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Siku, giorno

Inserito da on 25 dicembre 2016 – 00:00No Comment

Oliviero Ferro*

Il giorno comincia sempre prima del levare del sole. Tutti sono in movimento per andare al proprio posto di lavoro o a scuola. Basta andare verso le cinque del mattino nei carrefour, nelle rotonde dove partono i camioncini che portano le mamme nei campi e vedrai tanta animazione. Nelle stazioni da dove partono i pullman per le grandi città, anche c’è già grande animazione. I passeggeri arrivano con tutti i loro bagagli, sacchi pieni di cibo e animali al seguito. Nelle strade i bambini e i giovani si sono già messi in strada per raggiungere, dopo diversi chilometri, le scuole. E finalmente arriva anche il sole. E quando arriva lui, comincia il caldo e lo si sente davvero. Anche il mercato apre le sue porte e inizia una grande confusione. Gente che va, che viene, che chiacchiera, che vende e che compra. E’ un giorno come tutti gli altri. Anche gli impiegati della pubblica amministrazione, con calma, vanno al loro posto di lavoro. Negli angoli delle strade, i venditori di frittelle, di arachidi tostate e di panini, ripieni di pasta o di altre cose si danno da fare per saziare la fame degli aspiranti lavoratori. Nella grande piazza davanti alla Posta, arrivano anche degli aspiranti stregoni che aspettano gli impiegati, dopo che avranno ritirati lo stipendio…per spennarli con i loro discorsi di tutto e di niente. Qualche ragazzino va in giro a vendere caramelle e penne biro per avere qualche soldo per potere ritornare a scuola. I sarti di abiti tradizionali cercano di attirare l’attenzione dei pochi turisti bianchi, offrendo loro i cappelli e i vestiti multicolori. In un’altra parte della piazza, vicino agli uffici pubblici, le fotocopiatrici cominciano a lavorare per permettere di avere le copie dei documenti che invariabilmente vengono richieste e più sono, meglio è. Qualche poliziotto scruta le macchine che passano. Ogni tanto ne ferma qualcuna e chiede un piccolo contributo per passare bene la giornata. I tassisti, a malincuore, acconsentono. Capiscono che senza questa collaborazione, non potranno andare avanti. E così la vita scorre tranquilla ogni giorno. A mezzogiorno bisogna fermarsi, perché il sole picchia forte. E allora i piccoli bar accolgono gli assetati e gli affamati per una sosta ristoratrice. E poi via fino a sera. Ma questa è un’altra storia che racconteremo la prossima volta.

*missionaio saveriano

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