (che l’ha fatta passare per sua sorella) di suo piacimento. Ma un sogno lo ha avvisato che lei era già sposata, ed egli ha rinunciato a sedurla. Altro episodio che mostra come il patriarca possa essere un capo di guerra, quello di Lot. Nipote di Abramo, Lot ha scelto di andare più in alto, verso Sodoma e Gomorra. Egli è catturato in seguito ad un conflitto tra gli abitanti del paese ed il loro sovrano della TransGiordania. Collera di Abramo, che, coi suoi pastori-soldati, sconfigge i rapitori del nipote, lo libera, e gli dona il bottino che ha recuperato. Interverrà ancora in favore di Lot presso l’Eterno questa volta, al fine di mercanteggiare la sua vita e quella dei suoi vicini; l’Eterno, in effetti, ha deciso di punire gli abitanti della regione che vivono senza vergogna costumi depravati inviando loro il fuoco dal cielo (terremoto od eruzione vulcanica? Cantorini non è che a 200 km al largo). Abramo è vecchio e la predizione di Dio non si è ancora realizzata: Sara è sterile. Pertanto, a 90 anni, lei si ritrova incinta di Abramo, che ne ha altrettanti, e da alla luce Isacco. Prima, lei aveva messo la sua serva Agar nel letto di suo marito. Agar genera Ismaele, ma Sara, divenuta madre, la fa cacciare col bambino. Dio mette alla prova Abramo chiedendogli di sacrificare il suo unico figlio Isacco su di un altare. Egli obbedisce, col cuore pesante; nel momento in cui sta per commettere il gesto fatale, egli scorge un ariete trattenuto per le corna in un roveto, e lo sostituisce ad Isacco. Abramo, vedovo di Sara, si risposa con Cetura, da cui ha ancora 6 figli, e muore bicentenario. La sua radice che ha contato ai suoi occhi è Isacco, che sposerà sua cugina Rebecca e sarà padre di Giacobbe, il quale Giacobbe avrà dodici figli, che diventeranno i capi eponimi fondatori delle dodici tribù di Israele. Tre religioni monoteiste si riferiscono ad Abramo, il pastore nomade: l’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam. I discendenti di Abramo, gli Ebrei, così come si chiamano loro stessi, si installano in Egitto, invitati da Giuseppe. Questo figlio preferito da Giacobbe, venduto dai suoi gelosi fratelli come schiavo al comandante capo dell’esercito egiziano, è diventato il grande intendente del Faraone dopo essere riuscito ad interpretare i suoi sogni premonitori. Ma la situazione si degrada per il popolo ebreo, stabilito nel paese di Gochen, all’est del delta del Nilo. Da lavoratori liberi, essi sono diventati schiavi. Il faraone Ramses II (dal – 1304 al – 1237) li obbliga a costruire la città di Pi-Ramses (La casa di Ramses), Pitôm in ebraico, come lo testimoniano le steli di Seti I e di Ramses III, suo figlio, tra il – 1250/- 1200. E’ da questo paese che parte Mosé, attraversando il deserto col suo popolo al quale è promessa una terra nella quale scorrono in abbondanza il latte ed il miele.

 

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