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Cilento “sgarrupato”?

Inserito da on 10 gennaio 2017 – 09:01No Comment

Giuseppe Lembo

Attualmente e per tanti versi, sembra di vivere in un “Cilento sgarrupato”; un Cilento triste e senz’anima che si lascia andare al suo futuro negato, negandosi sempre più, ad una vita d’insieme. Così proprio non va! Così non va! I Paesi dell’anima delle pietre parlanti sono, purtroppo, diventati sempre più Paesi senz’anima, silenziosamente tristi e dal futuro negato, con gli ultimi mohicani, in attesa di essere ricevuti dai cimiteri dalle porte sempre aperte. Questo Cilento triste ed abbandonato non è il Cilento che vogliamo? La governance istituzionale, compiacendosi di avere un Cilento mare confusamente vivo, con un movimento di villeggianti sole-mare che lo prendono d’assalto negli assolati mesi di luglio -agosto, non si preoccupa più di tanto del Cilento montano e collinare che, abbandonato a se stesso, sta morendo, per mancanza assoluta di condizioni di vivibilità e di servizi alla persona, agevolandone così facendo, la desertificazione. Negli ultimi tempi, i tanti Paesi dell’anima, oltre alle strade impraticabili, hanno visto cancellato anche i servizi sanitari, gli uffici postali e le poche scuole; hanno visto cancellato, tra l’altro, la presenza utile ed opportuna di un personale idraulico-forestale della Regione Campania, in servizio presso le Comunità Montane, l’ultima presenza umanamente utile di guardiani di un territorio che, con le guardie forestali, dal prossimo gennaio, utilizzate e tolte dal ruolo del controllo territoriale, sono rimasti completamente abbandonati a se stessi; tanto, vedendosi aggravare le già gravi condizioni di stabilità e di sicurezza necessaria per viverlo in un rapporto di saggio equilibrio uomo-natura; Uomo-Terra. Tutto questo con i cilentani che ancora vivono di un Cilento sedotto ed abbandonato, deve essere parte di un giusto rivendicazionismo sul piano dei diritti; sul piano dei fondanti diritti che non possono essere più a lungo negati da parte di chi, a tutti i livelli, ne governa da indifferente i territori, con un fare lontano anni luce e sempre più attento al solo potere ed ai soli privilegi che, nonostante tutto, a destra ed a manca, sono il frutto di un’egoistica rappresentanza del niente riservata al Cilento ed ai cilentani, sempre più, dai diritti negati; sempre più, dai diritti cancellati, con l’amaro risultato di un’invivibilità diffusa, da vera e propria vita negata. Tanto, pur potendo il Cilento Terra di Parmenide essere assolutamente altro nel Cilento e per il Cilento ed oltre ancora nel mondo che prima o poi dovrà sapersi riappropriare delle radici dell’ESSERE IN QUANTO è, pensando al Cilento e ritrovandosi in questa Terra da amare, per quei saperi universali che possiede, ma che, purtroppo, sono assolutamente indifferenti ai più di un mondo umanamente senz’anima, a partire, prima di tutto dal Cilento. Un cambiamento assolutamente possibile, se ricco di quei saperi e di quelle conoscenze dei tanti giovani cilentani in giro per il mondo che, se bene spesi nella Terra dei padri, possono finalmente e per sempre, cambiare le sorti del Cilento, liberandolo così facendo, di una maledizione antica che non ha mai permesso ai cilentani di essere saggiamente uomini veri e soprattutto eredi meritevoli di quel mondo dell’ESSERE parmenideo, indifferente ai più, soprattutto oggi che si cerca il godimento di mondi fantastici negati al futuro, come sola ed unica espressione di un’umanità possibile ed universalmente condivisa, oscurandone tra l’altro, la saggezza del pensiero e dei valori dell’ESSERE, da cui partire per cambiare e fare crescere umanamente e territorialmente anche il nostro Cilento. Per cambiare e fare crescere umanamente il mondo che, rifiutando i valori dell’ESSERE, i saperi e la cultura, si rifiuta disumanamente al futuro; diventa sempre più “mondo sgarrupato”, dal futuro negato. Il Cilento ed i cilentani devono partire da qui! Devono con una grande forza d’insieme Uomo-Territorio, sfidare, credendoci, il futuro, costruendolo saggiamente con un rigenerato insieme umano che sa pensarlo, riferendosi al percorso passato – presente, ricco di valori e di saperi che danno la giusta forza alle innovazioni ed alle tecnologie utili al cambiamento per un nuovo mondo; per una nuova Italia, una nuova Campania, un nuovo e saggio CILENTO.

 

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