Home » Spiritualità

Domenica 8 Gennaio 2017: Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 3,13-17 commentato

Inserito da on 8 gennaio 2017 – 00:00No Comment

 don Marcello Stanzione  

 

In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?». Ma Gesù gli disse: «Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia». Allora Giovanni acconsentì. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto». 

“Questi è il mio Figlio prediletto, in Lui ho posto tutto il mio amore …” E’ una dichiarazione d’amore …Ogni uomo sogna di amare e di essere amato. Ma ecco che, per amare, bisogna essere due o tre. E talvolta ci si sente molto soli. E poi se l’amore non è contraccambiato, se non vi è risposta … allora è una immensa sofferenza. E’ possibile l’amore felice? Nell’incavo del fiume Giordano, Andrea, Pietro e Giovanni, i primi Discepoli di Gesù, hanno incontrato un amore felice. Egli veniva da Nazareth in Galilea … Noi che viviamo oltre 2000 anni dopo, sappiamo ora che questo Gesù va a cambiare il volto della Terra e diventare il primo personaggio della Storia. Ma, in quei giorni, nessuno sapeva nulla di Lui. Era la prima volta che essi Lo vedevano. Egli aveva circa 30 anni … Aveva il volto felice di un uomo amato. Una voce gli diceva al cuore: “Tu sei il mio Figlio prediletto, in Te ho messo tutto il mio amore … “. I 30 anni oscuri di Gesù a Nazareth …Questi trenta anni di vita nascosta non sono stati degli anni inutili e vuoti. Gesù era un ardente ebreo. Come ogni ebreo, e più di tutti gli altri, Egli si è impregnato della Parola di Dio, letta e riletta in sinagoga, ogni sabato. Ed ecco che, molto semplicemente, Egli pronuncia oggi la sua prima parola pubblica: “Noi dobbiamo compiere ciò che è giusto … “. Due parole bibliche di una estrema densità. Sì, da trenta anni, Gesù portava nel cuore un formidabile segreto: Egli veniva a “compiere” … tutto l’Antico Testamento. Tutta la tradizione del suo popolo, tutte le promesse, tutte le attese … si compivano infine nella sua persona. Tutte le correnti di pensiero della Scrittura, la Legge, i profeti ed i saggi … venivano a compiersi, a completarsi in Lui, Gesù di Nazareth. “Compiere” è l’atto più perfetto che un uomo possa fare. Noi ci battiamo tra conservatori e progressisti. Gesù è contemporaneamente fedele a tutta la tradizione del suo popolo e, nello stesso tempo, la rinnova, la trasforma, la fa compiere: è il principio stesso della vita, che non fa mai rottura integrale col passato ma che lo sviluppa, lo “compie” come la messe compie il germe del grano, come la quercia compie la ghianda gettata a terra. La seconda parola utilizzata da Gesù non è meno ricca: “la giustizia”! Essere giusto, è corrispondere perfettamente ad un modello. Una scarpa giusta è in perfetta corrispondenza col piede, né troppo piccolo né troppo grande. Gesù aveva coscienza, da trent’anni, di corrispondere esattamente alla volontà di Dio. “Tu sei il mio Figlio prediletto”. Egli portava questo segreto da trent’anni di vita nascosta e, oggi, al Giordano, nel giorno del suo Battesimo, era la manifestazione, l’epifania, l’esplosione di questo amore, di questa santità, di questa giustezza perfetta tra Lui, Gesù, e suo Padre. Il Battesimo di Gesù è una “Teofania”: Tutta la Chiesa ortodossa orientale venera il battesimo di Gesù come una delle più grandi feste dell’anno. In effetti, non è solo la manifestazione di Gesù al mondo, ma la manifestazione di Dio al mondo! Nel Giordano, per la prima volta, il Cielo è “aperto” ed il segreto nascosto di Dio, la Trinità, è manifestato. Ascoltiamo questo meraviglioso commento di San Cirillo, vescovo di Gerusalemme dal 315 al 386 : “Noi non possiamo pensare a Cristo senza pensare al Padre ed allo Spirito Santo. In effetti, perché vi sia un Cristo – questa parola significa l’Unto, colui che è impregnato di una unzione – … perché vi sia un Cristo, occorre che vi sia qualcuno che lo unge, il Padre, e qualcuno che sia l’unzione, lo Spirito Santo”. Senza la Trinità, la parola Cristo non avrebbe alcun senso. E’ per questo che l’icona del battesimo di Gesù rappresenta sempre Gesù in piedi nel Giordano … in alto, una Mano rappresenta Colui che fa l’unzione, il Padre invisibile … ed una colomba rappresenta lo Spirito. Gesù è una delle tre Persone della Trinità d’amore: oggi, è la prima rivelazione di questo mistero. Ecco perché Gesù era un uomo felice, un uomo amato. E il nostro battesimo ha un significato simile : noi siamo amati … siamo figli di Dio, abbiamo un Padre !

 

 

 

 

Lascia un commento!

Devi essere logged in per inserire un commento.