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L’angolo della lettura: “Il giorno dell’indipendenza” di Frank Bascombe

Inserito da on 11 febbraio 2017 – 00:00No Comment

Angelo Cennamo

Romanziere fallito, ex giornalista sportivo ed ex marito, alla soglia della mezza età, nonostante tutto, Frank Bascombe è un ottimista. A bordo della sua auto se ne va in giro per il New Jersey a mostrare case in vendita a clienti assillanti e indecisi come i coniugi del Vermount Joe e Phyllis Markham. E’ un uomo pieno di rimpianti, Frank, col bisogno di inseguire le donne solo per tenersi tranquillo, ma da quando ha divorziato si è ripromesso che non si sarebbe mai lamentato della sua vita, sarebbe solo andato avanti e avrebbe cercato di fare del suo meglio, errori e tutto, perché “si può fare in modo che le cose vadano per il verso giusto solo fino a un certo punto“. Il “Periodo di Esistenza”, lo chiama lui, un tempo di libertà e di transizione che gli serve per riflettere e ritrovare se stesso. Bascombe è un uomo qualunque della provincia americana degli anni ‘80, l’everyman che incontriamo in mille altre narrazioni, disilluso dall’umanità e indifferente alle vicende politiche, un professionista cinico, temerario e anche un po’ filosofo “Non vendi una casa a qualcuno, vendi una vita”. Il week end del 4 luglio è un’occasione per trascorrere del tempo con la nuova fidanzata Sally e con Paul, il figlio quindicenne arrestato per aver rubato tre confezioni giganti di preservativi e aggredito un commesso. Paul vive nel Connecticut con sua madre Ann, monitorato dai servizi sociali e seguito da uno psichiatra. E’ un ragazzo fragile, segnato dal divorzio dei genitori e dalla morte prematura del fratello Ralph. La lunga gita in macchina di Frank e Paul, tra ingorghi di turisti festanti e fuochi d’artificio, si rivelerà piena di imprevisti e di malinconici flashback, e avrà un finale drammatico che lascia però intravedere un futuro meno fosco. Il giorno dell’Indipendenza è uno dei libri più noti e apprezzati di Richard Ford – autore che ha raggiunto la popolarità nel 1986 con Sportswriter, inserito da “Time” tra i 100 romanzi in lingua inglese – nel 1995 ha vinto due premi letterari prestigiosi: il Pen/Faulkner e il Pulitzer, ed è il secondo capitolo della quadrilogia di Bascombe, saga che prosegue nel 2008 con Lo stato delle cose e nel 2015 con Tutto potrebbe andare molto peggio. In questo romanzo il non-alter-ego di Ford ha cambiato vita: ha abbandonato la professione di giornalista per intraprendere quella di agente immobiliare, e ha divorziato dalla moglie. Da quel giorno, dal giorno del divorzio, sono trascorsi ormai sette anni, ma per quanto si sforzi di guardare avanti, Frank continua a rimuginare sui propri fallimenti e a fare i conti con un passato ingombrante che nelle ultime pagine sembra ritornare.‎ Richard Ford, classe 1944, è uno scrittore del Mississippi dallo stile ironico, minimalista, poco letterario, bravo a raccontare la middle class americana e le insicurezze dei suoi protagonisti. Il realismo della disperazione e la crudezza della sua scrittura ricordano un po’ la prosa disadorna e graffiante di un altro grande maestro del sud: il texano Joe R. Lansdale. Il giorno dell’Indipendenza è un romanzo sulla disgregazione della famiglia, le difficoltà dei rapporti umani e la solitudine di un uomo adulto, temi di grande attualità che riflettono le esperienze di tanti lettori, ad ogni latitudine. Vissuti dolorosi, negligenze, colpi bassi dai quali è difficile riprendersi. Ma Ford non indulge all’autocommiserazione né alla retorica del colpevolismo, come fa ad esempio Malamud con i suoi personaggi sconfitti dall’ingiustizia e perseguitati dalla malasorte. Le trame di Ford, anche quando si caricano di riflessioni amare e di brutti ricordi, come questa, sono venate di comicità e di un moderato ottimismo. Per Frank Bascombe non tutto è perduto.

 

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