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Tragedia Rigopiano: Charlie Hebdo, ma quale provocazione?

Inserito da on 22 gennaio 2017 – 09:01No Comment

di Rita Occidente Lupo

Italia in ginocchio nel cuore. La terra continua a tremare. mentre il freddo polare di questi giorni, imbianca rendendo il paesaggio non fiabesco, ma nemico della sopravvivenza. La tragedia  di Rigopiano, mentre si scava cercando di recuperare dispersi, sperando che ancora palpiti di vita possano gridare dalla coltre bianca. Non si sa più da quale parte cercare di rafforzare la solidarietà: anche se dei messaggi virali, incriminano la disonesta pubblicità che carpisce proventi, che non giungono a destinazione. Uno scenario di morte, di crolli, di dolore! Un teatro allarmistico, che chiede tra tende di fortuna e ruderi impolverati, dove siano gli autori di un sisma che col suo sciame continua a non lasciar riposare serenamente. E se Amatrice, simbolo di un Paese raso al suolo, dove la fierezza degli abitanti, unica molla a guardare avanti, i resti del campanile di Norcia, sembrano colpire al cuore perfino la sacralità. Il costante tam tam di soccorsi, commisto alle continue notizie luttuose, bucano ogni sensibilità…almeno così dovrebbe essere, specialmente per chi preposto all’informazione, deve svolgere un servizio drizzato al corretto uso della notizia. Purtroppo invece qualcuno, dopo lasagne e pomodoro di Amatrice, opta per continuare un filone satirico, ritraendo addirittura la morte sugli sci. Francamente non capiamo la provocazione, se a questa intende far riferimento il vignettista, nel momento in cui ancora una volta Charlie Hebdo tenti di celiare, di prender sottogamba, di far sorridere, chi lotta con la vita. O chi ormai non può più dir la sua, dall’improvvisa morte nel Resort. Noi, che abbiam sempre creduto in un’informazione al servizio di chi ci legge, che possa incarnare il bello ed il cattivo tempo, dipingere il dritto e rovescio d’ogni situazione, francamente inorridiamo dinanzi ad un modo mediale  siffatto, ironizzando sulla vita umana sacra, da rispettare, amare, tutelare e pertanto da compiangere, nel momento in cui perisce sotto la sferza dell’imprevisto o dei catastrofici eventi naturali…Non c’è davvero nulla da ironizzare dinanzi al dramma che il Centro Italia sta vivendo da quest’estate: piuttosto tacere in silenzio, avendo rispetto per i morti e solidarietà per i sopravvissuti!

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